Commento al Vangelo del 6 luglio 2014 – don Piero Rattin

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Dotti e sapienti ce ne sono sempre stati al mondo. Anche nel nostro tempo. Oggi forse, a differenza di una volta, è più facile incappare in sapienti e dotti che non sono, alla fin fine, né dotti né sapienti. La presunzione di sapere qualcosa su Dio da parte degli uomini è già di per se una patente d’ignoranza. Attenzione, pertanto: non lasciamoci prender per il naso da nessuno!

  • I lettura: Zaccaria 9,9-10;
  • II lettura: Romani 8,9.11-13;
  • Vangelo: Matteo 16,13-19

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Mt 11, 25-30
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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