Tempo Ordinario XXVII, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 3
Quando il silenzio di Dio diventa chiamata
Oggi la Parola ci invita a fermarci e ad ascoltare.
Le letture di questo giorno — dal profeta Gioele, dal Salmo 9 e dal Vangelo di Luca — ci parlano con toni diversi ma con un solo respiro: quello di Dio che chiama il cuore dell’uomo a ritornare a Lui.
È una voce che attraversa il silenzio, che scuote ma non condanna, che libera e ricompone.
Entriamo allora in questo ascolto come in un cammino interiore: dal deserto della paura alla fiducia, dalla divisione alla pace che solo lo Spirito di Dio può donare.
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Gl 1,13-15; 2,1-2
Il giorno del Signore, giorno di tenebra e di caligine.
Dal libro del profeta Malachìa
Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti,
urlate, ministri dell’altare,
venite, vegliate vestiti di sacco,
ministri del mio Dio,
perché priva d’offerta e libagione
è la casa del vostro Dio.
Proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra,
radunate gli anziani
e tutti gli abitanti della regione
nella casa del Signore, vostro Dio,
e gridate al Signore:
«Ahimè, quel giorno!
È infatti vicino il giorno del Signore
e viene come una devastazione dall’Onnipotente».
Suonate il corno in Sion
e date l’allarme sul mio santo monte!
Tremino tutti gli abitanti della regione
perché viene il giorno del Signore,
perché è vicino,
giorno di tenebra e di oscurità,
giorno di nube e di caligine.
Come l’aurora,
un popolo grande e forte
si spande sui monti:
come questo non ce n’è stato mai
e non ce ne sarà dopo,
per gli anni futuri, di età in età.
Parola di Dio.
Dal Sal 9
R. Il Signore governerà il mondo con giustizia.
Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
annuncerò tutte le tue meraviglie.
Gioirò ed esulterò in te,
canterò inni al tuo nome, o Altissimo. R.
Hai minacciato le nazioni, hai sterminato il malvagio,
il loro nome hai cancellato in eterno, per sempre.
Sono sprofondate le genti nella fossa che hanno scavato,
nella rete che hanno nascosto si è impigliato il loro piede. R.
Ma il Signore siede in eterno,
stabilisce il suo trono per il giudizio:
governerà il mondo con giustizia,
giudicherà i popoli con rettitudine. R.
Lc 11,15-26
Se io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.
Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».
Lode a Te o Cristo.
C’è un silenzio che pesa, un silenzio che grida. Il profeta Gioele ci conduce in un tempo in cui tutto sembra spegnersi: i campi sono deserti, le voci si spengono, la terra geme. È il giorno del Signore che si avvicina, non come punizione, ma come richiamo all’essenziale, come risveglio dal torpore. È un invito a rivestirsi di sacco, a fermarsi, a lasciar cadere le maschere, per tornare a Lui con cuore sincero.
Il dolore diventa così voce che prega, fame che cerca la luce.
Il Salmo 9 ci accompagna dentro questo grido, ma lo trasforma in fiducia: “Il Signore non abbandona chi lo cerca”. Dove Gioele mostrava la desolazione, il salmista apre uno spiraglio di speranza. Dio non è sordo al gemito degli oppressi, non resta lontano davanti al male. Egli si alza, giudica con giustizia, e dona rifugio a chi si affida. È la certezza che anche nel giorno oscuro, la misericordia di Dio non si ritira: resta nascosta, ma viva come brace sotto la cenere.
E poi arriva Gesù nel Vangelo di Luca. Lo accusano di scacciare i demoni con il potere del male. Ma Gesù risponde con calma e con verità: “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina”. Le sue parole sono luce che smaschera le paure. Non è Satana a liberare, ma lo Spirito di Dio che vince il male dall’interno, che ricompone ciò che è diviso, che ridona ordine dove regnava il caos.
Gesù non solo libera, ma riempie: il cuore da cui è scacciato il male non può restare vuoto, perché il vuoto diventa terreno fertile per nuove catene. Solo se lasciamo entrare lo Spirito, la casa del cuore rimane abitata dalla pace.
🌿 Commento finale
Così, i tre brani si incontrano come tre luci di un unico giorno. Gioele ci invita al risveglio, il Salmo ci consola con la fedeltà di Dio, il Vangelo ci mostra la pienezza della liberazione che Gesù porta.
Il cammino interiore passa dal timore alla fiducia, dalla desolazione alla presenza, dal vuoto alla pienezza.
E alla fine resta una certezza: quando Dio scuote, non distrugge; quando purifica, non toglie vita; quando entra nel silenzio, è per ricostruire un cuore nuovo, abitato dalla Sua pace.
