Commento al Vangelo di domenica 3 Maggio 2018 per bambini – Daniela De Simeis

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Eccoci arrivati allโ€™ultima delle quattro solennitร  che prolungano il tempo di Pasqua: dopo aver celebrato lโ€™Ascensione del Signore, poi la Pentecoste e domenica scorsa la Santissima Trinitร , oggi tutta la nostra attenzione si concentra sul mistero dellโ€™Eucaristia, il corpo e sangue di Cristo Gesรน.

Mi sembra che la Chiesa si dimostri veramente sapiente nel proporci questa domenica speciale: prima di ricominciare il tempo ordinario, ci offre questa sosta del cuore, per soffermarci sul dono stupendo che il Maestro Gesรน ha fatto ad ognuno di noi, nellโ€™Ultima Cena.

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Sรฌ, avete sentito bene: ho detto proprio โ€œUltima Cenaโ€ e se siete stati attenti, durante la lettura del Vangelo, questa settimana abbiamo fatto un piccolo salto allโ€™indietro nel tempo. Dopo esserci ormai lasciati alle spalle il tempo di Pasqua, la liturgia di oggi ci fa tornare al Giovedรฌ prima della Pasqua, al Giovedรฌ della settimana santa.

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Perchรฉ? Ci sono molti motivi: prima di tutto, i vangeli del Triduo pasquale sono ricchissimi di dettagli, di avvenimenti, di personaggiโ€ฆ non riusciamo a ricordare tutto, a prestare attenzione ad ogni cosa e cโ€™รจ il rischio che qualcosa di importante finisca in secondo piano, resti un poโ€™ in ombra. Cosรฌ, riascoltare alcune pagine per una seconda volta, ci รจ di aiuto.

Poi, lโ€™Ultima Cena, se ci pensiamo un istante, รจ una pagina di Vangelo ricca di emozioni: cโ€™รจ il gesto strabiliante del Maestro che lava i piedi dei discepoli; cโ€™รจ lโ€™annuncio del tradimento di Giuda, che si alza da tavola e va via; cโ€™รจ Gesรน che con sofferenza spiega agli Apostoli che ormai sta per essere arrestato e ucciso e li avverte che lo abbandoneranno proprio in quel momento terribile.

Come se non bastasse, appena conclusa lโ€™Ultima Cena, cโ€™รจ la sofferta preghiera di Gesรน nel Getzemani, il suo arresto e le pagine strazianti con la dolorosa passione del Maestro e Signore.
Il cuore, travolto da tutto questo, rischia di trascurare alcune parole fondamentali che Gesรน ha pronunciato in quellโ€™ultimo banchetto insieme agli amici.

Parole come quelle che abbiamo riascoltato poco fa: โ€œMentre mangiavano, prese il pane e recitรฒ la benedizione, lo spezzรฒ e lo diede loro, dicendo: ยซPrendete, questo รจ il mio corpoยป. Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: ยซQuesto รจ il mio sangue dellโ€™alleanza, che รจ versato per molti.โ€
Con queste brevi frasi Gesรน ci lascia il dono stupendo che รจ lโ€™Eucaristia.

รˆ una parola antica, che non usiamo mai conversando, ma che significa ringraziamento: รจ proprio con una preghiera di ringraziamento al Padre che il Maestro Gesรน lascia ai suoi discepoli ed a tutti quelli che, nel corso del tempo crederanno in Lui, lโ€™immenso dono del suo corpo e del suo sangue.
Certo che lโ€™amore di Dio ha davvero una fantasia grandiosa!

Gesรน sapeva quanto avrebbero tutti sentito la sua mancanza: i discepoli che lo avevano conosciuto a tu per tu, ma anche coloro che, come noi, crediamo in Lui senza mai averlo visto in viso.
Da vero Maestro, sapeva anche quanto sarebbe stato faticoso per i suoi discepoli di ogni tempo, vivere il Vangelo fino in fondo, scegliere in ogni momento di amare secondo il cuore di Dio.
Per questo, come abbiamo ricordato la domenica di Pentecoste, invia lo Spirito Santo.

Non solo: si preoccupa anche di nutrirci perchรฉ non ci manchi mai la forza necessaria.
Nutrirci con il pane e il vino, due alimenti che facilmente troviamo sulle nostre tavole. Ma fa di piรน: ci nutre con il pane e il vino che diventano il suo corpo e il suo sangue.
Adesso, sottovoce, vi dico una cosa super-importantissima: non รจ che quando celebriamo lโ€™Eucaristia ci ricordiamo di Gesรน, di quando Lui ha camminato su questa Terra e ha predicato la Bella Notiziaโ€ฆ Non รจ un ricordo, lโ€™Eucaristia: sarebbe veramente troppo poco!

No, no, no: ogni volta che celebriamo lโ€™Eucaristia, Gesรน รจ QUI, PRESENTE, RISORTO, VIVO.
Non รจ โ€œcome se ci fosseโ€: Lui cโ€™รจ. รˆ qui.
Quando facciamo la comunione, non รจ che ci ricordiamo di Gesรน, magari fermandoci un momentino a pensare a Lui: รจ infinitamente di piรน, perchรฉ ad ogni comunione ci lasciamo abbracciare dal Maestro Risorto!
Chi di noi non ha voglia di farsi abbracciare da Dio?!

Un abbraccio speciale, che ci scorre dentro, che avvolge il corpo, il cuore, la mente.
Se gli lasciamo spazio, se lo accogliamo con slancio, a braccia aperte e a cuore aperto, รจ il Maestro Gesรน che vive in noi ed in noi ama, prega, aiuta, sorride.
Non dobbiamo neppure sforzarci di amare: lasciamo fare a Lui che ci guida, ci sostiene, ci accompagnaโ€ฆ
Capiamoci bene: non รจ che facendo la comunione, diventiamo dei robot, telecomandati da Gesรน, smettendo di pensare e di decidere. รˆ proprio il contrario: Eucaristia dopo Eucaristia diventiamo sempre piรน attenti a quello che accade intorno a noi e alla presenza di Gesรน in noi, cosรฌ che diventa naturale ascoltare la sua voce e tutti i suggerimenti che lascia sgorgare nel nostro cuore.

Ci prestiamo attenzione? Siamo attenti alla voce di Gesรน nel nostro cuore?
La sua voce, in noi, che ci sprona: cosa ti costa fare questa gentilezza?
La sua voce, in noi, che ci consiglia: forse questo รจ un gioco pericoloso che รจ meglio evitare.
La sua voce, in noi, che ci invita: hai visto quel bambino con cui nessuno vuole giocare?
La sua voce, in noi, che ci incoraggia: questa รจ lโ€™occasione per perdonare: puoi farcela!
La sua voce, in noi, che ci consola: sรฌ, hai ragione, fa male quando ti prendono in giroโ€ฆ ma io vedo il tuo dolore, conosco anche le lacrime piรน nascoste!
La sua voce, in noi, che ci rassicura: sono con te, non avere paura!
La sua voce, in noi, che ci ricorda: hai cominciato la tua giornata con il segno della Croce?
รˆ veramente bellissimo vivere in compagnia di Gesรน: tutto รจ piรน facile, piรน leggero. Ci sentiamo piรน contenti e sereni, siamo piรน sorridenti e disponibili.

Perciรฒ, se abbiamo giร  celebrato la Prima Comunione, non lasciamo passare neppure una domenica senza Eucaristia! Non sciupiamo lโ€™occasione di farci nutrire da Gesรน!
Sarebbe da sciocchi, non vi pare?, buttare via un dono tante grande, sprecare la possibilitร  di stare con Gesรน.
Allora cominciamo subito, a vivere bene, bene, bene, questa celebrazione Eucaristica: prestiamo attenzione al momento dellโ€™Offertorio, quando il pane e il vino vengono portati allโ€™altare: ormai lo sappiamo che stanno per diventare il corpo e il sangue del nostro Maestro Gesรน.

Quando il sacerdote pronuncia la preghiera di consacrazione, che invita Gesรน ad essere ancora una volta presente nel pane e nel vino, come ha promesso nellโ€™Ultima Cena, nessuna distrazione, nessuna risatina, nessun voltarsi indietro: occhi e cuore presenti al miracolo dโ€™amore che avviene sullโ€™altare, che avviene per noi.
E dopo aver fatto la comunione, una volta ritornati a posto, approfittiamo di quei minuti cosรฌ preziosi, in cui ci lasciamo abbracciare da Gesรน: lasciamoci avvolgere dal suo affetto, dalla sua tenerezza; lasciamoci invadere dalla felicitร  di sapere che siamo uniti a Lui; ascoltiamo quali suggerimenti ci vuole dare per la settimana che sta iniziando.

Viviamo sempre cosรฌ, ogni Eucaristia, e allora il nostro vivere da cristiani sarร  sempre piรน bello, piรน semplice e gioioso: una vera festa.

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

DOMENICA del CORPUS DOMINI

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 3 Giugno 2018 anche qui.

Mc 14, 12-16. 22-26
Dal Vangelo secondoย Marco

Il primo giorno degli ร€zzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesรน: ยซDove vuoi che andiamo a preparare, perchรฉ tu possa mangiare la Pasqua?ยป.
Allora mandรฒ due dei suoi discepoli, dicendo loro: ยซAndate in cittร  e vi verrร  incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Lร  dove entrerร , dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’รจ la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerร  al piano superiore una grande sala, arredata e giร  pronta; lรฌ preparate la cena per noiยป.
I discepoli andarono e, entrati in cittร , trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitรฒ la benedizione, lo spezzรฒ e lo diede loro, dicendo: ยซPrendete, questo รจ il mio corpoยป. Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: ยซQuesto รจ il mio sangue dell’alleanza, che รจ versato per molti. In veritร  io vi dico che non berrรฒ mai piรน del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrรฒ nuovo, nel regno di Dioยป.
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 03 – 09 Giugno 2018
  • Tempo Ordinarioย IX
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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