- Pubblicità -

Commento alle letture del 12 Settembre 2025

Tempo Ordinario XXIII, Colore verde – Lezionario: Ciclo C | Anno I, Salterio: sett. 3

Fratelli e sorelle, oggi la Parola di Dio ci accompagna con un filo luminoso che attraversa la lettera di Paolo a Timoteo, il salmo e il Vangelo. È un invito a riconoscere la misericordia che ci salva, a custodire il Signore come unica eredità e a vivere con sguardo limpido e cuore umile.

- Pubblicità -

Ascolta la versione breve:

1Tm 1,1-2.12-14

Prima ero un bestemmiatore, ma mi è stata usata misericordia.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza, a Timòteo, vero figlio mio nella fede: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro.
Rendo grazie a colui che mi ha reso forte, Cristo Gesù Signore nostro, perché mi ha giudicato degno di fiducia mettendo al suo servizio me, che prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

Paolo scrive al giovane Timoteo ricordando che la sua vita è stata trasformata dalla grazia di Cristo. Non si vanta dei suoi meriti, ma confessa con gratitudine che la misericordia lo ha raggiunto quando era lontano. È la confessione di un uomo che si sa amato, perdonato e reso nuovo dalla fiducia che Dio ha riposto in lui.

Dal Sal 15 (16)

R. Tu sei, Signore, mia parte di eredità.
Oppure:
R. Signore, solo in te è il mio bene.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu, 
solo in te è il mio bene».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: 
nelle tue mani è la mia vita. R.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; 
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. R.

Mi indicherai il sentiero della vita, 
gioia piena alla tua presenza, 
dolcezza senza fine alla tua destra. R.

“Il Signore è mia parte di eredità e mio calice.” Queste parole diventano un canto di fiducia. È come dire: tutto quello che ho, tutto quello che sono, trova la sua radice in Dio. Se Lui è il mio bene, non manco di nulla, perché la sua presenza custodisce i miei passi anche nella notte e illumina i miei sentieri.

Lc 6,39-42

Può forse un cieco guidare un altro cieco?

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Parola del Signore.

Gesù ammonisce i suoi discepoli con immagini forti: il cieco che guida un altro cieco, la trave e la pagliuzza. È un linguaggio che ci richiama all’umiltà e alla verità. Non possiamo essere guide se prima non lasciamo che la luce di Dio illumini i nostri occhi. Non possiamo correggere gli altri se non abbiamo prima purificato il nostro cuore.

🌿 Commento finale

Queste tre letture si intrecciano come fili di un unico tessuto. Paolo ci ricorda che la vita cristiana nasce dalla grazia e non dai nostri meriti: siamo salvati perché amati. Il salmo ci insegna a riposare in questa certezza: Dio è la nostra parte migliore, quella che non passa. E il Vangelo ci mette davanti alla responsabilità di camminare con occhi limpidi, non ciechi, e con uno sguardo che sa riconoscere i propri limiti prima di giudicare gli altri.

È come un percorso interiore: dalla gratitudine di chi si scopre salvato, alla fiducia di chi si affida totalmente, fino all’umiltà di chi vuole guardare gli altri con misericordia. E allora la nostra vita diventa più leggera, più vera, più luminosa.

Oggi la Parola ci invita a lasciarci amare da Dio, a riconoscerlo come nostro bene più grande e a guardare i fratelli con occhi purificati dall’umiltà. Così cammineremo insieme come discepoli, non ciechi che si perdono, ma figli che si lasciano guidare dalla luce del Signore.