Commento al Vangelo di domenica 9 Giugno 2019 – Wilma Chasseur

BATTEZZATI DALLO SPIRITO SANTO

Pentecoste è la festa del vento. Vento che soffia gagliardo e scuote tutta la casa dove si trovavano i discepoli riuniti: è la ruah, il respiro di Dio che alita sui discepoli dando loro vita e forze nuove.

Anche in noi ci sono due cose che non si arrestano mai, altrimenti moriremmo: il respiro e il cuore. Ce n’è poi una terza che non si arresta mai, e quella si fermasse ogni tanto, non solo non moriremmo, ma staremmo molto meglio: questa terza cosa è il pensiero, il pazzo di casa che non riusciamo ad imbrigliare e a far tacere.

Dobbiamo chiedere di essere talmente riempiti di Spirito Santo da non esserci più posto per altro. Dove non c’è Lui ci sono mille altri pensieri e timori e paure che ci riempiono il cuore e la mente. E ci rendono traballanti e agitati come canne al vento. Come erano i discepoli prima della Pentecoste. Ma dopo aver ricevuto il battesimo in Spirito Santo e fuoco tutto cambiò.

Dobbiamo desiderare e chiederlo questo battesimo. C’è un differenza tra il battesimo in acqua e quello in Spirito Santo. Il primo è lo Spirito che entra in noi come una sorgente d’acqua viva che ci lava dal peccato. Il secondo è una forza travolgente che irrompe su di noi dandoci forze nuove e innumerevoli carismi, rendendoci anche capaci di operare segni, prodigi e miracoli, come vediamo che fecero i discepoli.

Fede virtù e fede carisma

Questi carismi sono elencati nella prima lettera ai Corinzi, capitolo 12, di san Paolo. Tra i vari carismi è indicata anche la fede, quindi occorre fare una distinzione tra fede virtù teologale e fede carisma.

La fede virtù ci fa credere nelle grandi verità rivelate come l’Incarnazione, la Redenzione, la Risurrezione di Cristo ecc. Tutte cose già avvenute più di duemila anni fa. E questa fede è necessaria per salvarci. Mentre la fede carisma ci fa vedere Dio presente ora, in questo momento, nella nostra vita, ce lo mostra all’azione ora, anche con un miracolo se necessario. Questa è la fede che trasporta le montagne e produce segni prodigi e miracoli, come la fede degli apostoli all’inizio dell’era cristiana.

Il fine della vita cristiana

San Serafino di Sarov diceva che il fine della vita cristiana è l’acquisizione dello Spirito Santo. Ma come fare per acquisirlo? Anzitutto dobbiamo desiderarlo. Il Signore vuole darci il Suo Spirito in pienezza, ma se continuiamo a chiedere e a desiderare tutt’altro, non solo non avremo lo Spirito in pienezza, ma non ne avremo neppure le primizie. Mentre se lo desideriamo, significa che ne abbiamo già le primizie, perché nessuno può desiderare lo Spirito, se non sotto la sua azione.

L’uomo è un essere finito capace di infinito. Ma se questa capacità d’infinito la mette a servizio dei suoi vizi e passioni, questi diventano un attaccamento infinito a cose finite, fasulle, traditrici che lo riempiono di vuoto e di disperazione. L’uomo ha voluto costruire un mondo senza Dio e ci è anche riuscito, ma è un mondo di uno squallore e di una tristezza inaudita. Solo ritrovando l’innocenza battesimale l’uomo ritroverà il suo splendore, la sua libertà, la sua signoria sulle cose e su sé stesso. E si vedrà come una scintilla di luce che zampilla dal braciere ardente di luce increata di Dio.

E solo allora l’uomo avrà chiarito il mistero della propria origine: luce da LUCE, luce seconda che rifrange la Luce prima da cui procede e a cui tornerà nell’ultimo giorno per non separarsene mai più.

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