Commento alle letture di domenica 10 settembre 2017 – don Giorgio Scatto

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Il commento alle letture di domenica 10 settembre 2017 a cura di don Giorgio Scatto.

Il debito della caritร 

O figlio dellโ€™uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa di Israele.

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Il libro di Ezechiele, probabilmente, รจ stato scritto parte in Palestina e parte in Babilonia, durante lโ€™esilio. Al centro dellโ€™opera cโ€™รจ la caduta di Gerusalemme (587) e la fine dellโ€™esistenza nazionale di Israele. Il profeta possiede una certezza, che traduce e manifesta in tutta la sua opera: รจ imminente la venuta del ยซgiorno del Signoreยป, che determinerร  una frattura profonda nella storia meravigliosa di Israele con il suo Dio, giunta al suo limite e diventata un controsenso assoluto: lโ€™infedeltร  del popolo รจ cosรฌ grande che il Signore ยซridurrร  la terra ad una solitudine e a un deserto a causa di tutti gli abomini che hanno commessoยป (Ez 33,28-29). Eโ€™ un annuncio di morte. Tuttavia non รจ la morte come tale, con tutto il suo orrore, che farร  conoscere chi รจ il Dio di Israele, ma la Parola che interpreta questa morte: รจ necessario perciรฒ un ministero nuovo. La parola di Ezechiele svolge un ruolo nuovo, adatto a questo tempo unico, e fa del profeta la ยซsentinellaยป che, alla frontiera, ode il grido del Signore: ยซIo ti ho posto come sentinella per la casa di Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte miaยป.

Io penso che si tratti, anche oggi, dentro una storia ecclesiale ยซpiena di ossa inariditeยป, nella quale non mancano โ€“ grazie a Dio โ€“ le voci profetiche โ€“ di avvicinarci di nuovo alla Parola, sostenuti e guidati dallo Spirito Santo. Se la Parola verrร  annunciata con veritร  dove la vita si รจ spenta, se rinunceremo alle facili e ripetitive cantilene religiose, proprie di una predicazione insapore, se la Parola sarร  come un fuoco acceso dentro le viscere di chi la deve annunciare, allora ยซil Signore aprirร  le nostre tombe e ci farร  uscire dai nostri sepolcriยป (Ez 36,12-13). La crisi delle nostre comunitร  non รจ imputabile solo ad una prolungata e silenziosa apostasia dalla fede. Eโ€™ soprattutto mancanza di profezia, di coraggio, di veritร  evangelica. Eโ€™ adattamento del Vangelo allo spirito del mondo, riducendolo ad una parola innocua, persa fra molte altre.

Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dellโ€™amore vicendevole, perchรฉ chi ama lโ€™altro ha adempiuto la Legge.

Negli ultimi capitoli della lettera di Paolo ai Romani troviamo tutta una serie di esortazioni e di raccomandazioni che riguardano la vita cristiana in generale, ma specialmente i doveri imposti dalla caritร . Il nostro passo sottolinea come lโ€™amore verso il prossimo stia al centro dellโ€™impegno morale del cristiano. Paolo parte dallโ€™affermazione che non dobbiamo avere debiti con nessuno, ma precisa subito il suo pensiero scrivendo che siamo comunque debitori di un vicendevole amore. Nel momento in cui Gesรน accordava a tutti gli uomini il grande perdono pasquale che avrebbe rimesso tutti i โ€œdebitiโ€, egli ha voluto lasciare ai suoi la regola della vita nuova: ยซCome io ho amato voi, cosรฌ amatevi anche voi gli uni gli altriยป (Gv 13,34). Recentemente un amico prete mi ha narrato un fatto che manifesta come il Vangelo rimanga normalmente estraneo alla nostra vita. Si era deciso di accogliere nei locali della sua parrocchia una famigliola di sinti che avevano dato prova di voler vivere una vita โ€˜dignitosaโ€™, separandosi dal campo nomadi. Il paese รจ subito insorto affiggendo sui muri del paese cartelli anonimi: ยซVoi, per guadagnarvi un angolo di paradiso, condannate noi a vivere allโ€™inferno!ยป. Sรฌ, il Vangelo รจ unโ€™altra cosa, e il debito della caritร  non vogliamo pagarlo mai.

La prima parte del capitolo 18 di Matteo ha come idea dominante la difesa dei โ€œpiccoliโ€ che credono nel Signore, ma che restano sensibili allo scandalo, con il rischio di smarrirsi e anche di perdersi. Tanta parte delle nostre comunitร  รจ costituita da questi โ€œpiccoliโ€ che sanno poco di teologia e manifestano una fede che spesso rimane periferica e superficiale. Quando poi questa fede fragile incontra scandali e compromessi di uomini di Chiesa, preti e vescovi compresi, allora davvero rischiamo di perdere porzioni notevoli del popolo di Dio. Il Vangelo ci prescrive di accogliere con sollecitudine questi โ€œpiccoliโ€, di sostenerli senza disprezzarli, per tre ragioni: il Signore si identifica con loro; i loro angeli nel cielo stanno sempre alla presenza del Padre, il quale vuole che neanche uno di essi vada perduto.

Se tuo fratello commetterร  una colpa.

Invece, la pericope che ci viene offerta per la meditazione di questa settimana ha come centro di interesse la sollecitudine pastorale verso il fratello peccatore. Molto probabilmente si tratta qui di un peccato pubblico e non di unโ€™offesa al fratello incaricato di correggerlo. Di fronte al peccato nessuno puรฒ rimanere indifferente. Nel far vedere al fratello il non-valore della sua azione, o del suo atteggiamento, allo scopo di suscitare in lui un movimento di conversione, si compie un atto di caritร . Come nella parabola della pecora smarrita, lโ€™iniziativa deve essere del pastore. Matteo, a questo punto, testimone della vita delle comunitร  nelle quali crescono insieme grano e zizzania (Mt 13,36 ss.), aggiunge tre lezioni pratiche.

Se non ti ascolterร , prendi con te una o due persone, perchรฉ ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.

Il fratello colpevole viene a trovarsi in una situazione scomoda, che assomiglia a quella di un processo, benchรฉ si resti sul terreno della caritร  fraterna. Lโ€™ostinazione a rimanere nellโ€™errore diventa uno scandalo che mette in pericolo lโ€™intera comunitร . Sarร  allora la comunitร  tutta intera a farsi carico del peccatore: ogni Chiesa deve avere il coraggio di proteggere efficacemente i fratelli deboli contro lo scandalo causato da alcuni.

Se non ascolterร  neanche la comunitร , sia per te come il pagano e il pubblicano.

A questo punto verrebbe spontaneo pensare che, esaurite tutte le possibilitร  di pentimento, non resti altro che costatare la rottura e considerare ormai il peccatore come un estraneo, un escluso dalla comunitร . Anche oggi รจ prevista la scomunica per mafiosi e corrotti.

Io continuo a guardare allโ€™atteggiamento di Gesรน verso i pagani e i pubblicani.

Ha guarito il servo del centurione pagano (Mt 8,5-13).

Ha liberato due indemoniati, nel territorio pagano dei Gadareni (Mt 8,28-33).

Ha chiamato Matteo, il pubblicano ((Mt 9,9).

Ha esaudito il grido della donna cananea (Mt 15,21-28)

E il centurione romano, un pagano che faceva la guardia a Gesรน crocifisso, รจ il primo che lo riconosce: ยซDavvero costui era il Figlio di Dioยป (Mt 27,54).

Ieri, come oggi, รจ piรน facile escludere, e siamo bravi a trovarne le ragioni. Costato perรฒ che il Vangelo esprime un pensiero diverso.

Pienezza della Legge รจ la caritร .

Compimento della giustizia รจ la misericordia.

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 10 settembre 2017 anche qui.

XXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 18, 15-20
Dal Vangelo secondoย Matteo

In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:

ยซSe il tuo fratello commetterร  una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterร , avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterร , prendi ancora con te una o due persone, perchรฉ ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterร  costoro, dillo alla comunitร ; e se non ascolterร  neanche la comunitร , sia per te come il pagano e il pubblicano.
In veritร  io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarร  legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarร  sciolto in cielo.
In veritร  io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che รจ nei cieli gliela concederร . Perchรฉ dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lรฌ sono io in mezzo a loroยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 10 – 16 Settembre 2017
  • Tempo Ordinario XXIII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 3

Fonte: LaSacraBibbia.net

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