Commento al Vangelo del 29 settembre 2018 – Monastero di Bose

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La liturgia delle chiese in Occidente celebra oggi gli angeli e i messaggeri del Signore. Secondo la tradizione biblica, riassunta dalla Lettera agli Ebrei, gli angeli โ€œsono spiriti inviati da Dio a servire coloro che erediteranno la salvezzaโ€ (Eb 1,14). Nei racconti evangelici gli angeli accompagnano anche lโ€™intero percorso della storia di Gesรน: sono i messaggeri che annunciano lโ€™incarnazione del Figlio di Dio (cf. Lc 1,26-38; 2; 8-14), essi custodiscono il cammino terreno del Cristo (cf. Mt 4,12; Lc 22,43), annunciano la sua resurrezione (cf. Mc 16,5), spiegano la sua ascensione (cf. Ac 1,9-11) e scortano il suo ritorno glorioso alla fine dei tempi (cf. Mt 16,27; 24,30-31; 25,31). Assistono dunque allโ€™intera rivelazione.

Nel vangelo scelto per la festa odierna occupano un posto apparentemente piรน defilato, e sembrano come relegati alle ultime parole del brano: Gesรน promette a Natanaele una visione del mondo celeste, caratterizzata dal saliscendi degli angeli.

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La visione evocata riprende il racconto del sogno di Giacobbe a Betel, in cui il patriarca aveva visto gli angeli salire e scendere lungo una scala le cui estremitร  collegavano il cielo e la terra (Gn 28,12): questโ€™immagine annunciava al padre di Israele una comunicazione possibile con Dio, a lui concessa come segno di benedizione. Nel nostro vangelo, in cui Natanaele incontra per la prima volta il Signore, la promessa del cielo aperto allude a un approfondimento di questa rivelazione e la incentra sulla persona di Gesรน. Conferma lโ€™identitร  di questโ€™ultimo come โ€œporta del cieloโ€ (Gn 28,16), cioรจ come โ€œunico mediatore tra Dio e gli uominiโ€ (1Tm 2,5), fondando cosรฌ la fede di Natanaele e di chi, con lui, confesserร  nel rabbi di Nazareth il โ€œFiglio di Dio, il re di Israeleโ€ (v. 49).

Se i cieli sono aperti, infatti, รจ perchรฉ nella persona di Gesรน lโ€™era messianica รจ iniziata: in lui Dio si manifesta, determinando il presente di ogni credente. รˆ โ€œil Figlio dellโ€™uomoโ€ (v. 51) a rendere possibile questo scambio permanente (figurato dagli angeli che salgono e scendono sopra di lui) tra il cielo e la nostra terra, di cui Gesรน ha condiviso โ€“ come persona umana โ€“ le pene e le gioie. Le โ€œcose piรน grandiโ€ (v. 50) che Natanaele scoprirร  non sono allora altro che lโ€™unitร  tra il Padre e il Figlio a cui ogni credente puรฒ ormai prendere parte.

Il nostro testo perรฒ ci aiuta anche a comprendere che, oltre ad essere creature celesti avvolte nel mistero, gli angeli vanno anche riconosciuti nei messaggeri umani che trasmettono la buona notizia. In effetti รจ stato un uomo, Filippo, a fungere da testimone o da messaggero (รกngelos, in greco) per Natanaele (Gv 1,45) e a creare per lui le condizioni del suo incontro con Gesรน. Se il vangelo di oggi non ci assicura dunque necessariamente visioni angeliche celesti, ci invita tuttavia a saper discernere coloro che ogni giorno ci possono trasmettere, da parte di Dio, una rivelazione per il nostro cammino. Stiamo attenti a fare loro spazio perchรฉ โ€œsenza saperlo alcuni hanno accolto degli angeliโ€ (Eb 13,2).

fratel Matthias della comunitร  monastica di Bose

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Gv 1, 47-51
Dal Vangelo secondoย Giovanni

In quel tempo, Gesรน, visto Natanaรจle che gli veniva incontro, disse di lui: ยซEcco davvero un Israelita in cui non c’รจ falsitร ยป. Natanaรจle gli domandรฒ: ยซCome mi conosci?ยป. Gli rispose Gesรน: ยซPrima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichiยป. Gli replicรฒ Natanaรจle: ยซRabbรฌ, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!ยป. Gli rispose Gesรน: ยซPerchรฉ ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose piรน grandi di queste!ยป.
Poi gli disse: ยซIn veritร , in veritร  io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomoยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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