Tempo di Natale II, Colore Bianco – Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 2
Amati per amare, inviati per portare luce
Ci mettiamo in ascolto della Parola come chi si avvicina a un fuoco acceso: non per analizzarlo, ma per lasciarsi scaldare. Oggi le Scritture ci guidano lungo un unico sentiero interiore, dove l’amore ricevuto diventa forza per vivere, e la Parola accolta si trasforma in missione.
1Gv 4,19-5,4
Chi ama Dio, ami anche il suo fratello.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, noi amiamo Dio perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.
Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
Parola di Dio.
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Dal Sal 71 (72)
R. Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.
Oppure:
R. Benedetto il Signore che regna nella pace.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R.
Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue.
Si preghi sempre per lui,
sia benedetto ogni giorno. R.
Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato. R.
Vangelo del giorno di Lc 4,14-22a
Oggi si è compiuta questa Scrittura.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Parola del Signore.
Ascolta il commento
“Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo.”
La Prima Lettera di Giovanni apre il cuore alla sorgente di tutto. Prima ancora dei nostri gesti, delle nostre risposte, delle nostre fedeltà fragili, c’è un amore che ci precede. Un amore che non nasce dal merito, ma dal dono. È da qui che prende forma la vita del credente: non dallo sforzo, ma dall’essere raggiunti, toccati, amati.
Questo amore non resta chiuso nell’intimo. Diventa forza che vince il mondo, non con la violenza o con il rumore, ma con la fede. Una fede concreta, quotidiana, che si esprime nell’amore per Dio e per i fratelli. Chi accoglie questo amore scopre che i comandamenti non sono un peso, ma una strada abitabile, illuminata.
Il Salmo ci accompagna come una preghiera che allarga l’orizzonte: il Re giusto, il Messia, è colui che difende il povero, ascolta il grido del misero, si prende cura di chi non ha voce. È un regno che cresce nella giustizia e nella pace, come una pioggia leggera sulla terra assetata. In questo canto riconosciamo il desiderio profondo di ogni cuore: essere custoditi, non dimenticati, salvati.
Ed è proprio qui che il Vangelo prende vita. Gesù entra nella sinagoga di Nazaret, torna tra la sua gente, e apre il rotolo del profeta Isaia. Le sue parole non sono solo lette: sono compiute. “Oggi si è compiuta questa Scrittura.” Oggi. Non in un tempo lontano, non per pochi eletti, ma nel presente concreto della nostra storia.
Lo Spirito del Signore è su di Lui per annunciare ai poveri una buona notizia, per portare libertà, guarigione, luce. Gesù rivela il volto dell’amore di cui parlava Giovanni e realizza la speranza cantata dal Salmo. In Lui, l’amore di Dio diventa voce, gesto, vicinanza. Diventa Vangelo per la vita.
Ascoltando questi testi insieme, comprendiamo che l’amore ricevuto ci rende capaci di guardare il mondo con occhi nuovi. Chi si lascia amare da Dio non resta fermo: diventa, a sua volta, segno di consolazione, di giustizia, di speranza.
🌿 Commento finale
Oggi la Parola ci ricorda che tutto nasce dall’amore di Dio, tutto è sostenuto dalla fede, tutto trova compimento in Cristo. Accogliere questo amore significa lasciarsi inviare, ogni giorno, come testimoni silenziosi di una luce che non viene da noi, ma che passa attraverso di noi.
