Padre Alberto Maggi commenta il Vangelo di domenica prossima, 25 febbraio 2018.
QUESTI ร IL FIGLIO MIO, LโAMATO
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Nel vangelo della domenica scorsa, la prima domenica di Quaresima, la liturgia ci presentava lโinizio del vangelo di Marco con lโepisodio delle tentazioni di Gesรน nel deserto e scriveva Marco che Gesรน rimase nel deserto quaranta giorni tentato dal satana. Lโevangelista non intende presentare un episodio della vita di Gesรน, ma riassume e anticipa tutta lโesistenza di Gesรน. Il numero quaranta indica una generazione, quindi per tutta la vita Gesรน รจ stato tentato dal satana. Ma chi รจ il satana? Si scoprirร andando avanti nel vangelo. Il satana in questo vangelo non รจ un agente esterno, spirituale, nemico di Dio, nemico dellโuomo, ma รจ il tentatore che fa parte proprio della cerchia dei discepoli di Gesรน.
Infatti quando si arriva il capitolo ottavo Gesรน, quando per la prima volta questi discepoli, che non hanno capito chi stanno seguendo, loro sono sicuri di seguire il messia trionfatore, il figlio di Davide, quello che con la forza andrร a conquistare il potere e inaugurare il regno di Israele. Non sanno che invece Gesรน non รจ il figlio di Davide, ma รจ il figlio di Dio, colui che con amore va a inaugurare il regno di Dio, cioรจ lโamore universale per tutti i popoli, e questo purtroppo porterร lโopposizione, la persecuzione da parte delle massime istituzioni religiose che lo ammazzeranno. Quindi Gesรน per la prima volta annuncia che sarร ammazzato.
Ebbene Simon Pietro afferra Gesรน, lo sgrida, esattamente come si usava con i demoni, rimproverandolo di questo perchรฉ il messia non puรฒ morire. Simone vuole che Gesรน conquisti il potere. Ebbene in questo episodio drammatico Gesรน si rivolge al discepolo dicendogli โVattene satana, torna a metterti dietro di meโ. Ecco chi รจ il satana: colui che si oppone al disegno dโamore di Dio sullโumanitร .
Ebbene lโepisodio di questa seconda domenica di Quaresima รจ lโepisodio della trasfigurazione ed รจ in stretta relazione con quanto abbiamo visto. Vediamo cosa ci scrive lโevangelista che Sei giorni dopo, la data รจ importante, il sesto giorno รจ il giorno della creazione
dellโuomo, รจ il giorno in cui Dio sul Sinai manifesta la sua gloria. In Gesรน si manifesta la piena realizzazione del disegno di Dio sullโumanitร .
Gesรน prese con sรฉ, e prende i tre discepoli ai quali ha messo un soprannome negativo. Simone, al quale ha messo il nome di Pietro, Pietro significa il testardo, il cocciuto, colui che sarร sempre allโopposizione. E poi i due discepoli Giacomo e Giovanni fanatici, esaltati, arroganti, ambiziosi, ai quali me tra il nome โfigli del tuonoโ, in aramaico Boanerges, dร lโidea proprio del tuono, del fulmine, e autoritari. Saranno quelli che, per la loro ambizione di avere i primi posti nel regno di Gesรน, rischieranno di frantumare la comunitร .
Li condusse su un alto monte, il monte indica la condizione divina, e lรฌ si trasfigura davanti a loro. Gesรน mostra che il passaggio attraverso la morte non รจ la distruzione, come le loro pensavano e si opponevano alla morte di Gesรน, ma la piena realizzazione della persona. Scrive lโevangelista, puรฒ sembrare unโingenuitร , nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle cosรฌ bianche, cosa vuol dire? Che questa condizione non รจ frutto dello sforzo umano, ma effetto dellโazione divina. Quindi la morte non รจ una distruzione, ma un potenziamento della persona.
Ebbene in questo momento apparve, scrive lโevangelista, Elia con Mosรจ, cosa sono Elia e Mosรจ? Mosรจ lo sappiamo รจ il grande legislatore, quello dellโalleanza tra Dio e il suo popolo, ed Elia รจ il profeta che con la violenza impose lโobbedienza a questa alleanza. Questi non hanno nulla a che dire ai discepoli di Gesรน. Infatti conversano con Gesรน.
Ed ecco che di nuovo Simone, che ha il soprannome di Pietro, cioรจ il testardo, lโoppositore, continua nella sua azione di satana tentatore. Che cosa succede? Prendendo la parola letteralmente reagรฌ Pietro e disse Gesรน Rabbรฌ. ร strano che si rivolge a Gesรน chiamandolo rabbรฌ. In questo vangelo chiamano Gesรน rabbรฌ i due traditori, Giuda e Pietro. Rabbรฌ significa colui che insegna secondo la tradizione, colui che insegna a osservare la legge, dice Rabbรฌ รจ bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, perchรฉ tre capanne? Qual รจ la tentazione? Cโera una festa nel mondo ebraico e cโรจ tuttora, la festa delle capanne, che ricordava lโantica liberazione dalla schiavitรน egiziana e per una settimana si viveva sotto le capanne. Ebbene si credeva che il messia, il nuovo liberatore si sarebbe manifestato nel giorno in cui si commemorava lโantica liberazione. Allora il ruolo di Pietro come satana tentatore e dice a Gesรน: questo รจ il messia che io voglio, che si deve manifestare.
E dice facciamo tre capanne, una per te, una per Mosรจ e una per Elia. Al posto centrale non cโรจ Gesรน ma cโรจ Mosรจ. Quando ci sono tre personaggi il piรน importante viene sempre collocato al centro. Ebbene per Pietro al centro non cโรจ Gesรน. La tentazione che sta facendo Pietro a Gesรน questo รจ il messia che io voglio, il messia secondo la legge di Mosรจ imposta con la violenza come ha fatto il profeta Elia.
Ebbene nel momento che il diavolo tentatore, il Pietro, il satana continua a tentare Gesรน ecco che venne una nube, รจ la presenza di Dio, e una voce, la voce di Dio, questi รจ il figlio mio lโamato colui che mi assomiglia ed รจ lโimperativo lui ascoltate. Non ascoltate nรฉ la legge, Mosรจ, nรฉ Elia, nรฉ i profeti, ma soltanto il figlio. Cosa significa? Tutto quello che รจ scritto nella legge e nei profeti che coincide con lโinsegnamento e la vita di Gesรน naturalmente va accolto, ma tutto quello che si discosta, tutto questo va tralasciato.
Ebbene la reazione di questi tre discepoli qual รจ? ร di sgomento. Guardandosi attorno non videro piรน nessuno se non Gesรน solo con loro. Cercano ancora i loro punti di riferimento, cercano ancora la tradizione, cercano ancora Mosรจ e cercano ancora Elia e in realtร cโรจ Gesรน solo. E questa delusione di Gesรน che si distanzia dalla legge, si distanzia dalla violenza, sarร quella che poi porterร Pietro purtroppo a rinnegare completamente il suo maestro.
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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
dellaย II Domenica del Tempo di Quaresima – Anno B
Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 25 Febbario 2018 anche qui.
- Colore liturgico: Viola
- Gn 22, 1-2. 9. 10-13. 15-18;
- Sal. 115;
- Rm 8, 31-34;
- Mc 9, 2-10
Mc 9, 2-10
Dal Vangelo secondo Marco
2Sei giorni dopo, Gesรน prese con sรฉ Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle cosรฌ bianche. 4E apparve loro Elia con Mosรฉ e conversavano con Gesรน. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesรน: ยซRabbรฌ, รจ bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosรฉ e una per Eliaยป. 6Non sapeva infatti che cosa dire, perchรฉ erano spaventati. 7Venne una nube che li coprรฌ con la sua ombra e dalla nube uscรฌ una voce: ยซQuesti รจ il Figlio mio, lโamato: ascoltatelo!ยป. 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro piรน nessuno, se non Gesรน solo, con loro.
9Mentre scendevano dal monte, ordinรฒ loro di non raccontare ad alcuno ciรฒ che avevano visto, se non dopo che il Figlio dellโuomo fosse risorto dai morti.10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 25 Febbraio – 03 Marzo 2018
- Tempo di Quaresimaย II
- Colore Viola
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 2
Fonte: LaSacraBibbia.net
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