Tempo Ordinario III, Colore Verde – Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 3
Ascoltare, compiere, appartenere
Ci sono giorni in cui la Parola di Dio non chiede spiegazioni complesse, ma disponibilità del cuore.
Oggi la Scrittura ci prende per mano e ci conduce verso un centro semplice e decisivo: fare la volontà di Dio, lasciarci plasmare da essa, fino a scoprire che lì nasce la nostra vera appartenenza.
2Sam 6,12b-15.6,17-19
Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore con gioia.
Dal secondo libro di Samuèle
In quei giorni, Davide andò e fece salire l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom alla Città di Davide, con gioia. Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un giovenco e un ariete grasso. Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore con grida e al suono del corno.
Introdussero dunque l’arca del Signore e la collocarono al suo posto, al centro della tenda che Davide aveva piantato per essa; Davide offrì olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore.
Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d’Israele, uomini e donne, una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua.
Parola di Dio.
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Dal Sal 23 (24)
R. Grande in mezzo a noi è il re della gloria.
Oppure:
R. Il Signore è il re della gloria.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. R.
Chi è questo re della gloria?
Il Signore forte e valoroso,
il Signore valoroso in battaglia. R.
Alzate, o porte, la vostra fronte,
alzatevi, soglie antiche,
ed entri il re della gloria. R.
Chi è mai questo re della gloria?
Il Signore degli eserciti è il re della gloria. R.
Vangelo del giorno di Mc 3,31-35
Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Parola del Signore.
Ascolta il commento
La Lettera agli Ebrei ci ricorda che i sacrifici antichi, ripetuti senza fine, non avevano il potere di cambiare il cuore. Erano come ombre: segni utili, ma incapaci di donare la luce piena.
In questo scenario entra Cristo, non con un rito da compiere, ma con una vita da offrire. Le sue parole risuonano limpide: «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». Non porta qualcosa davanti a Dio: porta se stesso.
Questa stessa voce attraversa il Salmo: «Ecco, io vengo». Non è il grido di chi si sente obbligato, ma la risposta di chi ha imparato ad ascoltare. L’orecchio aperto vale più di mille offerte, perché l’ascolto vero genera obbedienza, e l’obbedienza genera vita.
La volontà di Dio non è un peso imposto dall’alto, ma una strada che prende forma dentro il cuore di chi si fida.
Nel Vangelo, Gesù è circondato dalla folla. Qualcuno gli annuncia che sua madre e i suoi fratelli lo stanno cercando. Lui guarda chi ha davanti — volti semplici, persone in ascolto — e compie un gesto che sorprende: ridefinisce la famiglia.
«Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».
Non è un rifiuto degli affetti, ma una rivelazione profonda: l’obbedienza alla volontà del Padre crea legami più forti del sangue.
Chi ascolta la Parola e la mette in pratica entra in una comunione nuova, diventa casa per Dio e fratello per gli altri.
Così, i tre testi si intrecciano come un unico respiro:
Cristo offre se stesso.
Il cuore impara ad ascoltare.
La vita diventa appartenenza.
Fare la volontà di Dio non è un atto eroico riservato a pochi, ma una fedeltà quotidiana, fatta di scelte semplici, di silenzi abitati, di amore concreto. È lì che il sacrificio diventa vita, e la vita diventa dono.
🌿 Commento finale
Oggi la Parola ci consegna una promessa silenziosa ma potente:
quando smettiamo di offrire solo gesti e iniziamo a offrire noi stessi,
quando ascoltiamo davvero e viviamo ciò che ascoltiamo,
diventiamo famiglia di Dio.
Ed è in questa famiglia che il mondo riconosce il volto di Cristo.
