Conferenza di Sabino Chialà, monaco di Bose, sulla Tradizione siriaca

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Il 20 giugno presso l’auditorium della Basilica di S.Michele Arcangelo in Monte S.Angelo si è svolta la conferenza “Una voce del cristianesimo orientale: la spiritualià siriaca” tenuta dal monacoSabino Chialà(Comunità di Bose), organizzata dall’Ufficio per l’ecumenismo dell’Arcidiocesi.

Dopo i saluti diS.E. Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-S.Giovanni Rotondo, e una breve introduzione di Padre Massimo Hakim, monaco siriano responsabile dell’Ufficio per l’ecumenismo e membro della Comunità monastica di Pulsano, Sabino Chialà ha iniziato la sua esposizione tracciando le principali caratteristiche della Tradizione siriaca. Fra i massimi conoscitori al mondo del settore, curatore di svariate pubblicazioni sui Padri siriaci, Sabino è perfettamente riuscito a far comprendere agli uditori quanto ricca e importante sia stata la tradizione siriaca nella storia della Chiesa, a livello di missiologia (i missionari siriaci arrivarono in Cina (VII sec.) ed in Tibet (IX sec.)!; di produzione teologica (inseparabile dall’esegesi delle Sacre Scritture); e di contributi patristici, per cui tale tradizione ben ha meritato la definizione che ne diede Giovanni Paolo II: “il terzo polmone della Chiesa, accanto a quello greco e quello latino.” Il relatore ha poi dato un saggio di questo patrimonio, immenso quanto misconosciuto, tratteggiando le figure di S.Efrem il Siro e di S.Isacco di Ninive: brevi pennellate che son bastate a ricordare quanto l’opera di questi santi – l’Arpa dello Spirito Santo e il cantore della Divina Misericordia – sia sfolgorantemente bella e attuale. Opera di cui, come per il resto della sconfinata produzione testuale siriaca, solo una piccola parte è pubblicata nelle lingue moderne, e una parte ancor più piccola in italiano.

Fonte: Abbazia di Pulsano