La resistenza a lasciarsi amare
In questo passo, ci viene rivelato un amore che non risponde a meriti né a perfezioni: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”. Il gesto centrale non nasce dalla nostra capacità di salire verso Dio, ma dalla sua decisione di scendere fino a noi.
Non viene a premiare i giusti, ma ad abbracciare i bisognosi, coloro che si sanno perduti e non possono salvarsi da soli. Questa è la paradosso: l’amore più grande non si esige, si offre. Non si conquista, si riceve.
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Inoltre, il testo chiarisce che l’intenzione di Dio non è condannare, ma salvare. Molte volte portiamo con noi l’immagine di un Dio che vigila per castigare, quando in realtà il suo desiderio è liberarci da ciò che ci distrugge dentro.
Credere è, in fondo, permettere che quella salvezza ci raggiunga, aprirgli la porta all’amore che insiste anche quando ci sentiamo indegni. Il vero ostacolo non è la nostra fragilità. È la resistenza a lasciarsi amare proprio lì dove ne abbiamo più bisogno.
Nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce, confidiamo in quella Croce-farmacia che ci dona la salute.
Disegno: Patxi Fano
- Le immagini di Patxi Velasco FANO le puoi trovare anche qui, nella pagina Facebook di Cerco il Tuo volto.
- Commento di: Fernando Cordero ss.cc.


