Tempo Ordinario I, Colore Verde – Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 2
La forza che nasce dalla fiducia
Ci sono giorni in cui la Parola di Dio ci conduce dentro lo spazio della prova, là dove si misura ciò in cui davvero confidiamo. Le letture di oggi ci accompagnano in questo luogo interiore: il campo di battaglia di Davide, la preghiera fiduciosa del salmista, la sinagoga in cui Gesù incontra un uomo dalla mano inaridita. Tre scene diverse, un unico filo: la forza che nasce dalla fiducia in Dio e il coraggio di scegliere il bene anche quando costa.
1Sam 17,32-33.37.40-51
Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra.
Dal primo libro di Samuèle
In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d’armi fin dalla sua adolescenza». Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell’orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene va’ e il Signore sia con te».
Davide prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo.
Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell’aspetto. Il Filisteo disse a Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche».
Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché del Signore è la guerra ed egli vi metterà certo nelle nostre mani».
Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a prendere posizione in fretta contro il Filisteo. Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.
Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l’uccise, benché Davide non avesse spada. Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.
Parola di Dio.
- Pubblicità -
Dal Sal 143 (144)
R. Benedetto il Signore, mia roccia.
Oppure:
R. Dio solo è la nostra forza.
Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia. R.
Mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo. R.
O Dio, ti canterò un canto nuovo,
inneggerò a te con l’arpa a dieci corde,
a te, che dai vittoria ai re,
che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua. R.
Vangelo del giorno di Mc 3,1-6
È lecito in giorno di sabato salvare una vita o ucciderla?
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Parola del Signore.
Ascolta il commento
Davide è giovane, inesperto agli occhi degli uomini, eppure porta nel cuore una certezza che non vacilla. Davanti a Golia non si affida alle armi pesanti né alle protezioni di Saul: prende ciò che gli è familiare, la fionda, le pietre levigate dal torrente. Sono piccole, povere, ma portano con sé la memoria di un Dio che salva. Davide non combatte per dimostrare il proprio valore, ma perché sa che il Signore non abbandona chi si fida di Lui. La vittoria nasce prima nel cuore, molto prima di manifestarsi sul campo.
Il Salmo diventa allora la voce di questa fiducia: “Benedetto il Signore, mia roccia”. Non una roccia lontana e immobile, ma una presenza viva che educa le mani alla lotta e il cuore alla speranza. Il salmista conosce la fragilità dell’uomo, sa quanto sia breve il suo respiro, e proprio per questo affida tutto a Dio. Non si tratta di una fuga dalla realtà, ma di uno sguardo più profondo: quando Dio è la nostra roccia, anche la debolezza diventa spazio di salvezza.
Nel Vangelo, Gesù entra nella sinagoga e trova un uomo con la mano inaridita. Attorno a Lui ci sono sguardi rigidi, cuori più secchi di quella mano, pronti a giudicare invece che a comprendere. Gesù pone una domanda semplice e disarmante: è lecito fare il bene o il male? Salvare una vita o ucciderla? Il silenzio che segue è pesante, carico di paura e di chiusura. Ma Gesù non si ferma. Chiede a quell’uomo di stendere la mano, di fidarsi, di esporsi. E la mano torna viva.
Qui si compie la stessa logica di Davide: non la forza apparente, ma il coraggio di affidarsi a Dio. La vera aridità non è nella mano dell’uomo, ma nel cuore che rifiuta di lasciarsi toccare dalla misericordia. Gesù guarisce nel giorno di sabato perché il bene non può attendere, perché l’amore di Dio non conosce rinvii né calcoli.
In queste tre pagine bibliche, il Signore ci invita a riconoscere i nostri Golia interiori, le nostre mani chiuse, le nostre paure mascherate da prudenza. Ci chiede di scegliere la fiducia, di credere che anche ciò che appare piccolo e fragile può diventare strumento di salvezza, se consegnato a Lui.
🌿 Commento finale
La Parola di oggi ci consegna una promessa silenziosa ma potente: Dio combatte con chi si fida di Lui, sostiene chi lo invoca, ridona vita a ciò che sembra inaridito. A noi è chiesto solo questo: non indurire il cuore, ma stendere la mano, fare il primo passo, credere che il bene è sempre possibile.
