Tempo di Quaresima, Colore Viola – Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 4
Tornare al cuore
La Quaresima si apre con un invito semplice e radicale: tornare. Non cambiare tutto in un giorno, non dimostrare qualcosa, ma tornare al cuore. La Parola di oggi è un appello alla verità, alla conversione e alla speranza.
- Pubblicità -
Gl 2,12-18
Laceratevi il cuore e non le vesti.
Dal libro del profeta Gioèle
Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano.
Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte.
Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creatureCosì dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,
indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.
Parola di Dio.
Dal Sal 50 (51)
R.Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.
2Cor 5,20-6,2
Riconciliatevi con Dio. Ecco ora il momento favorevole.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
Parola di Dio.
Vangelo del giorno di Mt 6,1-6.16-18
Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode. Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
- Pubblicità -
Parola del Signore.
Ascolta il commento
Il profeta Gioele risuona come una voce che attraversa i secoli: «Ritornate a me con tutto il cuore». Non con gesti esteriori soltanto, ma con il cuore intero. Stracciate il cuore, non le vesti. È un invito che tocca la profondità della vita: Dio non cerca apparenze, ma verità. Non ci chiama a una tristezza sterile, ma a una conversione piena di speranza, perché Egli è misericordioso e ricco di amore.
Il Salmo 50 diventa la risposta dell’uomo che ha compreso questo invito: «Crea in me, o Dio, un cuore puro». Non è la preghiera di chi si sente perfetto, ma di chi riconosce la propria fragilità e si affida alla misericordia. La conversione non nasce dalla paura, ma dal desiderio di rinascere.
Paolo, nella seconda lettera ai Corinzi, rende l’invito ancora più urgente: «Lasciatevi riconciliare con Dio». Non è solo un consiglio spirituale, è una supplica appassionata. Oggi è il giorno favorevole, il tempo della grazia. La conversione non è rimandabile: è un’opportunità che si apre adesso.
Nel Vangelo, Gesù illumina il modo di vivere questo cammino. Elemosina, preghiera e digiuno non sono gesti per essere visti, ma per essere vissuti davanti al Padre. Il segreto diventa il luogo dell’incontro. Il Padre vede nel segreto e ricompensa nel segreto. La Quaresima non è una scena pubblica, ma una relazione personale.
Tornare, chiedere misericordia, riconciliarsi, vivere nel segreto: quattro passi di un unico cammino. È il cammino che conduce al cuore.
🌿 Commento finale
Il Mercoledì delle Ceneri ci ricorda che la conversione non è un peso, ma una possibilità. Tornare a Dio significa tornare alla vita, alla verità, alla speranza.
