Il commento alle letture di domenica 28 febbraio 2021 a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ “Buona Bibbia a tutti“.
Questo episodio della vita di Gesรน va capito molto bene, analizzando anche i brani paralleli degli altri Vangeli (Mt 17,1-13; Lc 9,28-36).
UNโESPERIENZA POST-PASQUALE?
โL’originalitร di questo brano, oltre che dalla scenografia tipicamente apocalittica, proviene dal contesto. Viene subito dopo l’annuncio della passione e morte del figlio dell’uomo, le rimostranze di Pietro e l’esortazione ai discepoli di seguire il maestro sulla ยซvia crucisยป. Vuole significare che al di lร della passione esiste per Gesรน un futuro di gloria divina, che il crocifisso รจ il figlio dell’uomo che verrร alla fine nello splendore della sua divinitร . La luce della Pasqua e della venuta finale illumina la tenebra del venerdรฌ Santo. Il servo sofferente di Dio e il figlio dell’uomo glorioso sono uniti nella stessa persona. Come valutare ora il racconto in relazione all’esperienza che i discepoli hanno avuto del maestro? Sembra di dover escludere prima di Pasqua una rivelazione del suo essere trascendente e divino. Soltanto alla luce della risurrezione essi compresero a fondo, per la prima volta, chi era Gesรน รจ il senso della sua morte tragica. Svelato l’enigma della sua persona nelle apparizioni del Risorto, nasce la professione di fede che egli รจ il figlio di Dio e il figlio dell’uomo trascendente. La crocifissione non appare piรน un fallimento ma una tappa necessaria verso la gloria e soprattutto l’espressione della sua obbedienza di servo sofferente glorificato da Dio. Lo scandalo della morte tragica รจ superato. Essa ha significato l’abbassamento del figlio dell’uomo, che verrร alla fine nella pienezza della sua gloria e come Signore del mondo. Ne รฉ garante la risurrezione. Il racconto della trasfigurazione, originato da questa fede pasquale, intende anticipare nella trama del Vangelo il significato dell’evento di Pasqua. Come nel Vangelo dell’infanzia รจ stato prefigurato nel bambino il suo destino futuro e sono stati anticipati avvenimenti che solo piรน tardi ebbero compimento. Si tratta di un accorgimento pedagogico di estrema efficacia per mostrare ai lettori la portata vera della passione di Cristo e rivelarne, subito, l’apertura alla gloria. L’espediente nasconde l’intenzione profonda di mostrare nel ยซdopoยป della glorificazione il ยซperchรฉยป della crocifissione. Sembra dunque probabile che la trasfigurazione debba intendersi come apparizione pasquale anticipata. La concezione della storia che si aveva a quel tempo non era legata tanto alla legge di successione secondo lo schema del prima e del poi, quanto uno sguardo interpretativo teso a coglierne l’unitร profonda. Del resto la conclusione del brano mostra il collegamento con la risurrezioneโฆ
Nel Nuovo Testamento due altri scritti ne parlano. Il primo รจ addirittura un parallelo con i racconti sinottici;
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โInfatti, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesรน Cristo, ma perchรฉ siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: ยซQuesti รจ il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciutoยป. Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monteโ (2 Pt 1,16-18).
L’altro passo รจ nel Vangelo di Giovanni che presenta perรฒ solo una somiglianza tematica, in quanto parla della glorificazione del figlio dell’uomo nell’ora della morte di Gesรน:
โOra l’anima mia รจ turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nomeยป. Venne allora una voce dal cielo: ยซL’ho glorificato e di nuovo lo glorificherรฒ!ยปโ (Gv 12,27-28)โ (Giuseppe Barbaglio).
CONTESTO
Nel mezzo dei conflitti con i farisei e gli erodiani (Mc 8,11-21), Gesรน lascia la Galilea e si reca nella regione di Cesarea di Filippo (Mc 8,27), dove inizia a preparare i discepoli. Lungo il cammino, lancia una domanda: โChi dice la gente che io sia?โ (Mc 8,27). Dopo aver ascoltato la risposta che lo consideravano il Messia, Gesรน comincia a parlare della sua passione e morte (Mc 8,31). Pietro reagisce: โDio te ne scampi, Signore!โ (Mt 16,22). Gesรน ribadisce: โlungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perchรฉ non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!โ (Mc 8,33) Fu un momento di crisi. I discepoli, presi dallโidea di un messia glorioso (Mc 8,32-33; 9,32), non comprendono la proposta di Gesรน e cercano di condurla per un altro cammino. Era vicina la festa delle Capanne, in cui lโaspettativa messianica-popolare era solita aumentare e di molto.
Lโevento della trasfigurazione รจ un evento profetizzato da Gesรน, il quale dopo il primo annuncio della sua passione-morte-resurrezione dice ai discepoli: โIn veritร vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non gusteranno la morte prima di vedere il Regno di Dio venire con potenzaโ (Mc 9,1; cfr Mt 16,28; Lc 9,27). Dunque alcuni dei discepoli saranno destinatari di una visione prima di morire, nella loro stessa vita, e vedranno il Regno di Dio veniente (Mc e Lc), vedranno il Figlio dellโuomo veniente (Mt). Come il vecchio Simeone aveva ricevuto dallo Spirito santo la promessa โdi non vedere la morte senza prima avere visto il Cristo del Signoreโ (Lc 2,26), cosรฌ alcuni ricevono una promessa da Gesรน stesso: sarร loro manifestato il Regno di Dio, che Matteo identifica con il Figlio dellโuomo, dunque con Gesรน stesso. Gesรน รจ il Regno di Dio in persona, รจ lโautobasileรญa, come ha ben compreso Origene (cfr Commento a Matteo XIV,7,10.17 [su Mt18,23]). Gesรน, che ha annunciato la venuta del Regno di Dio, ora lo rivela; o meglio, Gesรน รจ rivelato dal Padre come Regno di Dio veniente con potenza, e dunque lโevento della trasfigurazione appare come unโanticipazione.
RETROTERRA EBRAICO
Il brano della Trasfigurazione di Gesรน puรฒ essere compreso solo nellโambito della grande tradizione ebraica. Il racconto della Trasfigurazione รจ storico, ma raccontato come un midrash, una riflessione sapienziale.
Tre sono i retroterra culturali di questo testo.
- La teofania sinaitica
La teofania al monte Sinai รจ evocata dal tema del monte, della gloria, di Mosรจ, dellโirradiazione del volto (Es 24,15-17; 34,29-35).
- La visione apocalittica di Daniele (Dn 10,4-21)..
- La Festa delle Capanne
Si pensa alla Festa delle Capanne per lโallusione alle tende fatta da Pietro. Era la festa di Sukkot, che iniziava sei giorni dopo il Kippur., in cui gli ebrei sono ancor oggi invitati per una settimana a vivere nelle tende, nelle capanne, per ricordare il momento meraviglioso del fidanzamento dโIsraele con Dio, il tempo dellโEsodo, in cui il popolo era nomade del deserto. In questa festa, i pii ebrei dovevano salire a Gerusalemme. Qui Gesรน con i suoi salgono sul monte che รจ il luogo della teofania, della presenza di Dio. Gerusalemme era il luogo della Presenza di Dio nel tempio, il monte รจ il luogo che ricorda il Sinai, dove Dio si รจ rivelato.
Durante la festa, si usa vivere in capanne, in tende. Qui Pietro dice a Gesรน: โFacciamo tre tende, una per te, una per Mosรฉ, una per Eliaโ.
Durante i primi sei giorni della festa viene eletto il Qohelet, il libro che dice: โVanitร delle vanitร : tutto รจ vanitร !โ (Qo 1,2). Ora Gesรน nel versetti precedenti (Mt 16,24-28; Mc 8,34-38) ci ha parlato proprio di questi temi: rinnegare se stessi, perdere la nostra vita. Nulla vale se non lui, se non il Regno.
Il settimo giorno della festa ci si veste di bianco, e nel tempio ognuno ha una luce, simbolo della Torah, della Legge di Dio. Qui Gesรน รจ vestito di bianco, cosรฌ bianco che piรน non si puรฒ, ed รจ splendente.
Nella festa delle Capanne gli ebrei celebrano la cosiddetta โletizia della Torahโ, la letizia della Legge. ร una celebrazione liturgica in cui si leggono i capitoli 33 e 34 del Deuteronomio. In essi si legge, tra lโaltro: โIn Israele non ci fu piรน un profeta come Mosรฉ: il Signore si era manifestato a lui faccia a facciaโ (Dt 34,10). Come abbiamo visto, Mosรจ parla faccia a faccia a Dio e a Gesรน Cristo Signore.
Durante la festa delle Capanne viene nominato lo chatan Torah, โlo sposo della Torahโ, il priore della festa. Costui รจ incaricato di leggere la Torah a tutti. Gesรน tante volte dirร di sรฉ di essere lo sposo messianico atteso (Mt 9,15; 25,1-13; Gv 3,29; 2 Cor 11,2; Ap 19,7-8; 21,2), e per questo Gesรน taccerร di adulterio, in senso ovviamente metaforico, il popolo che lo rifiuta (Mc 8,38; Mt 12,39; 16,4).
La festa terminava in sinagoga con una preghiera per lโavvento del Messia. Qui รจ Dio stesso che dice: โQuesti รจ il mio figlio prediletto: ascoltatelo!โ, che proclama Gesรน come Messia.
ESEGESI
- La meditazione della Scrittura ci rivela Cristo
Che cosa รจ probabilmente successo? Che Gesรน si รจ preso una giornata di ritiro con i suoi amici piรน cari, se ne รจ andato monte e si รจ messo a leggere la Bibbia, cioรจ Mosรฉ ed Elia. Per dire โLa Sacra Scritturaโ, gli ebrei dicevano โMosรฉ ed Eliaโ, oppure โMosรฉ e i profetiโ. Gesรน legge la Bibbia – questo significa parlare con Mosรฉ ed Elia-, ed in questa riflessione sulla Scrittura Gesรน prende coscienza di essere il Messia e, per miracolo divino, questa consapevolezza viene capita anche dai tre ai discepoli che sono con lui. Non vogliamo negare a Dio la possibilitร di trasfigurarsi, di diventare bianco, splendente, con tutti i raggi intorno, ma รจ molto piรน vicino a noi pensare che quando riusciamo a trovare mezza giornata per ritirarci su un monte per leggere la Scrittura, in quei momenti anche noi parliamo con Mosรฉ e con Elia, in quei momenti Dio parla a noi e ci trasfigura, si rivela a noi, ci dice che siamo suoi figli, ci fa capire la nostra missione, ci dร coraggio per portare avanti la nostra vita. Nulla vieta di pensare e credere che sia avvenuto un fatto strepitoso, ma dobbiamo leggere la Bibbia al di lร del genere letterario e recuperare il senso plastico di questo brano, la rivelazione concreta che in esso ci viene data.
Mosรจ ed Elia, la Legge e i profeti che sintetizzano tutte le Scritture di Israele, il Primo Testamento, sono accanto a Gesรน come testimoni e interpreti. Anzi, in quel loro โintrattenersiโ, in quel loro โparlare insiemeโ (sunlaleรฎn: cfr Mc 9,4 e par.) a Gesรน mostrano unโautentica interpretazione spirituale in atto: Gesรน รจ lโermeneuta della Legge e dei profeti che sempre, โcominciando da Mosรจ e da tutti i profeti, spiega in tutte le Scritture ciรฒ che si riferisce a luiโ (cfr Lc 24,27); e Mosรจ ed Elia, definiti da Luca โdue uominiโ, sono coloro che, presenti accanto alla tomba vuota, interpreteranno le parole dette da Gesรน nella sua vita e lo proclameranno Crocifisso-Risorto (cfr Lc 24,4-7). Proprio in questโottica, nel racconto della trasfigurazione Luca specifica che Mosรจ ed Elia โparlavano con Gesรน del suo esodo (รฉlegon tรจn รฉxodon autoรป), che stava per compiere a Gerusalemmeโ (Lc 9,31). Dunque la Legge e i profeti testificano la necessitas passionis di Gesรน, lo indicano come il Servo del Signore che deve passare attraverso la kรฉnosis e lโinnalzamento, e cosรฌ mostrano la continuitร della fede tra Antica e Nuova Alleanza.
Le attese messianiche di Israele sono veramente compiute, e Gesรน il Messia appare come lโesegesi vivente e il compimento autentico delle Scritture. Con questa convinzione Origene puรฒ commentare: โSe si comprende e si contempla il Figlio di Dio trasfigurato al punto che il suo viso sia sole e i suoi vestiti bianchi come la luce, si vedranno, contemplando Gesรน in questa forma, Mosรจ la Legge ed Elia, che non รจ un profeta solo ma li rappresenta tutti, mentre conversano con Gesรน โฆ E se qualcuno ha visto la gloria di Mosรจ, poichรฉ ha compreso che la Legge spirituale รจ tuttโuna con la parola di Gesรน, e ha compreso che nei profeti ยซla sapienza รจ nascosta nel misteroยป (1 Cor 2,7), allora egli ha visto Mosรจ ed Elia nella gloria, proprio vedendoli con Gesรนโ (Commento a Matteo XII,38,29-37.43-49 [su Mt 17,2-3]).
La Trasfigurazione รจ anche mistero di luce, che illumina tutto il corpo (Israele e la Chiesa; Mosรจ, Elia e i discepoli) insieme al Capo. Infatti il Primo Patto testimonia e Gesรน interpreta il Primo Patto; i discepoli, a loro volta, accolgono Gesรน, accolgono la testimonianza delle Scritture e accolgono il comando del Padre in vista dellโascolto del Figlio. Non cโรจ immagine biblica piรน efficace per narrare lโunitร della fede nei due Testamenti, la centralitร di Gesรน il Messia, la pienezza della rivelazione in lui, lโessere un solo corpo da parte dei credenti che nellโAntico Testamento attendevano il Messia e nel Nuovo lo confessano e lo annunciano.
Afferma Papa Francesco: โLโascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sullโimportanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso lโalto e contemplare Gesรน. Si tratta di disporci allโascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono lโaccoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio. In questa ascesa spirituale, in questo distacco dalle cose mondane, siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, della lettura della Bibbia, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia. E quando noi ci mettiamo cosรฌ, con la Bibbia in mano, in silenzio, cominciamo a sentire questa bellezza interiore, questa gioia che genera la Parola di Dio in noiโฆ Al termine dellโesperienza mirabile della Trasfigurazione, i discepoli scesero dal monte (cfr v. 9) con occhi e cuore trasfigurati dallโincontro con il Signore. ร il percorso che possiamo compiere anche noi. La riscoperta sempre piรน viva di Gesรน non รจ fine a se stessa, ma ci induce a ยซscendere dal monteยป, ricaricati della forza dello Spirito divino, per decidere nuovi passi di conversione e per testimoniare costantemente la caritร , come legge di vita quotidiana. Trasformati dalla presenza di Cristo e dallโardore della sua parola, saremo segno concreto dellโamore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli, specialmente per chi soffre, per quanti si trovano nella solitudine e nellโabbandono, per gli ammalati e per la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dallโingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenzaโ.
- La Cristofania
Qualcosa della gloria, della luce di Dio risplende in Gesรน, per quanto era possibile vedere ai discepoli: Gesรน appare nella forma di uno dei โgiusti splendenti come il sole nel Regno del Padre loroโ (cfr Mt 13,43), come lui stesso aveva rivelato, appare come uno dei santi sapienti โsplendenti nel firmamento come stelle per sempreโ della visione di Daniele (Dn 12,3). Ciรฒ che accade รจ dunque una vera Cristofania, anzi una teofania come quelle raccontate nellโAntico Testamento, di cui beneficiarono Mosรจ (cfr Es 3,1-15; 34,5-28), Elia (cfr 1 Re 19,1-18) e gli altri profeti, soprattutto Isaia (cfr Is 6) ed Ezechiele (Ez 1).
Nello stesso tempo lโevento della trasfigurazione annuncia ciรฒ che accadrร a Gerusalemme, quando nellโora della croce il centurione confesserร : โVeramente questโuomo รจ il Figlio di Dio!โ (Mc 15,39; Mt 27,54). Sรฌ, lโevento della trasfigurazione รจ memoriale del battesimo e oracolo della croce, e la posizione centrale assegnatogli dagli evangelisti vuole proprio indicare questa sua qualitร di memoriale e di profezia, di compimento di ciรฒ che รจ stato detto nel battesimo e di anticipazione di ciรฒ che avverrร nella resurrezione e nella parusia. โNellโattesa di quel giorno a noi non resta che contemplare, per quanto ne siamo capaci, ยซil volto di Cristo su cui risplende la gloria di Dioยป (cfr 2 Cor 4,6): cosรฌ, ยซriflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasfigurati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, attraverso lโazione dello Spirito santoยป (cfr 2 Cor 3,18). Cosรฌ nella tua luce vediamo la luce, Signore (cfr Sl 36,10)!โ (E. Bianchi). โLa comunitร cristiana ha le piรน alte garanzie della sua predicazione: la legge, i profeti e lo stesso Padreโ (O. Da Spinetoli).
- La bellezza di Dio
Nel contesto liturgico, celebrando la Festa delle Capanne, i discepoli capiscono che Gesรน รจ il Messia annunciato da tutta la Scrittura, che Gesรน รจ lo chatan Torah, lo sposo, lโermeneuta, colui che spiega tutta la Torah; evidentemente sono arrivati gli ultimi tempi, la preghiera per il Messia si รจ realizzata, il Messia รจ qui tra loro e instaura il Regno. E poichรฉ realizza il Regno, la creazione diventa bella: โDio vide che tutto era buonoโ, nel creare lโuniverso (Gen 1,4.10.12.18.21.25.31). ร qui i discepoli che cosa dicono? โร bello per non restare quiโ (Mt 17,4), il mondo รจ tutto bello. Tu, Signore, in questo momento sei venuto e porti veramente a compimento il piano creazionale di Dio. Sei la Genesi, sei il nostro paradisoโ. I padri diranno: โCreavit Deus Adam et posuit eum in paradiso, id est in Christoโ: โDio pose Adamo in paradiso, cioรจ in Cristoโ. Il paradiso รจ simbolo del Cristo, perchรฉ solo in Cristo si compie il progetto creazionale (la Genesi non racconta come eravamo, ma come saremo!) nel quale i figli di Dio parlano tutti con il Padre, lo vedono non solo piรน di spalle (Es 33,23), ma faccia a faccia (Es 33,11), partecipano alla sua stessa vita, godono dellโimmortalitร (Rm 8,17). Il paradiso รจ Cristo, Gesรน รจ il nostro paradiso: questa รจ la lettura piรน completa e piรน esatta del libro della Genesi. Allora quello che era il caposaldo della fede ebraica, lo โShemร , Israelโ,ย lโโAscolta, Israeleโ (Dt 6,3-4; 9,1; 20,3; 27,9), che veniva proclamato tutti i giorni in sinagoga, ora diventa lโobbedienza alla Parola di Gesรน: il Padre dice: โQuesti รจ il mio figlio prediletto: ascoltatelo!โ (Mt 17,5).
โNella fatica di ogni giorno per seguire Gesรน portando la nostra propria croce (cf. Mt 16,24) abbiamo bisogno di momenti in cui poter dire: ยซร bello per noi stare qui accanto a te, Gesรน, nostro Signore!ยป; momenti in cui la luce del ยซDio-con-noiยป (Mt 1,23) si fa evidente, in cui la nostra fede รจ confermata dalla voce di Dio che ascoltiamo nel cuore: ยซร lui il mio Figlio amato, ascoltatelo!ยป. Sono momenti rari, di presenza elusiva, ma ci sono necessariโ (E. Bianchi).ย ย ย ย ย ย ย
- La tentazione di rifiutare la Croce
โLa risurrezione รจ il messaggio fondamentale del Vangelo ma non puรฒ essere disgiunto dalla passione. L’intervento di Pietro, evidentemente funzionale (v. 5), viene a mettere in risalto il contrasto segnalato varie volte nel corso della vita pubblica di Gesรน tra le aspirazioni dell’uomo e il disegno di Dio… Le tre tende rivelano il senso che Pietro aveva dato alla scena accomodandosi subito sugli allori di unโimmeritata vittoria. Anche in questo caso Pietro rappresenta la voce della carne e del sangue (Mt 16,17), colui che pensa non secondo Dio ma a modo degli uomini (Mt 16,23), per questo รจ ancora una volta motivo di intralcio piรน che collaboratore di Dio. La spiegazione di Pietro non รจ solo sua; Paolo la ritrova a Corinto (1 Cor 1-4), ad Atene (At 17,16-32) presso il procuratore Festo e re Agrippa (At 25-26). Eโ il tentativo di accomodare il disegno di Dio al piacimento e alla ยซsaggezzaยป dell’uomo. L’apostolo questa volta non รจ tacciato di ยซuomo di poca fedeยป (Mt 14,31), nรฉ meno ancora da alleato satanico (Mt 16,23), ma il Padre stesso si scomoda a redarguire sue aspirazioni e a rettificare le sue concezioniโ (O. Da Spinetoli).
- Vedere Dio nel volto dei fratelli
Dopo la Trasfigurazione, i discepoli vedono โGesรน soloโ. Ne contemplano ormai solo la sua umanitร , la sua presenza tra gli uomini, la sua Incarnazione. โSiamo chiamati a esercitarci alla capacitร di vedere lโumanitร , come i tre discepoli lโhanno vista in Gesรน: una ยซvisioneยป di Dio, almeno per noi, una traccia di Dio. Essere uomini e donne destinatari della trasfigurazione significa anche essere capaci di mutare lo sguardo per vedere lโinvisibile nel volto umano, e lรฌ vedere Dioโฆ Al nostro orizzonte cโรจ la promessa del profeta Malachia: ยซSi leverร per voi che credete nel suo Nome il sole della giustificazione, nei cui raggi cโรจ la guarigioneยป (Ml 3,20). Sole che, illuminando i volti degli umani, cosรฌ feriti, piagati, sporchi, li guarirร e li farร apparire a noi come i volti dei fratelli di Gesรน, dei figli di Dio, di Dio stessoโฆ! ร come dice Benedetto nella sua Regola: ยซDavanti agli ospiti che arriveranno o partiranno si inchinerร la testa o ci si prosternerร a terra, adorando in essi il Cristo che si accoglie nella loro personaยป (53,6-7). I discepoli sono dunque invitati a un cammino che รจ ben riassunto in un detto di Gesรน riportato da Clemente Alessandrino: ยซHai visto tuo fratello, un uomo? Hai visto Dioยป (Stromati I,19,94). Questo รจ il mistero della trasfigurazione: ยซHai visto tuo fratello, tua sorella? Hai visto Dioยปโ (E. Bianchi).
- Trasfigurarci e trasfigurare il mondo
โMa qui noi ci poniamo una domanda. Siccome in Marco e in Matteo sta scritto che Gesรน ยซfu trasfigurato รฉmprosthen autรดn, davanti a loroยป (Mc 9,2; Mt 17,2), e solo davanti a loro, allora ci chiediamo: รจ il corpo di Gesรน che si รจ trasfigurato oppure sono stati i discepoli che, per grazia di una rivelazione, hanno visto nella carne fragile e umana di Gesรน la sua gloria divina? Giร Origene si poneva tale domanda, e concludeva che sono stati i discepoli a subire una trasfigurazione della loro vista nella fede, fino a vedere nellโumanitร del Servo, nella forma dello schiavo, la forma di Dio Egli scrive: ยซTu tenti di sapere se i discepoli, quando Gesรน si trasfigurรฒ davanti a quelli che aveva fatto salire sullโalta montagna, videro Gesรน sotto la forma di Dio, quella che era la sua prima, avendo egli preso quaggiรน la forma di schiavo? Ebbene, ascolta queste parole, se tu sei capace, in un senso spirituale, e nota che non รจ detto solo ยซfu trasfiguratoยป, bensรฌ ยซfu trasfigurato davanti a loroยป, come dicono Matteo e Marco. Tu dunque concluderai che รจ possibile che Gesรน davanti ad alcuni sia trasfigurato e davanti ad altri non lo siaโ (Commento a Matteo XII,37,1-21 [su Mt 17,2]).
Ma affinchรฉ questa rivelazione, questa apocalisse sia per i discepoli autentica e definitiva, ecco anche la visione della Legge e dei Profeti, di Mosรจ ed Elia che conversano con Gesรน. Mosรจ ed Elia, servi del Signore, appaiono qui nella condizione gloriosa di viventi presso Dio, quali testimoni della gloria di Gesรน. La Legge e i Profeti che sullโalta montagna avevano visto la teofania, la manifestazione di Dio e della sua gloria (cfr Es 19,16-25; 24,12-18,33,18-34,28; 1 Re 19,8-18), ora sullโalta montagna vedono la cristofania, la manifestazione del Messia Gesรน! ร manifestazione, questa, della Parola di Dio detta dalla Legge e dai Profeti e fatta carne in Gesรนโ (E. Bianchi).
La trasfigurazione รจ mistero di trasformazione: il nostro corpo e questa creazione sono chiamati alla trasfigurazione, a diventare โaltroโ; il nostro corpo di miseria diventerร un corpo di gloria (cfr Fil 3,21), e โla creazione che geme e soffre nelle doglie del partoโ (cfr Rm 8,22) conoscerร il mutamento in โcielo nuovo e terra nuovaโ (Ap 21,1). Ciรฒ che รจ avvenuto sul monte Tabor in Gesรน Cristo avverrร per tutti i credenti e per il cosmo intero alla fine della storia.
โCelebrare lโEucaristia รจ vivere in anticipo la trasfigurazione in comunione con il Signore e con i fratelli e sorelle: la Parola si trasfigura in pane e in vino e questi in cibo che a sua volta si trasfigura nella nostra vita. In questo modo lโEucaristia diventa un progetto di trasformazione che deve impegnarci nella nostra storia: abbiamo lโobbligo di trasformare il pane delle nostre possibilitร in pane per tutti affinchรฉ non vi siano affamati nel mondo; abbiamo il compito di trasfigurare ciรฒ che viviamo e facciamo e tocchiamo perchรฉ la pace possa chiamarsi giustizia. Gesรน non resta sul monte della trasfigurazione, ma scende nel mondo della storia quotidiana per portare il vangelo della trasformazione agli uomini e alle donne che incontrerร sul suo cammino verso la cittร di Dio: la cittร della trasfigurazione definitiva che muta la morte in vita e la croce da strumento di tortura e di morte in simbolo di misericordia e di redenzione. Noi ne siamo testimoni. Noi lo annunciamo con la nostra vitaโ (P. Farinella).
Carlo Miglietta
