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Commento alle letture di domenica 23 Dicembre 2018 – Giovanni Vannucci

Per capire l’incontro tra queste due donne dobbiamo spogliarci da una categoria, propria del nostro tempo, che ci porta a storicizzare tutto.

C’è Elisabetta, la donna anziana, che ha concepito, nella sua sterilità, un figlio al quale pone nome Giovanni; e c’è Maria che, nella sua giovinezza, ha concepito per opera dello Spirito un figlio che sarà il Salvatore. Noi storicizziamo questi eventi, invece sono dei segni di quello che avviene continuamente.

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In questo momento, noi portiamo dentro di noi tutti i giorni che abbiamo vissuto fino a questo momento. Anche i nostri anni passati, i giorni passati, sono tutti gestatori di una parola, perché ogni istante della nostra esistenza è aperto verso l’infinito.

Se si capisce questo, si vive con più gioia. Nella riflessione sulla visita della Vergine a Elisabetta portiamo gli anni e i tempi passati. E insieme viviamo l’istante, che si apre a un futuro che ignoriamo, ma che dovremmo vivere con piena intensità, perché è aperto verso l’infinito.

Giovanni Vannucci