La libertร sta nel seguire Cristo
Le parole di Gesรน nel vangelo di questa settimana appaiono molto dure, anche dopo essere state mitigate dalla nuova traduzione: ยซSe uno viene a me e non mi ama piรน di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non puรฒ essere mio discepoloยป (vv. 25-27). La vecchia traduzione letterale parla di ยซodioยป verso i propri cari.
Comโรจ possibile che Gesรน sia cosรฌ duro nellโindicare i requisiti per essere suo discepolo, senza che venga contraddetto il comandamento: ยซOnora il padre e la madreยป? Egli, in realtร , non sta dicendo che se non ami i tuoi cari non ti accetta, ma afferma che ยซnon si puรฒ essere suoi discepoliยป, ossia che non si puรฒ avere la capacitร di esserlo. I genitori, la famiglia, e i propri cari sono cosa molto buona, ma il pericolo di restare schiavi tutta la vita delle aspettative familiari รจ sempre molto forte. La vita vera โ quella in grado di colmare il nostro desiderio di pienezza โ non puรฒ scaturire da gente povera come noi stessi, i genitori e tutti i familiari; queste persone, senza dubbio, sono buone e vanno rispettate, amate, curate, ma non sono la sorgente della vita: lโunica sorgente รจ Dio. Solo questa certezza ci consente di seguire il Signore. E la sequela prevede di lasciare le proprie reti per intraprendere il cammino indicato da Gesรน.
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Finchรฉ non viviamo la delusione che le nostre reti non potranno mai darci ciรฒ che lโabisso del nostro cuore brama, non possiamo possedere gli strumenti per perseverare nella sequela di Cristo. Se una persona non ha iniziato a percepire quanto sia fallace il senso delle aspettative familiari, di tutto quello che รจ lo stare nella piacevolezza di non aver deluso i propri genitori, non puรฒ vivere la veritร che rende liberi. Pensiamo a san Francesco e al suo distacco dalle aspettative paterne, che erano radicate in lui molto piรน di quanto si pensi: voleva diventare cavaliere per riscattare la condizione non nobiliare della sua famiglia; invece sceglie la condizione del povero, esattamente opposta a quella del nobile.
Il brano evangelico di questa domenica non sta parlando di mio padre e mia madre, ma del mio cuore schiavo di mio padre e mia madre, di legami familiari e affettivi, amicali, della nostra attitudine a far dipendere la nostra vita dagli altri, che possono costringerci a fare cose fuori dalla veritร e dalla realtร .
Gesรน prosegue ricordando che per la costruzione di una torre รจ necessario prima calcolare le spese cosรฌ come si deve valutare quanti uomini siano necessari per affrontare una battaglia contro il nemico; questo significa fare i conti con i propri legami, che impediscono la libertร necessaria per essere discepoli di Cristo. Questo vale per gli affetti e il testo apre la prospettiva โ nella sua chiusura โ dellโaltro grande argomento altrettanto serio: il rapporto con i beni di questo mondo.
ยซChi non rinuncia a tutti i suoi averi non puรฒ essere mio discepoloยป (Lc 14,33); parafrasando: chi ha qualche cosa che ritiene piรน importante di me non ce la farร a essere mio discepolo. Ribadiamo: la prospettiva non รจ che Gesรน non ci accoglie come discepoli, bensรฌ non ce la faremo proprio a seguirlo senza libertร affettiva e dai beni di questo mondo. Non รจ assolutamente possibile varcare la soglia dellโeternitร , del regno dei cieli, dellโessere di Cristo, se non si cambiano gli assoluti del cuore, le prioritร , le necessitร della propria esistenza.
Letture della
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ ANNO C
Prima Lettura
Chi puรฒ immaginare che cosa vuole il Signore?
Dal libro della Sapienza
Sap 9, 13-18
ย
Quale uomo puรฒ conoscere il volere di Dio?
Chi puรฒ immaginare che cosa vuole il Signore?
ย
I ragionamenti dei mortali sono timidi
e incerte le nostre riflessioni,
perchรฉ un corpo corruttibile appesantisce lโanima
e la tenda dโargilla opprime una mente piena di preoccupazioni.
ย
A stento immaginiamo le cose della terra,
scopriamo con fatica quelle a portata di mano;
ma chi ha investigato le cose del cielo?
ย
Chi avrebbe conosciuto il tuo volere,
se tu non gli avessi dato la sapienza
e dallโalto non gli avessi inviato il tuo santo spirito?
ย
Cosรฌ vennero raddrizzati i sentieri di chi รจ sulla terra;
gli uomini furono istruiti in ciรฒ che ti รจ gradito
e furono salvati per mezzo della sapienza
Parola di Dio
Salmo Responsoriale
Dal Salmo 89 (90)
R. Signore, sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.Tu fai ritornare lโuomo in polvere,
quando dici: ยซRitornate, figli dellโuomoยป.
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che รจ passato,
come un turno di veglia nella notte. R.
ย
Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come lโerba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera รจ falciata e secca. R.
ย
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietร dei tuoi servi! R.
ย
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi lโopera delle nostre mani,
lโopera delle nostre mani rendi salda. R.
Seconda Lettura
Accoglilo non piรน come schiavo, ma come fratello carissimo.
Dalla lettera a Filรจmone
Fm 9b-10.12-17
ย
Carissimo, ti esorto, io, Paolo, cosรฌ come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesรน. Ti prego per Onรจsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore.
ย
Avrei voluto tenerlo con me perchรฉ mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perchรฉ il bene che fai non sia forzato, ma volontario.
ย
Per questo forse รจ stato separato da te per un momento: perchรฉ tu lo riavessi per sempre; non piรน perรฒ come schiavo, ma molto piรน che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora piรน per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore.
Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso.
Parola di Dio
Vangelo
Chi non rinuncia a tutti i suoi averi, non puรฒ essere mio discepolo.

Lc 14, 25-33
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesรน. Egli si voltรฒ e disse loro:
ยซSe uno viene a me e non mi ama piรน di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non puรฒ essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non puรฒ essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non รจ in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: โCostui ha iniziato a costruire, ma non รจ stato capace di finire il lavoroโ.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se puรฒ affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre lโaltro รจ ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Cosรฌ chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non puรฒ essere mio discepoloยป.
Parola del Signore
