Commento al Vangelo del 5 marzo 2017 – don Antonello Iapicca

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NEL DESERTO PER IMPARARE LA LIBERTA’ LOTTANDO CON CRISTO NELLA TENTAZIONE

Inizia la quaresima, tempo forte e favorevole per allenarci a vivere. I quaranta giorni che ci attendono, infatti, sono immagine della vita terrena, mentre i cinquanta del tempo Pasquale lo sono di quella celeste.

Per giungere al Cielo occorre vivere bene sulla terra. Ma che significa vivere bene? significa vivere autenticamente, essendo quello che siamo. Al contrario, vivere male significa vivere ipocritamente, essendo quello che non siamo.

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Giร , ma chi siamo? Molti sono convinti di conoscersi ma non รจ cosรฌ. Per diradare la brina della menzogna e la nebbia dellโ€™illusione รจ necessario andare in un luogo โ€œasciuttoโ€, tanto secco da non esserci acqua.

Il deserto, ecco il posto adatto. รˆ qui che questa domenica la chiesa ci conduce con amore, per riportarci alla realtร  nella quale viviamo. ร‰ nostra madre e ci conosce perchรฉ รจ lโ€™unica ad avere unโ€™ antropologia autentica, quella rivelata da Dio.

Questa ci dice che lโ€™ uomo vive nel deserto perchรฉ ha perduto il Paradiso. Insinuando nel cuore il dubbio sullโ€™ amore di Dio, il serpente ha ingannato Adamo ed Eva spingendoli a cercare se stessi e la propria realizzazione tagliando con Lui.

Cedendo allโ€™orgoglio sollecitato dalla menzogna del demonio si sono ribellati a Dio credendo cosรฌ di autodeterminarsi. Ma non erano diventati come Lui, anzi. Tagliando con la fonte della vita hanno invece sperimentato la morte. E si sono accorti di essere nudi, il segno che avevano perduto la propria identitร .

Per questo si sono nascosti, stretti dalla paura. Erano precipitati nellโ€™assurdo che capovolge lโ€™esistenza di ogni uomo: avevano paura di Dio e del suo amore. Ma cosรฌ non si puรฒ vivere.

Ecco, scacciati dal Paradiso erano finiti in un โ€œdesertoโ€. Non sapevano piรน chi fossero, condannati a faticare e sudare nellโ€™illusione di poter โ€œtrasformare le pietre in paneโ€; obbligati dallโ€™incapacitร  di accettare la realtร  di dolore e sacrificio, a cercare โ€œpinnacoliโ€ da cui gettarsi, qualcosa di straordinario che cambi la storia; โ€œprostratiโ€ davanti al demonio perchรฉ schiavi delle concupiscenze che cercano negli idoli del mondo la sazietร .

รˆ la nostra vita di ogni giorno, un deserto inospitale. E quella voce maligna che continua a sibilare quel โ€œseโ€ che ci infilza il cuore: โ€œSe sei figlio di Dioโ€. รˆ proprio qui, nel deserto, che lโ€™avversario continua a tentarci. Dโ€™altronde รจ il suo territorio, lontano da Dio, senza vita.

E non cโ€™รจ nulla da fare, continuiamo a soccombere. Non possiamo resistergli, โ€œseโ€ vivessimo da figli di Dio non staremmo qui ma a casa di nostro Padre. Nel deserto vivono i figli di questo mondo, schiavi del peccato e, per questo, incapaci di amare oltre la carne.

Si, perchรฉ se non รจ per amore, non si puรฒ pazientare e rispettare lโ€™altro. Le โ€œpietreโ€ devono diventare pane, anche il cuore della moglie che รจ adirato e non ne vuole sapere di donarsi. Anche il carattere del figlio indurito dallo sforzo di crescere. Anche la testa del capo ufficio che ce lโ€™ha con noi e non ci vuol dare queste ferie che ci spettano.

Tutto deve saziarci, subito. La storia che non ci soddisfa non puรฒ restare comโ€™รจ,ย  deve cambiare. Per questo ci issiamo sui โ€œpinnacoliโ€ sperando che, facendo qualcosa di speciale, gli altri si accorgano di noi, cosi da imprimere finalmente una svolta in famiglia, al lavoro, a scuola. Quanti ragazzi si deturpano il corpo e si spingono al limite con alcool e droghe, pur di sfuggire alla monotonia.

Non viviamo come figli di Dio, e per questo ci prostriamo al nostro patrigno, il demonio, che, in cambio di piaceri effimeri che sfuggono in un baleno senza saziarci, ci obbliga a servirlo nelle malvagitร . I giudizi, le gelosie, i rancori, la lussuria e lโ€™avarizia sono i liquami che sboccano da un cuore ridotto a cloaca perchรฉ inquinato dalla menzogna.

Ebbene proprio qui, in questo deserto nel quale abbiamo smesso dโ€™essere quello che siamo, รจ sceso Gesรน. E scende ancora, oggi e in questa Quaresima. Lui รจ Figlio, non ha mai smarrito la sua identitร , neanche sulla Croce e nella tomba. Per questo รจ risorto e viene a consegnarci di nuovo la dignitร  e la natura di figli che abbiamo perduto.ย ย 

Abbiamo bisogno di Cristo, che ci doni di partecipare alla sua vittoria sul peccato. Solo cosรฌ potremo attraversare questa vita come un esodo verso la terra promessa. La quaresima ci aiuta proprio a convertirci, a lasciare il peccato per unirci a Cristo, attraverso le armi che ci offre la Chiesa, digiuno, preghiera ed elemosina.

Cosรฌ le insinuazioni del demonio non saranno piรน comandi a cui dover obbedire, ma torneranno ad essere โ€œtentazioniโ€, ovvero le โ€œproveโ€ attraverso le quali saremo purificati, perchรฉ risplenda in noi lโ€™immagine e la somiglianza con il Padre.

Affrontate con Cristo, le tentazioni ci dischiudono di nuovo le porte del Paradiso. Sono come i metal detector degli aeroporti. Se in noi รจ vivo Cristo potremo passare senza che scatti alcun allarme; nessuna arma impropria come lโ€™orgoglio sarร  nascosta nel cuore.

Al contrario, la natura divina plasmata in noi dallo Spirito Santo ci farร  combattere e resistere. Per questo, โ€œse siamo figli di Dioโ€, il peccato e la morte non hanno piรน potere su di noi. Potremo amare senza esigere nulla da nessuno, โ€œvivendoโ€ in pienezza anche nel deserto, saziandoci โ€œdi ogni parola che esce dalla bocca di Dioโ€.

Non avremo bisogno di piegare gli eventi alle nostre voglie, perchรฉ un figlio โ€œnon tentaโ€ suo Padre, ma lo conosce e obbedisce alla sua volontร , che ha sperimentato come lโ€™unica buona per lui. E saremo finalmente liberi di vivere senza lacci agli idoli di questo mondo, โ€œservendo e adorando solo Dioโ€, perchรฉ Lui ha cura di noi, ci ama e provvede per i suoi figli sempre e solo il meglio.

don Antonello Iapicca

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Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 5 marzo 2017 anche qui.

I Domenica del Tempo di Quaresima

Mt 4, 1-11
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesรน fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinรฒ e gli disse: ยซSe tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino paneยป. Ma egli rispose: ยซSta scritto: “Non di solo pane vivrร  l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”ยป.

Allora il diavolo lo portรฒ nella cittร  santa, lo pose sul punto piรน alto del tempio e gli disse: ยซSe tu sei Figlio di Dio, gรจttati giรน; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darร  ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perchรฉ il tuo piede non inciampi in una pietra”ยป. Gesรน gli rispose: ยซSta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”ยป.

Di nuovo il diavolo lo portรฒ sopra un monte altissimo e gli mostrรฒ tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: ยซTutte queste cose io ti darรฒ se, gettandoti ai miei piedi, mi adoreraiยป. Allora Gesรน gli rispose: ยซVร ttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”ยป.

Allora il diavolo lo lasciรฒ, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 05 – 11 Marzo 2017
  • Tempo di Quaresima I, Colore viola
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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