Commento al Vangelo del 6 novembre 2016 – don Luca Garbinetto

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Nel risorto, amore senza misura

Commento per lavoratori cristiani

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Perchรฉ in Paradiso non ci saranno piรน โ€˜nรฉ moglie nรฉ marito’? Perchรฉ l’amore esclusivo e totalizzante che qui sulla terra รจ sacramento dell’amore di Dio verso l’umanitร  dovrebbe essere cancellato e dimenticato โ€˜nella vita futura’? Possiamo pensare di desiderare il Cielo, se lassรน non riconosceremo piรน il volto di chi tanto abbiamo amato e ci ha amato in questa terra?

Il paradosso dell’amore, in Gesรน, va sempre colto in una logica della dilatazione. Mai dell’inaridimento. Se qualcosa si perde, inclusa la vita, รจ sempre per ricevere in dono un di piรน, un compimento. รˆ la logica dell’eternitร , che amplifica fino a rendere divine le tracce di bene racchiuse nella nostra esperienza umana.

Cosรฌ non si puรฒ misurare la dinamica della Risurrezione con categorie matematiche. Le relazioni dei risorti non si contano a numeri. I mariti non sono oggetti da conteggiare, nรฉ i figli non nati sono fallimenti da contabilizzare. Ogni donna, ogni uomo, ogni figlio e figlia รจ presenza dell’amore. I sadducei, che sfidano Gesรน con radicale cinismo – proprio di chi ha perso il contatto con il Cielo -, perdono di vista l’originaria bellezza di ogni persona.

Chi non crede – cioรจ non vive – nella Risurrezione, considera le persone e le relazioni da un punto di vista strumentale e utilitaristico. Cosรฌ si rapporta alle cose della terra, e cosรฌ pure a quelle del Cielo. E poichรฉ queste ultime sfuggono spontaneamente a una prospettiva funzionalistica, allora รจ preferibile negarle, scappare, evitarle. Per chi non si lascia andare alla gratuitร  della logica celeste, la Resurrezione e il Paradiso sono motivo soltanto di scandalo. Per chi vuole controllare tutto, anche ciรฒ che – come la morte – fugge inevitabilmente al povero controllo delle nostre misere forze, ogni anelito di infinito e ogni sguardo sull’eterno suscita un detestabile senso di vertigine. Meglio evitare la montagna, se nelle passeggiate in pianura si รจ abituati a limitare i passi per non far fatica.

Gesรน invece, che non ha mai il fiato corto, nemmeno quando c’รจ da rallentare il passo per stare a fianco degli ultimi, alza sempre lo sguardo. Assume cosรฌ il punto di vista del Padre, e commuove questo suo respiro a pieni polmoni. Questo Dio che รจ Padre dei nostri padri; che abbraccia il passato il presente e il futuro; che promette la vita per sempre a coloro che da sempre sono da Lui custoditi… questo Dio che penetra e scava nelle relazioni di intimitร  di ogni coppia; che trasfigura la vita famigliare perchรฉ non sia solamente una convivenza di comodo; che cuce instancabilmente gli strappi e lenisce le ferite inevitabili della relazione d’amore… questo Dio fa volare oltre la nostra stessa capacitร  di chiedere e di sperare!

Sรฌ, perchรฉ qui, sulla terra, l’uomo e la donna si cercano e si sposano mossi dal desiderio che l’amore sia tutto e per sempre, che il reciproco appartenersi ricolmi il vuoto di eternitร  che ogni bisogno porta con sรฉ. E poi sperimentano, l’uomo e la donna, che questo anelo mai puรฒ essere colmato dall’altro, perchรฉ l’altro รจ comunque creatura, fragile ferita e impotente. E allora che fare di fronte alla connaturale debolezza del nostro amore?

Gesรน non rinuncia, perchรฉ non calcola. Gesรน, piuttosto, annuncia che tale compimento ci sarร . In Cielo, infatti, quell’insito desiderio di un amore totale e totalizzante di cui il matrimonio รจ sacramento diventerร  realtร . Per sempre. E lo diventerร  al punto che non sapremo amare interamente soltanto una persona – la moglie, il marito -, ma tutti. Proprio come Dio Padre, partecipi della sua stessa capacitร  di amare, a immagine e somiglianza del Figlio. Anche noi, insomma, immersi definitivamente nella dinamica della Trinitร , saremo avvolti dall’Amore e comunicheremo Amore, al punto da amare senza misura tutti: coloro che saranno con noi in Paradiso, e coloro che resteranno ancora in cammino su questa terra. Nella comunione dei Santi, con il cuore dilatato dall’Amore.

E ameremo anche chi, come i sadducei, a questo Paradiso non vogliono credere. Chissร  se l’Inferno si svuoterร  grazie all’offerta infinita di Amore dei Risorti, che vinceranno con la loro donazione anche le resistenze di chi non รจ ancora libero dalla schiavitรน del male.

Proviamo intanto qui, finchรฉ possiamo: a scegliere la vita dei Risorti, anche dentro le contraddizioni dell’amore, perchรฉ un amore ferito ma consegnato diviene promessa e speranza per chi, quaggiรน, ancora non sa che l’amore non ha misura.

Padreย  Luca Garbinetto della Pia Societร  San Gaetano

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XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

27Gli si avvicinarono alcuni sadducei โ€“ i quali dicono che non cโ€™รจ risurrezione โ€“ e gli posero questa domanda: 28ยซMaestro, Mosรฉ ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma รจ senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. 29Cโ€™erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morรฌ senza figli. 30Allora la prese il secondo 31e poi il terzo e cosรฌ tutti e sette morirono senza lasciare figli. 32Da ultimo morรฌ anche la donna. 33La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarร  moglie? Poichรฉ tutti e sette lโ€™hanno avuta in moglieยป. 34Gesรน rispose loro: ยซI figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 35ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono nรฉ moglie nรฉ marito: 36infatti non possono piรน morire, perchรฉ sono uguali agli angeli e, poichรฉ sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. 37Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosรฉ a proposito del roveto, quando dice: Il Signore รจ il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 38Dio non รจ dei morti, ma dei viventi; perchรฉ tutti vivono per luiยป.

  • 06 – 12 Novembre 2016
  • Tempo Ordinario XXXII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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