Commento al Vangelo di domenica 27 marzo 2011 – padre Bruno Secondin

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In questa terza Domenica di Quaresima, la liturgia ci propone lโ€™intenso dialogo tra Gesรน e una donna samaritana giunta presso un pozzo per attingere acqua. Gesรน le dice:

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ยซChiunque beve di questโ€™acqua avrร  di nuovo sete; ma chi berrร  dellโ€™acqua che io gli darรฒ, non avrร  piรน sete in eterno. Anzi, lโ€™acqua che io gli darรฒ diventerร  in lui una sorgente dโ€™acqua che zampilla per la vita eternaยป.

Su questo brano del Vangelo, ascoltiamo il commento del carmelitano, padre Bruno Secondin, docente di Teologia spirituale alla Pontificia Universitร  Gregoriana:

Un dialogo vivace a ritmo di donna quello che il Vangelo di oggi ci offre. Presso un pozzo, nellโ€™ora piรน calda, Gesรน solo e assetato chiede dellโ€™acqua ad una samaritana che va ad attingerla, tutta sola. Da lรฌ si apre un dialogo, che svela reciprocamente lโ€™uno allโ€™altra, in un gioco curioso di provocazioni, civetterie e paziente ascolto. Gesรน non ha fretta di far capire alla donna che la conosce, e sa quanta sete di affetto mal vissuto essa abbia nel cuore. Ma arriva anche il momento in cui la donna si sente conosciuta e rispettata, nonostante tutto. E Gesรน rivela se stesso โ€“ a lei per prima! โ€“ come il Messia atteso. Quella donna, nonostante cinque mariti e ora un sesto compagno, non ha saziato la sete di amore. Questo strano rabbรฌ, ha scoperto la ferita profonda, ma senza umiliarla: si sente conosciuta, eppure rispettata. Proprio per questo si convince che ha incontrato un uomo straordinario: โ€œMi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?โ€. รˆ la prima annunciatrice di una presenza che tutti attendevano. Un intero villaggio esce a incontrare lโ€™ospite, e alla fine in tanti riconoscono in Gesรน โ€œil Salvatore del mondoโ€. Possiamo riconoscere la forza di circostanze fragili, di risorse che sembrano senza valore. Quando la nostra sete si incontra con lโ€™acqua viva di Dio, tutto si rinnova.

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