Commento al Vangelo del 29 marzo 2026 – Sussidio Quaresima CEI

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Come la morte porta salvezza? La lettura dell’intero racconto della Passione di Gesù nel Vangelo (Mt 26,14-27,66) è un’esperienza di ascolto unica nel corso delle celebrazioni eucaristiche dell’Anno liturgico.

Essa è il compendio della vita storica di Gesù, che diventa simbolo sacramentale nel pane spezzato e nel vino versato della cena pasquale sui quali Gesù pronuncia le parole: «questo è il mio corpo» e «questo è il mio sangue».

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La passione e morte di Gesù si rivelano come il punto più alto della sua vita, tanto da essere trasfigurate e consegnate a noi nel mistero eucaristico che, superando i limiti temporali, apre alla dimensione dell’eternità.

Cosa rende possibile alla vita umana di aprirsi all’eternità divina? Contemplando la vita di Gesù e penetrando nell’evento della sua passione e morte siamo introdotti nel mistero della risurrezione.

Quanto è raccontato al culmine del Vangelo di Matteo appare, secondo i canoni del mondo, come il fallimento di una vita: il tradimento, l’arresto, il rinnegamento, la condanna, la derisione, la sofferenza, la morte violenta e la sepoltura affrettata.

Eppure, se gli eventi esteriori appaiono come una tremenda realtà da cui fuggire, ad essi si oppone la solenne figura di Gesù che attraversa il dolore fisico e morale con la dignità e la consapevolezza di chi ha compreso che da quel terribile passaggio passa la Salvezza operata da Dio Padre per l’umanità.

Gesù si consegna al progetto salvifico di Dio, compiendo personalmente l’esodo pasquale. Come il cammino al Calvario è il compendio del cammino nel deserto, così la croce si rivela come il punto di contemplazione della vita senza fine promessa da Dio.

La chiave interpretativa di tutto il racconto può essere individuata proprio nella lettura pasquale che Gesù fa della sua stessa vita nel contesto dell’ultima cena condivisa con i discepoli.

Nel pane e nel vino pasquali egli si riconosce e si fa riconoscere come un’offerta d’amore alla volontà di Dio. Precisamente l’amore per il Padre, manifestato abbracciando senza riserve la missione che gli è affidata, e l’amore per l’umanità chiamata da Dio alla Pasqua eterna, permette a Gesù di superare ogni odio, di andare oltre ogni dolore e di vincere il male con il bene, fino ad affrontare la morte non come negazione della vita, ma come passaggio, come parte stessa della sua vita, trasfigurata da chi si è fatto servo per amore.

Commento al Vangelo tratto dal sussidio CEI al periodo di Quaresima/Pasqua 2026, scarica il file PDF completo.

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