Commento al Vangelo di domenica 23 Giugno 2019 – Alberto Maggi

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Padre Alberto Maggi commenta il Vangelo di domenica prossima, 23 Giugno 2019, Domenica del Corpus Domini.

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Nella solennitร  del SS Corpo e Sangue di Cristo la liturgia ci presenta lโ€™evangelista Luca al capitolo 9, versetti 11-17. Gesรน con i suoi discepoli si รจ ritirato a Betsaida, fuori dal territorio Giudeo. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Le folle si sentono attratte da Gesรน perchรฉ sentono nel suo messaggio la risposta di Dio al bisogno di pienezza che ogni persona si porta dentro.

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Egli le accolse e prese a parlare loro del Regno di Dio. Gesรน non parla loro del regno di Israele, Gesรน non รจ venuto a restaurare il regno di Israele, ma ad inaugurare il regno di Dio, un regno senza confini perchรฉ lโ€™amore di Dio non tollera nessuna barriera.

E a guarire quanti avevano bisogno di cure. Ecco di fronte al male, di fronte alle malattie, Gesรน non ha parole di consolazione, ma azioni che curano, che eliminano questo male. Questo รจ un effetto del regno di Dio. Nel regno di Dio il bene e il benessere dellโ€™uomo sono al primo posto.

Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono. Lโ€™evangelista sottolinea una differenza. Mentre le folle seguono Gesรน โ€“ e Gesรน aveva invitato i suoi discepoli, i dodici, a seguirlo โ€“ i dodici gli sono lontani, tengono quasi una distanza di sicurezza, gli si devono avvicinare, ma gli si avvicinano per un motivo che รจ negativo โ€ฆ โ€œDicendoโ€ โ€ฆ E lโ€™evangelista adopera un verbo allโ€™imperativo, quindi comanda quasi a Gesรน: โ€œCongeda (cioรจ manda via) la folla perchรฉ vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona desertaโ€.

ย I dodici trattano Gesรน quasi da sprovveduto come se non sapesse che era in una zona deserta, che non cโ€™era da mangiare, quindi la loro preoccupazione รจ mandare via la gente. Non si dice che la gente si fosse stancata di ascoltare lโ€™insegnamento di Gesรน, sono i discepoli che pensano soltanto a se stessi.

Gesรน disse loro: โ€œVoi stessi date loro da mangiareโ€. Letteralmente lโ€™evangelista scrive: โ€œDate voi stessi da mangiareโ€. Il significato รจ duplice. Oltre a quello ovvio โ€œprocurate voi stessi da mangiareโ€ cโ€™รจ il significato โ€œdatevi voi da mangiareโ€. Lโ€™evangelista sta qui anticipando quello che sarร  il significato dellโ€™eucaristia, dove Gesรน, il figlio di Dio, si fa pane, alimento di vita, perchรฉ quanti lo accolgono, lo mangiano e lo assimilano, siano poi capaci a loro volta di farsi pane, alimento di vita per gli altri.

Ecco perรฒ lโ€™obiezione dei dodici. Ma essi risposero: โ€œNon abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare โ€ฆโ€ Cโ€™รจ un contrasto tra lโ€™invito di Gesรน โ€œdateโ€, cioรจ โ€œcondivideteโ€, e la mentalitร  dei discepoli, โ€œcomprareโ€. Ancora non hanno compreso il messaggio di Gesรน, della condivisione. โ€œโ€ฆ viveri per tutta questa genteโ€, letteralmente popolo, ed รจ un termine dispregiativo. Gli apostoli vedono quasi con fastidio tutta questa folla che segue Gesรน.

Cโ€™erano infatti circa cinquemila uomini. Perchรฉ questo numero? Perchรฉ la primitiva comunitร  cristiana, secondo gli Atti degli Apostoli, era composta da circa cinquemila persone. Allora lโ€™evangelista vuole dire che questa รจ lโ€™azione che costituisce la comunitร .

Egli disse ai suoi discepoli: โ€œFateli sedereโ€. Mentre gli apostoli hanno usato lโ€™imperativo โ€œMandali via, congedaliโ€, Gesรน risponde con un altro imperativo contrario: โ€œFateli sedereโ€, letteralmente sdraiare. Nei pranzi festivi, nei pranzi solenni, si mangiava sdraiati su dei lettucci, ma chi poteva mangiare cosรฌ? I signori quelli che avevano dei servi che provvedevano a loro. Allora Gesรน chiede alla comunitร  dei discepoli di far sรฌ che i presenti si sentano come dei signori perchรฉ loro si mettono al loro servizio.

โ€œA gruppi di cinquanta circaโ€. In questo brano del vangelo ci sono molti numeri. I numeri della Bibbia hanno sempre un significato figurato, simbolico, mai matematico o aritmetico. Cinquanta รจ lโ€™azione dello Spirito. Pentecoste รจ il cinquantesimo giorno, quindi cinquanta e i suoi multipli indicano lโ€™azione dello Spirito.

Fecero cosรฌ e li fecero sedere tutti quanti. Quindi tutti i partecipanti a questa azione vengono trattati come dei signori. E qui lโ€™evangelista anticipa quelli che saranno i gesti di Gesรน nellโ€™ultima cena.

Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzรฒ gli occhi al cielo, (in comunione con Dio) recitรฒ su di essi la benedizione, โ€ฆ rendere grazie, far comprendere che non si possiede piรน questo pane e questi pesci ma che sono un dono di Dio e i doni di Dio vanno condivisi per moltiplicare gli effetti della sua azione creatrice.

Li spezzรฒ e li dava ai discepoli perchรฉ li distribuissero alla folla. I discepoli non sono i padroni, i proprietari di questo pane, ma sono servi il cui compito รจ distribuire questo pane alla folla. Non sta a loro decidere chi รจ degno e chi no di prendere questo pane, di partecipare o no a questa mensa, il loro compito รจ soltanto quello di distribuire.

Risalta lโ€™omissione di un rito molto importante nel pasto giudaico: la purificazione. Perchรฉ Gesรน non chiede alla folla di purificarsi per essere degna di mangiare questo pranzo? Lโ€™evangelista anticipa quella che รจ la grande novitร  di Gesรน: mentre la religione insegna che lโ€™uomo deve purificarsi per essere degno di accogliere il Signore, con Gesรน รจ accogliere il Signore quello che lo purifica e lo rende degno di lui.

Conclude lโ€™evangelista: Tutti mangiarono a sazietร . Quando si condivide cโ€™รจ lโ€™abbondanza per tutti.

E furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste. รˆ lโ€™ultimo dei numeri apparso in questo vangelo. Perchรฉ dodici? Dodici รจ il numero delle tribรน che compongono Israele. Lโ€™evangelista vuole dire che attraverso la condivisione dei pani si risolve il problema della fame. Fintanto che le persone accaparrano per sรฉ, trattengono per sรฉ, cโ€™รจ lโ€™ingiustizia e cโ€™รจ la fame, quando quello che si ha non si considera come esclusivamente proprio ma lo si condivide per moltiplicare lโ€™azione creatrice del Padre, si crea sazietร  e abbondanza.

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