ยซSignore, non ho nessuno che mi immerga nella piscinaยป (Gv 5,7)
Lโuniversalitร e il diritto di accesso alle cure
a cura per la vita umana a tutti i livelli รจ uno dei tratti caratteristici del ministero di Gesรน. Questa cura รจ estesa a tutti, a chiunque Egli incontri e, direttamente o indirettamente, chieda il suo intervento, senza preclusioni dettate dalle barriere sociali, culturali o religiose. ร proprio tale cura โ attuata nellโazione terapeutica di Gesรน โ il segno visibile che il tempo messianico della salvezza รจ presente. Alla domanda โSei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?โ, Gesรน risponde rimandando ai segni di questa cura di Dio per la vita: โAndate e riferiteโฆciรฒ che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti resuscitano, ai poveri รจ annunciata la buona novellaโ (cfr. Lc 7,20-22). Dentro questo orizzonte ampio, puรฒ essere riletto anche Gv 5,1-18, che โ in uno stile tipico dellโevangelista โ congiunge un racconto di guarigione e la disputa che da esso scaturisce, con la finalitร di rivelare lโidentitร misteriosa di Gesรน e suscitare la fede in Lui.
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1.ย Il racconto di guarigione (vv. 1-9)
La collocazione temporale รจ generica: si tratta di una, non meglio precisata, โfesta dei giudeiโ che giustifica la presenza di Gesรน a Gerusalemme. In seguito, diventerร rilevante il fatto che essa โรจ di sabatoโ. Piรน dettagliata รจ lโambientazione topografica. Il narratore allude ad una zona di Gerusalemme, in prossimitร della โporta delle pecoreโ, che avrebbe dato il nome alla piscina (chiamata in ebraico Betzatร ) alimentata periodicamente da una corrente dโacqua proveniente o da una sorgente ad intermittenza o da acqua ferma, che in certi momenti veniva spinta dentro la vasca, al fine di aumentarne il valore curativo.
Questo fatto spiega la delusione del malato che non รจ aiutato a scendere nella piscina โquando lโacqua si agitaโ e, pertanto, non puรฒ beneficiare della sua capacitร terapeutica. Nellโinsieme, lโambientazione sembra manifestare lโintenzione del narratore di evocare i santuari sincretistici dellโellenismo, dove le divinitร guaritrici attiravano folle di malati in attesa di essere sanati, per contrapporvi lโazione di Gesรน che guarisce con la sola potenza della sua parola. ร una chiara traccia dellโopposizione condotta dalla Chiesa delle origini contro i culti e le superstizioni pagane che allora, come in ogni epoca, tentano di infiltrarsi nella prassi cristiana. Sotto i portici della piscina โ come in un grande ambulatorio a cielo aperto โ staziona un grande numero di malati di ogni genere โ โciechi, zoppi e paraliticiโ โ che sperano di poter essere toccati dalla potenza risanatrice dellโacqua agitata: tutti ritengono di essere degni di cura. Tra essi il fuoco si appunta sulla situazione disperata di un uomo che da trentotto anni รจ paralizzato.
A metterlo al centro dellโattenzione รจ Gesรน, con quello sguardo attento, che si sofferma sulla sua condizione di immobilitร (โvedendolo giacereโ), e con quella conoscenza singolare, che gli permette di intuire il perdurare nel tempo della sua situazione di sofferenza (โconoscendo che da molto tempo era cosรฌโ). Quellโuomo malato รจ โunicoโ davanti a Lui e non โuno tra i tantiโ. Questa unicitร รจ sottolineata dal fatto che Gesรน non interviene subito con la sua potenza terapeutica, ma gli rivolge una parola interrogativa, tesa a fargli esprimere la sua interioritร : โvuoi guarire?โ. Di fronte a Lui non cโรจ solo un ammalato da curare, cโรจ unโumanitร a cui va ridata la parola e a cui devโessere permesso di esprimere le tensioni interiori che lโabitano.
Restituito alla sua dignitร , lโuomo รจ ora in grado di esternare sia il desiderio, che non รจ venuto meno, sia la frustrazione, che lo minaccia. Quellโappellativo โSignoreโ โ che ha il sapore di unโinvocazione โ dice la densitร del desiderio di guarigione, al contempo lascia trapelare la delusione per lโassenza di qualcuno che si prenda cura di lui (โnon ho nessuno che mi immerga nella piscinaโฆโ), assieme alla coscienza che per le sue sole forze la guarigione diventa impossibile (โmentre sto per andarvi, un altro scende prima di meโ). ร di fronte al desiderio di vita di questโuomo e alla constatazione della non-curanza e dellโimpotenza umana che Gesรน decide di intervenire con la sua parola potente e autoritativa: โAlzati, prendi la tua barella e camminaโ; e questa parola ottiene un effetto immediato.
Al cuore del racconto resta una domanda: cโรจ solo โunโacqua curativaโ a cui solo alcuni possono accedere per caso o per fortuna o cโรจ bisogno di un โguaritoreโ autorevole che consapevolmente e per decisione personale si prende cura di tutti e di ciascuno in modo pienamente umano e solleciti, quindi, ad allargare questa cura โintegraleโ allโuniversalitร ?
2. La disputa e la rivelazione (vv. 10-18)
Il tono del testo cambia. Lโannotazione โquel giorno era di sabatoโ โ che dร inizio al nuovo sviluppo โ lascia intendere che lโattenzione si sposta ora sul comandamento sacro del riposo sabbatico. Gli oppositori increduli di Gesรน notificano subito al paralitico guarito che non gli รจ lecito portare la sua barella. A costoro non genera meraviglia e non suscita interrogativo la cura prodigiosa dedicata da Gesรน a questโuomo disperato: per essi lโunica preoccupazione รจ lโosservanza scrupolosa del precetto del riposo.
Di fatto Gesรน รจ preoccupato di aprire alla riflessione religiosa questโuomo, partendo da unโesperienza di felicitร semplicemente umana; la guarigione รจ segno di una salvezza che si dร pienamente nella riconciliazione e in una conseguente vita nuova, libera dal peccato e dal giudizio divino: โnon peccare piรน, perchรฉ non ti accada qualcosa di peggioโ. San Francesco espliciterร lโeffettiva preoccupazione non per la morte fisica, ma per quella al di fuori della salvezza annunciata dal Cristo1.
Per Gesรน la cura della vita โ di ogni vita umana sofferente e bisognosa โ รจ al di sopra del sacro precetto del riposo. La sua parola di difesa giunge a rivelare il mistero profondo che sta allโorigine di quella sua attivitร terapeutica che mette in questione il comandamento sabbatico: โIl Padre mio agisce anche ora e anchโio agiscoโ. Se Dio si riposa di sabato dalla sua attivitร creatrice, Egli perรฒ non cessa, anche di sabato, di esercitare la sua azione salvifica, e giudiziale, sul mondo intero a favore del suo popolo Israele. E se lโagire salvifico di Dio non รจ sottoposto al precetto del riposo sabatico, allora anche lโazione del Cristo, per rendere umanamente visibile e portare a compimento la sua opera, non รจ legata al precetto sabatico: Egli puรฒ proclamarsi โSignore del sabatoโ che รจ fatto a favore dellโuomo e della sua vita. ร la rivelazione del mistero di Gesรน: Egli opera come il Padre suo opera e il fondamento di questa identitร funzionale sta nel rapporto singolare e unico con Dio. Lo affermano, nella forma di unโaccusa, i suoi stessi avversari quando gli imputano di โchiamare Dio il suo proprio Padreโ e di farsi โuguale a Dioโ.
3.ย Il riflesso umano del volto di Dio
Alla luce di questa straordinaria rivelazione, il racconto della guarigione del paralitico acquista una densitร nuova. Lโattenzione e la cura che Gesรน ha riservato a questโuomo disperato e frustrato, la restituzione di dignitร , di parola, di possibilitร di esprimere la propria interioritร , lโassoluta gratuitร del suo agire, il dono di una vita risanata e riportata a quella bontร che esclude il peccato, con il suo carico di egoismi e di male: tutto questo รจ il riflesso umano del volto di Dio che si fa carico della cura integrale della vita di ciascuno e di tutti coloro che ai suoi occhi hanno la dignitร di figli.
Quanti si affidano allโagire di Dio, rivelato in Gesรน, non possono non accogliere con gioia e valorizzare, come segno, ogni gesto che esprime questa cura divina per la vita umana, da chiunque provenga. Non possono non farsi promotori โ con la motivazione profonda a loro fornita dalla fede โ di una cura della vita che diventi accessibile a tutti, in particolare ai piรน poveri e disperati. Non possono non impegnarsi perchรฉ questa cura per la vita arrivi a toccare non solo la dimensione della salute fisica, ma anche la restituzione della dignitร umana e la relazione fondamentale di ogni uomo con il mistero di Dio.
In questa figliolanza totale e universale si radica il diritto alla cura di ogni persona umana: in ciascuno รจ il volto di chi รจ raggiunto dalla originaria forza creatrice di Dio e nessuno puรฒ chiamarsi fuori, nรฉ nella malattia, nรฉ come chiamato a prendersi cura. ร la condizione umana la scaturigine del diritto alla cura: una condizione che comporta una doppia responsabilitร : una cura rivolta a tutti, in qualsiasi Paese si abiti, perchรฉ ciascuno potrebbe dire quella parola โnon ho nessuno cheโฆโ, e la responsabilitร , dapprima personale e poi sociale e pubblica, che nasce dalla constatazione che lโopera della salvezza iniziata da Gesรน ininterrottamente prosegue con le mani, sempre e ovunque contemporanee, di ciascun battezzato, di ciascun membro della Chiesa.
1 ยซLaudato siโ, miโ Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente poโ skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarร ne le Tue santissime voluntati, ka la morte secunda no โl farrร maleยป (San Francesco, Cantico delle creature).


