Tempo Ordinario III, Colore Verde – Lezionario: Ciclo A | Anno II, Salterio: sett. 3
Beati gli umili: il volto nascosto della forza di Dio
In questa domenica la Parola di Dio ci accompagna su una strada silenziosa e luminosa insieme. Non è la via dei forti secondo il mondo, né quella dei vincitori applauditi. È la via degli umili, dei piccoli, di coloro che confidano nel Signore e lasciano a Lui l’ultima parola sulla propria vita. Le letture si intrecciano come un unico racconto: Dio guarda ciò che è povero, sceglie ciò che è debole, e su questa terra apparentemente fragile costruisce il suo Regno.
Sof 2,3; 3,12-13
Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.
Dal libro del profeta Sofonìa
Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.
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Parola di Dio.
Dal Sal 145 (146)
R. Beati i poveri in spirito.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.
1Cor 1,26-31
Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.
Parola di Dio.
Vangelo del giorno di Mt 5,1-12a
Beati i poveri in spirito.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.
Ascolta il commento
Il profeta Sofonia invita a cercare il Signore con un cuore spoglio: «cercate la giustizia, cercate l’umiltà». Non chiede gesti straordinari, ma un atteggiamento interiore. Davanti a Dio non conta imporsi, ma restare. Non prevalere, ma fidarsi. Il profeta parla di un popolo povero e umile che troverà rifugio nel nome del Signore: un piccolo resto che non vive di violenza né di menzogna, ma di verità silenziosa. È come una terra che, dopo la tempesta, resta nuda e pronta ad accogliere il seme.
Il Salmo raccoglie questa attesa e la trasforma in lode. Il Signore è colui che rialza chi è caduto, che fa giustizia agli oppressi, che dà pane agli affamati. È un Dio che si china, che guarda in basso senza disprezzo. La sua fedeltà non è astratta: passa attraverso mani che sollevano, occhi che vedono, cuori che non dimenticano i poveri. Lodarlo significa riconoscere che la nostra vita non si regge da sola, ma è sostenuta da una misericordia più grande.
San Paolo, scrivendo ai Corinzi, porta questo sguardo dentro la comunità cristiana. Ricorda che Dio non ha scelto i sapienti, i potenti, i nobili, ma ciò che il mondo considera insignificante. Non per umiliare, ma per salvare. In Cristo, dice Paolo, ci è donato tutto: sapienza, giustizia, santificazione. Non perché siamo capaci, ma perché siamo amati. Così ogni vanto cade, e resta solo la gratitudine. Davanti a Dio non ci si presenta con i titoli, ma con il cuore aperto.
Ed è proprio questo il clima in cui Gesù sale sul monte e apre la bocca per insegnare. Le Beatitudini non sono un elenco di precetti, ma il ritratto di un volto: il suo. Beati i poveri in spirito, i miti, i misericordiosi, i perseguitati. Beati non perché soffrono, ma perché in quella povertà c’è spazio per Dio. Gesù non idealizza il dolore, ma rivela dove passa il Regno: là dove l’uomo non si basta, là dove il cuore non è indurito, là dove si continua a sperare anche tra le lacrime.
Le Beatitudini rovesciano lo sguardo: ciò che sembra perdente diventa fecondo, ciò che appare fragile diventa fondamento. Come un seme che muore nella terra, come il lievito nascosto nella pasta, come una luce che non abbaglia ma rischiara. In questo cammino, Dio non promette una vita facile, ma una vita vera.
🌿 Commento finale
Le letture di oggi ci consegnano una certezza semplice e profonda: Dio costruisce il suo Regno a partire dall’umiltà. Cercare il Signore, fidarsi di Lui, lasciarsi abitare dalle Beatitudini significa entrare in una logica nuova, dove la forza è l’amore e la ricchezza è la comunione. È una via esigente, ma colma di promessa: perché chi si affida al Signore non resta deluso.
