Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.
SERVIZIO E POTERE
Gesรน parla delle autoritร religiose del suo tempo e non รจ affatto tenero. Li accusa di essere incoerenti, perchรฉ non fanno quello che dicono, e di essere dei palloni gonfiati che amano essere riveriti. Desiderano essere chiamati rabbรฌ, cioรจ maestri, perciรฒ significa che vogliono insegnare agli altri. Il vero insegnamento perรฒ, รจ lโesempio. Questa parola la sento rivolta a me prima di tutto, ma puรฒ essere applicata a chiunque abbia una responsabilitร educativa: genitori, insegnanti e anche personalitร pubbliche. Dai genitori non si impara quello che dicono, ma quello che fanno. Non si impara lโonestร dai disonesti o la fedeltร dai fedifraghi. Cosรฌ un sacerdote รจ credibile se dimostra di avere fede, se รจ capace di vivere il vangelo o almeno si sforza di farlo. I maestri o gli insegnanti che ricordiamo, non sono quelli che pigramente ci facevano lezione, ma quelli che ci hanno trasmesso la passione che avevano per la loro materia, quelli che ci hanno mostrato di avere dei principi in cui credevano, quelli che ci hanno dimostrato di volerci bene.
Questa รจ la differenza tra ruolo e servizio. Se pensiamo al vangelo di domenica scorsa in cui il Maestro riassume tutta la legge nel comandamento dellโamore, allora si capisce il senso dellโammonimento di Gesรน. Avere attenzione per i fratelli vuol dire servirli e questo รจ il compito di chi ha responsabilitร sugli altri. Viceversa chi si preoccupa prima di tutto di se stesso, di essere riconosciuto ed รจ incapace di mettersi in discussione, allora cerca solo il potere che il ruolo gli conferisce. Gesรน dice di non farsi chiamare padre, o maestro, o guida, eppure noi riconosciamo di avere un padre, anche in senso spirituale, abbiamo o abbiamo avuto dei maestri e delle guide. Non stiamo mettendo in pratica il vangelo? Non รจ il significato letterale che conta qui. Gesรน ci dice non fatevi chiamare, ma sforzatevi di essere padri e maestri. Cioรจ non cercate il ruolo, ma lโautorevolezza che legittima il ruolo. Non sgomitate per essere i primi, ma cercate di essere al servizio degli altri. San Pietro nella sua prima lettera (5,3) raccomanda ai pastori: non spadroneggiate sulle persone a voi affidate, ma fatevi modelli del gregge. Questo vale per me e per chiunque abbia responsabilitร su delle persone. Tutti noi abbiamo in mente degli individui che sono incoerenti, dai sacerdoti ai governati, passando per i genitori, i dirigenti, i professori e cosรฌ via. Puntare il dito sugli altri รจ la cosa piรน facile. Potremmo invece metterci in discussione, per vedere in che modo esercitiamo lโautoritร del nostro ruolo, qualunque esso sia: siamo al servizio o cerchiamo solamente il nostro tornaconto?
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Mt 23, 1-12
Dal Vangelo secondoย Matteo
In quel tempo, Gesรน si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: โSulla cattedra di Mosรจ si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perchรฉ dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti dโonore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare ‘โrabbรฌโ’ dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare ‘โrabbรฌโ’, perchรฉ uno solo รจ il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno ‘โpadreโ’ sulla terra, perchรฉ uno solo รจ il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare ‘โmaestriโ’, perchรฉ uno solo รจ il vostro Maestro, il Cristo.
Il piรน grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerร sarร abbassato e chi si abbasserร sarร innalzatoโ.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
