Commento alle letture di domenica 11 dicembre 2016 – don Enzo Pacini

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Il commento alle letture di domenica 11 dicembre 2016 a cura di don Enzo Pacini cappellano del carcere ยซLa Dogaiaยป di Prato.

Leggere i segni del regno che viene

Il punto focale di questa liturgia domenicale รจ un annuncio che potrebbe rischiare di finire in secondo piano, sovrastato da altri, ovvero lโ€™annuncio della buona notizia ai poveri da parte del Messia (Mt 11, 2-11). Potrebbe essere messo in ombra dalle altre opere dellโ€™Inviato di Dio: la guarigione dei ciechi e degli zoppi, la liberazione dei prigionieri, come annunziato dal profeta Isaia (cf. Is 35, 1-10).ย  Ma queste opere non sono immediatamente leggibili come segni del regno che viene. Infatti il Battista esprime, tramite i suoi inviati, le sue perplessitร  a Cristo, il quale ricorda a Giovanni queste opere che pur doveva conoscere data la sua frequentazione delle Sacre Scritture.

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Il fatto รจ che cโ€™รจ una ยซgrammaticaยปย  delle opere e dei prodigi del Messia che forse Giovanni non conosceva o collocava in un altro schema. I prodigi messianici dovevano illustrare quello che nei testi biblici รจ indicato come il giorno della vendetta (Is 35,4),ย  mentre Cristo coniuga questi prodigi con lโ€™annuncio ai poveri. Giร  altrove il vangelo opera questa sostituzione, come nel brano delle predicazione nella sinagoga di Nazaret dove, nella profezia che Gesรน compie, al termine ยซanno della vendettaยป, viene sostituito ยซanno di misericordiaยป (cf Lc 4,16-21).

Non รจ che per forza dobbiamo pensare a un Battista assetato di sangue e distruzione, ma certo lโ€™aspettativa di un capovolgimento e dello stabilirsi definitivo di un mondo diverso ci deve essere stato. Invece i prodigi di Cristo non diventano la norma, maย  permangono con la realtร  limitata della creazione. A prima vista sembra che tutto si sia risolto in uno spostamento in avanti: il regno arriverร  alla fine dei tempi. Questo puรฒ provocare forse un certo disagio, una continua richiesta di credito da parte di Dio che rischia perรฒ, con lโ€™andar del tempo, di logorare la fiducia del credente. Al che ci potrebbe essere ancora chi ribatte ยซรจ proprio per questo affievolimento che non si avvera quantoย  attendiยป, innescando cosรฌ un circolo fra inadempimento delle promesse e inadempienza del fedele che si alimenta continuamente. Il signore Gesรน ci offre, come giร  detto, una grammatica diversa.

Nessuno dei segni del Messia, di per sรฉ, puรฒ garantire una adesione di fede. Lโ€™uomo puรฒ sempre cercare di alzare la posta: fai un segno anche per me, come hai fatto altrove. Oppure rendi questa una condizione stabile, per tutti: nessun malato, nessuna morte, pace cosmica. Invece nella grammatica di Cristo i suoi prodigi sono segnali, indicazioni di direzione per il nostro sguardo, posti in un cammino che si dipana lungoย  lโ€™intera vita. Il segno del regno che avanza non รจ tanto lโ€™esplosione dei prodigi e dei miracoli quanto lโ€™annuncio dellโ€™evangelo ai poveri che esprime un cambiamento di prospettiva fondamentale per la Chiesa stessa che deve annunciarlo.

Nessun mondo nuovo, neppure il regno di Dio, puรฒ stabilirsi saltando questo passaggio. E siccome si tratta di un annuncio, diventa un compito per la Chiesa di ogni tempo perchรฉ ยซcome potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?ยป (Rm 10,14). I segni del Messia nel Vangelo, nella storia, nel cammino della Chiesa, sono leggibili solo allโ€™interno di questo annuncioย  ai poveri, altrimenti, come giร  per il Battista, rimangono incomprensibili. Ed ecco anche perchรฉ il piรน piccolo che fa propria questa grammatica รจ piรน grande di lui.

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Terza domenica di Avvento

Mt 11, 2-11
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandรฒ a dirgli: ยซSei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?ยป. Gesรน rispose loro: ยซAndate e riferite a Giovanni ciรฒ che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri รจ annunciato il Vangelo. E beato รจ colui che non trova in me motivo di scandalo!ยป.

Mentre quelli se ne andavano, Gesรน si mise a parlare di Giovanni alle folle: ยซChe cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sรฌ, io vi dico, anzi, piรน che un profeta. Egli รจ colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerร  la tua via”.

In veritร  io vi dico: fra i nati da donna non รจ sorto alcuno piรน grande di Giovanni il Battista; ma il piรน piccolo nel regno dei cieli รจ piรน grande di luiยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 – 17 Dicembre 2016
  • Tempo di Avvento III, Colore rosa
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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