Commento al Vangelo di domenica 22 Aprile 2018 – ElleDiCi

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CRISTO NELLA CHIESA

La Pasqua continua. A poche settimane dalla solenne celebrazione, il mistero centrale della nostra fede, fondamento della nostra speranza, sorgente della salvezza, ci viene richiamato con insistenza dalla parola di Dio.

ยซVoi l’avete crocifisso, Dio l’ha risuscitatoยป

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Non รจ qui tutto il mistero della Pasqua, nella quale ยซmorte e vita si sono affrontate in un duello prodigioso, l’autore della vita รจ morto, vive e regnaยป? Cosรฌ Pietro, parlando davanti al Sinedrio, non tanto come un imputato che fa la sua difesa, ma come un testimone che compie la missione affidata dal Risorto a lui e ai suoi compagni, predica il Vangelo nel suo nucleo essenziale. Gesรน, presentandosi come il ยซbuon pastoreยป, l’aveva predetto: ยซIl buon pastore offre la vita per le pecoreยป; e aveva aggiunto, annunziando la risurrezione: ยซlo offro la mia vita per poi riprenderla di nuovoยป. Perchรฉ? Perchรฉ รจ pastore, conosce le pecore, cioรจ รจ vicino a ognuna di esse con una costante sollecitudine ispirata dall’amore. Non รจ un pastore qualsiasi, nรฉ soltanto uno dei pastori buoni, ma ยซil buon pastoreยป.

 

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Queste pecore gli sono state affidate dal Padre (cf Gv 10,29), che ama lui, il Figlio, proprio perchรฉ egli offre la vita per le pecore. Ma lo stesso san Giovanni che riferisce queste parole ci assicura che il Padre ama anche noi, figli suoi e pecore da lui affidate al suo Figlio: ยซQuale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce รจ perchรฉ non ha conosciuto luiยป (1 Gv 3,1). Proprio perchรฉ ci ama, ha mandato il Figlio per salvarci: ยซDio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eternaยป (Gv 3,16).

Mistero pasquale, mistero di amore

Sembra un luogo comune, ma รจ tutto il Vangelo. Se non lo crediamo, non siamo cristiani. ยซMolti si dicono cristianiยป, lamentava giร  s. Agostino, ยซma in realtร  non lo sono, perchรฉ non sono ciรฒ che significa questo nome, non lo sono cioรจ nella vita, nei costumi, nella fede, nella speranza, nella caritร ยป.ย I cristiani sono quelli che hanno creduto all’amore che Dio ha per noi, hanno creduto che Dio รจ amore (1 Gv 4,8.16). Se non cerchiamo di vivere questa realtร , siamo ben poveri cristiani. Perchรฉ ยซle mie pecore conoscono meยป, della conoscenza propria del pastore, che porta all’amore.

Amare Gesรน, dunque, e il Padre che l’ha mandato. Amare i fratelli. Lo dice Giovanni, poco dopo aver proclamato l’amore di Dio che ci ha fatti suoi figli: ยซPoichรฉ questo รจ il messaggio che avete udito fin da principio: che ci amiamo gli uni gli altriยป (1 Gv 3,11); ยซNoi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perchรฉ amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morteยป (1 Gv 3,14). Fino ad esigere da noi verso i fratelli la prova d’amore che ha dato il buon Pastore offrendo la vita per le sue pecore: ยซDa questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelliยป (1 Gv3,16).

C’รจ bisogno di dire che quest’amore non puรฒ contentarsi di parole ma deve dimostrarsi nei fatti? Se ve ne fosse bisogno, ascoltiamo ancora l’apostolo dell’amore, che continua: ยซSe uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessitร  gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio? Figlioli, non amiamo a parole nรฉ con la lingua, ma coi fatti e nella veritร ยป (1 Gv 3,17-18).

La testimonianza di Pietro

Gesรน รจ scomparso dalla vista degli uomini. Non รจ piรน lรฌ a dirci: ยซGuardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardateยป (Lc 24,39). Eppure, รจ lui il Salvatore nel quale dobbiamo credere: ยซIn nessun altro c’รจ salvezza; non vi รจ infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale รจ stabilito che possiamo essere salvatiยป (At 4,12). Chi ci parlerร  di lui, chi ci condurrร  al buon Pastore? La Chiesa: Pietro, che abbiamo ascoltato ora, gli altri apostoli, come lui testimoni del Risorto, tutti quelli che, nella Chiesa, ne hanno raccolto l’ereditร  e ne continuano la missione, insieme con tutta la comunitร  dei credenti. Gesรน รจ ยซil buon Pastoreยป, รจ, nel senso pieno della parola, l’unico pastore che puรฒ dire ยซ le mie pecoreยป.

Sant’ Agostino non si stanca di richiamare questa veritร  a quanti, nella Chiesa, sono tentati di considerare come proprie le pecore del Signore, cercando nell’esercizio del ministero sacro il proprio interesse anzichรฉ la gloria di Dio e il bene dei fratelli loro affidati.

Ma intanto รจ proprio Gesรน che costituisce Pietro come pastore: ยซPasci i miei agnelli… pasci le mie pecorelleยป (Gv 21,15-17). Queste parole, chiarissime, dette al solo Pietro, ce lo presentano come il pastore di tutto il gregge di Cristo. L’episodio degli Atti che ci รจ stato riferito fa parte d’un ampio contesto nel quale la figura di Pietro, certo non isolata, ha un risalto evidente, cosรฌ da far giustamente pensare al ยซprimatoยป.

ยซPosto da Gesรน alla testa del collegio apostolico e della sua Chiesa, รจ citato per primo nella lista degli apostoli. Soprintende all’elezione di Mattia, che succede a Giuda. E lui che si incarica di spiegare alla cosmopolita moltitudine di Gerusalemme il miracolo della Pentecoste, predicando cosรฌ per la prima volta il Cristo Risorto. รˆ lui che con Giovanni opera una guarigione nel tempio e spiega alla folla il fatto. Presiede pure alla vita interna della comunitร  e alla messa in comune dei beni. Per due volte รจ arrestato nel tempio per avervi proclamato la “buona novella” del Signore Gesรน: condotto davanti al sinedrio, si difende coraggiosamente e trasforma la propria apologia in un annuncio della fede cristianaยป. Il passaggio dal primato di Pietro a quello dei suoi successori sulla sede di Roma, i Papi, รจ logico, se si ammette che la testimonianza del Risorto deve continuare attraverso i secoli perchรฉ solo nel suo nome รจ offerta agli uomini la salvezza.

รˆ la parola di Dio che ci addita nella Chiesa altri pastori che coadiuvano e continuano l’opera degli apostoli. Sono gli anziani della Chiesa di Efeso a cui si rivolge Paolo congedandosi da quella comunitร  prima di salpare da Mileto: ยซVegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si รจ acquistata con il suo sangueยป (At 20,28). Sono quelli che Pietro esorta con parole calde di amore per Cristo e per il suo gregge: ยซEsorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi รจ affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del greggeยป (1 Pt 5,1-3).

Per questo, noi, vescovi e preti, pecorelle del buon Pastore nell’unico gregge di Cristo con tutti i credenti in lui, ma da lui chiamati ad essere pastori, non ci stanchiamo di annunziare lui e il suo messaggio, di offrire, nei sacramenti, il nutrimento di cui egli tutti pasce. Vorremmo potervi dire, con Paolo: ยซFatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristoยป (1 Cor 11, 1), e vi chiediamo perdono se la debolezza umana che con voi condividiamo non ci permette di parlarvi cosรฌ. Ma non per questo possiamo tacere: ยซGuai a me se non predicassi il Vangelo! ยป (1 Cor 9,16).

Ma non soltanto a Pietro e agli altri pastori incombe l’obbligo di testimoniare Cristo. Obbligo che, soprattutto in certi momenti e in certi ambienti, puรฒ costare molto. S. Giovanni Crisostomo, commentando questo passo, sottolinea il coraggio e la libertร  dell’apostolo, che non teme di colpire nel vivo gli implacabili avversari di Gesรน, rinfacciando loro il delitto commesso e minacciando il castigo di Dio. Perchรฉ, dice, ricordava la parola del Maestro: ยซQuello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tettiยป (Mt 10,27).

Esempio e monito per noi, quando vediamo tanta gente che ha paura di mostrarsi cristiana, mentre non hanno paura i nemici di Cristo e della sua Chiesa. Non ci resta che impegnarci a seguire il buon Pastore, che pregare e operare perchรฉ anche le pecore che non sono di quest’ovile ascoltino la sua voce e diventino un solo gregge guidato da un solo pastore.

Fonte

Tratto da โ€œOmelie per un anno 1 e 2 โ€“ Anno Aโ€ โ€“ a cura di M. Gobbin – LDC

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IV Domenica del Tempo di Pasqua

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 22 Aprile 2018 anche qui.

Gv 10, 11-18
Dal Vangelo secondoย Giovanni

11Io sono il buon pastore. Il buon pastore dร  la propria vita per le pecore. 12Il mercenario โ€“ che non รจ pastore e al quale le pecore non appartengono โ€“ vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; 13perchรฉ รจ un mercenario e non gli importa delle pecore. 14Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 15cosรฌ come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. 17Per questo il Padre mi ama: perchรฉ io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo รจ il comando che ho ricevuto dal Padre mioยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 22 – 28 Aprile 2018
  • Tempo di Pasquaย IV
  • Colore Bianco
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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