p. Alessandro Cortesi opSono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.
ยซGuarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarleโฆ Tale sarร la tua discendenzaยป
Ad Abramo senza figli Dio promette una discendenza. E la promessa avviene nel quadro di una notte stellata. Quelle stelle innumerevoli indicano la sproporzione di una discendenza che contraddice la condizione di solitudine di Abramo. Dio dona oltre ogni misura e il suo dono รจ relazione: non una famiglia per rinchiudersi in un nido di egoismo, ma innumerevoli popoli e nazioni. E ancor oggi possiamo chiederci se abbiamo accolto questa promessa a divenire famiglia di Abramo, promessa per tutte le famiglie della terra, tra i popoli che riconoscono in Abramo il loro padre, seme e promessa di una umanitร ospitaleโฆ
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Per fede, anche Sara, sebbene fuori dellโetร , ricevette la possibilitร di diventare madre, perchรฉ ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso...
Abramo รจ nostro padre nella fede e Sara รจ madre, una delle matriarche che indicano lโimpossibile divenuto possibile, la feconditร accolta come dono, il cammino di un affidamento che si apre allโinaudito di Dio. Nella vicenda di Sara la vita vince il vuoto e la morte e la novitร irrompe inaspettata e improvvisa: il suo cammino รจ traccia dello scoprire la vita nel segno dellโaccoglienza di una promessa e centrata nella fedeltร di Dio degno di fede.
Il padre e la madre di Gesรน si stupivano delle cose che si dicevano di luiโฆ
Cโรจ uno stuporeย che pervade i vangeli dellโinfanzia di Gesรน: lo stupore di Giuseppe e Maria padre e madre di Gesรน รจ attitudine di chi si apre allโaltro e vive la sua presenza non come possesso ma come dono. E stupirsi รจ lโatteggiamento di chi non ritiene che la vita debba essere inscatolata dentro a schemi, dottrine, teologie, ma si lascia interpellare dalla novitร dellโaltro nel cui volto riconoscere e accogliere una chiamata di Dio stesso che va sempre oltre i nostri ristretti orizzonti. E solo lo stupore puรฒ generareย apertura ai pensieri di Dio che superano i nostri pensieri. Sulla vita degli altri, sui percorsi delle famiglie, sui sentieri di ogni figlio e figlia che รจ tale perchรฉ proviene da una relazione in cui รจ giร allโopera lโamore di Dio e che nella vita puรฒ crescere se incontra sguardi e gesti che comunicano un amore che non giudica e accoglie sempre come quello del Dio di Gesรน.
