p. Alessandro Cortesi opSono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.
Inizia un nuovo anno liturgico, un tempo nuovo, nel segno dellโattesa di una venuta. Il Dio di Israele e il Dio di Gesรน รจ presenza che viene incontro. Il primo movimento della fede parte dal Dio che sta in ricerca dellโuomo. Eโ Lui per primo che rivolge la sua parola e invita ad incontrarlo. Lโavvento richiama ad una promessa e ad unโattesa. Cโรจ un disegno di Dio sulla storia che รจ disegno di bene. โrealizzerรฒ le promesse di bene che ho fatto alla casa dโIsraele e alla casa di Giudaโ. Questa promessa di bene trova concretizzazione in una presenza: โin quel tempo farรฒ germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterร il giudizio e la giustizia sulla terraโ.
Geremia vede lo sbocciare di un germoglio dallโalbero della famiglia di Davide, il re della pace. Il germoglio porterร un tempo nuovo segnato non solo dallโassenza di guerra ma da una condizione di benessere globale che viene indicato come pace. Eโ un tempo che vedrร lโintervento di una figura portatrice di giustizia, un messia. Nel linguaggio biblico giustizia รจ sinonimo di fedeltร . Dio รจ giusto perchรฉ fedele alla sua promessa di vicinanza e di cura. Il Dio fedele viene a prendere la difesa di chi non ha altri sostegni, di chi รจ lasciato escluso e dimenticato.
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โGerusalemme vivrร tranquilla, e sarร chiamata: Signore-nostra-giustiziaโ. Gerusalemme reca in sรฉ la promessa di essere luogo in cui si compie la fedeltร di Dio e lโorizzonte che reca nel suo nome, cittร della pace, รจ legato al venire di Dio che compie la sua fedeltร di amore.
โil Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nellโamore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santitร , davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesรน con tutti i suoi santiโ. La preghiera dellโautore della prima lettera di Giovanni รจ unโinvocazione a crescere e sovrabbondare nellโamore.
Lโindicazione della venuta di Cristo sta al cuore della fede delle prime comunitร cristiane. Nella sua prima lettera Giovanni parla di una crescita da coltivare nella vita: un amore interno alla comunitร dei discepoli e aperto a tutti. Il cammino dei cristiani si pone nella attesa della venuta del Signore. Non รจ un tempo vuoto ma luogo di un crescere e sovrabbondare nellโamore. La santitร รจ accoglienza del dono di Dio e del suo amore che si รจ manifestato e donato in Cristo e si esprime in un agire che rifletta le scelte di Gesรน. Lโorizzonte finale รจ quello di una comunione con Gesรน e con tutti coloro che hanno vissuto lโamore come lui ha indicato.
Luca nel cap. 21 del suo vangelo riprende elementi dello stile apocalittico, un genere letterario per noi difficile da comprendere ricco di simbolismi. Le immagini molto forti intendono indicare lโintervento di Dio che si comunica nella nostra storia (apocalisse significa infatti rivelazione): โState attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso allโimprovvisoโฆโ. โQuel giornoโ รจ inteso il โgiorno del Signoreโ, giorno del venire di Dio, momento ultimo della storia. Lโinvito diviene allora: โVegliate in ogni momento pregando, perchรฉ abbiate la forza di sfuggire a tutto ciรฒ che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dellโuomoโ. Il discepolo รจ presentato come persona del giorno, non prigioniero della notte e del buio. Lโinvito รจ a stare in piedi, con attenzione vivendo il presente in modo attivo, con impegno. Sin da ora รจ iniziato lโUltimo: nellโoggi si realizza la visita di Dio. Nel presente viviamo lโattesa di Qualcuno che viene.
Alessandro Cortesi op



