
Chiamati ad essere luce di speranza
I Templi antichi erano quasi sempre costruiti su alte basi rispetto alla sede stradale in modo da sottolineare che quello che stava dentro, la divinitร , era ad un livello piรน alto della vita della cittร che li circondava. Lo stesso era per le statue delle divinitร , che per dimensioni e collocazione erano posti sempre piรน in alto a rimarcare la lontananza dagli esseri umani inferiori. Questa collocazione “in alto” e “sopra” viene poi assunta anche da coloro che detenevano potere e ricchezze, che per evidenziare la loro superioritร si ponevano in alto e distaccati da chi era suddito e piรน povero.
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I primi cristiani nel costruire le loro case di preghiera per questo motivo hanno rifiutato di assumere i modelli dei templi pagani, perchรฉ avevano capito che il primo a scendere in basso a livello dei piรน poveri e ultimi era stato proprio Dio stesso, nell’umanitร di Gesรน.
Gesรน infatti รจ Dio che รจ sceso dalla realtร divina per rendere possibile il suo Regno qui dove l’uomo vive la sua vita, e nello stesso tempo per farlo “salire” alla condizione di Figlio di Dio.
Gesรน quando vede le folle e in mezzo ad esse i discepoli, promulga dal monte la nuova legge di Dio, dice l’evangelista Matteo. Nelle intenzioni del racconto di Matteo, non รจ un monte preciso, ma un luogo simbolico, che richiama il monte Sinai dal quale Dio diede la legge al popolo di Israele. Gesรน dona la nuova legge delle Beatitudini dal monte di Dio, cioรจ dalla realtร di Dio che รจ aperta ad ogni essere umano, chiamato a salirvi senza barriere, ostacoli, permessi e impedimenti.
Le prime otto beatitudini, simili nella struttura da diventare una sorta di slogan da memorizzare, insieme alla nona beatitudine che ha una struttura leggermente diversa che fa da chiusura, sono le dimensioni di un modo nuovo di essere con Dio, con se stessi e con il prossimo.
Le beatitudini sono il dono della felicitร piena che sembrava possibile solo a Dio e agli angeli, ma che ora รจ per tutti, anche per chi piange, per chi cerca faticosamente la giustizia e la pace, per chi vive la bontร come stile di vita…
E’ beato anche chi รจ “povero di spirito”, cioรจ chi rinuncia a poggiare la propria felicitร sull’avere e condivide senza accumulare a scapito degli altri.
E’ beato anche chi viene perseguitato perchรฉ crede nella giustizia e nel perdono…
La felicitร profonda, esterna e perfetta รจ possibile non tanto per i soli sforzi umani ma prima di tutto come dono di Dio a coloro che prendono quella direzione.
La felicitร che eleva piรน in alto di ricchezze e riconoscimenti umani, รจ possibile a chi si orienta a vivere lo stile di Gesรน, che รจ stato il primo povero di spirito, il primo che ha pianto, che รจ stato mite e misericordioso, il primo a ricercare pace e giustizia. Gesรน รจ il primo beato che ha inaugurato un Regno dei cieli che non รจ “nei cieli” (cioรจ lontano, futuro, astratto…) ma in terra, ovunque ci sia anche il piรน piccolo gesto nella sua direzione.
Oggi ho sentito una toccante testimonianza di una anziana sopravvissuta al campo di concentramento di Aushwitz.
Edith Bruck, scrittrice e poetessa, che al tempo delle deportazioni aveva 12 anni, racconta che al momento di scendere dal treno al campo di concentramento, una guardia nazista, la costrinse con la forza a separarsi dagli adulti della sua famiglia per andare nella direzione opposta, quella che non portava all’immediata esecuzione della camera a gas ma ai lavori forzati, con la possibilitร di salvarsi. Questo gesto che lei al memento ha vissuto come una violenza, in realtร era un gesto di salvezza da parte di quella guardia, che la voleva preservare dalla morte immediata. Quella guardia voleva salvare una vita in mezzo a tanto orrore. Altri piccoli aiuti dati durante la prigionia da parte di guardie e soldati, le hanno permesso di sopravvivere.
La sua conclusione, che mi ha colpito, รจ molto forte e sento profondamente evangelica: “Esiste ancora una umanitร , basta uno che non รจ come l’altro per dire che non tutto รจ perduto. Questa รจ la speranza veramente”
Il Regno dei cieli รจ possibile anche negli orrori della storia, del passato e di oggi, quando anche un solo uomo o donna, di qualsiasi razza e religione, vive le beatitudini come Gesรน.
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IV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
- Colore liturgico: verde
- Sof 2,3; 3, 12-13; Sal.145; 1 Cor 1, 26-31; Mt 5, 1-12
Mt 5, 1-12
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesรน salรฌ sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
ยซBeati i poveri in spirito,
perchรฉ di essi รจ il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perchรฉ saranno consolati.
Beati i miti,
perchรฉ avranno in ereditร la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perchรฉ saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perchรฉ troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perchรฉ vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perchรฉ saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perchรฉ di essi รจ il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perchรฉ grande รจ la vostra ricompensa nei cieliยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 29 Gennaio – 04 Febbraio 2017
- Tempo Ordinario IV, Colore verde
- Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
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