Commento al Vangelo di domenica 4 novembre 2012 – padre Bruno Secondin

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In questa 31.ma Domenica del Tempo ordinario il Vangelo ci propone il colloquio tra Gesรน e uno scriba che chiede al Signore quale sia il primo di tutti i comandamenti. Gesรน risponde:

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ยซIl primo รจ: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio รจ l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo รจ questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’รจ altro comandamento piรน grande di questiยป.

Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del carmelitano, padre Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Universitร  Gregoriana:

Lo scriba che interroga oggi Gesรน ha buone intenzioni, e non cerca pretesto per polemiche: infatti nasce subito lโ€™intesa fra i due e reciprocamente si incoraggiano. Certo la questione del principale precetto generava spesso polemiche: centinaia erano le prescrizioni e i divieti che nel tempo si erano andati evidenziando nel commento alle dieci grandi parole del Signore. Matteo infatti ricorda (Mt 22,34-40): come la domanda fosse trabocchetto per incastrare Gesรน. Nella risposta Gesรน unisce due citazioni: la prima dallo โ€œshemahโ€ recitativo – cioรจ la preghiera – e la seconda dal codice di santitร  del Levitico. Lโ€™amore assoluto e radicale per il Signore – mettendo in gioco cuore, anima, mente, volontร  – non puรฒ essere disgiunto dallโ€™amore senza misure nรฉ mediocritร  per chi รจ stato creato ad immagine del Signore. E certamente dal primo amore, verso Dio, deriva anche la forza e la grazia per amare e accogliere il prossimo: non si tratta di una posizione di rendita, ma della prova che la fede รจ autentica quando si allarga a rapporti fraterni. Una risposta geniale quella di Gesรน a cui si associa con convinzione anche lo scriba, ripetendo quasi alla lettera la stessa affermazione. Dio non ruba il cuore, aiuta ad allargarlo e donarlo.

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