Commento al Vangelo del 28 agosto 2010 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

RINNEGA TE STESSO

Pietro ha appena finito di confessare Gesรน come il Cristo, il Figlio di Dio, e Gesรน stesso lo rimprovera allontanandolo da sรฉ. Satana vuol dire inciampo. Pietro รจ un ostacolo alla realizzazione del piano della salvezza. Sono parole molto dure, ancor piรน perchรฉ seguono la lode di poco prima: beato te Simoneโ€ฆ In realtร  quello che fa parlare lโ€™Apostolo รจ lโ€™affetto che nutre per il suo Maestro. Come รจ possibile che un uomo grande come Gesรน debba essere ucciso, che il Messia, colui che era atteso dai tempi piรน antichi, debba essere rifiutato? Certamente non รจ questo che gli viene rimproverato, ma il fatto che egli giudichi il disegno divino. Il vero discepolo รจ colui che rinnega se stesso e prende la sua croce. Cerchiamo di capire. La nostra vita รจ sospesa tra gioia e dolore. La sofferenza ne fa parte e non puรฒ essere eliminata, prova ne รจ che Gesรน stesso ha sofferto. Invece il principe del mondo, Satana, cerca in tutti in modi di farci credere che ogni forma di dolore sia uno sbaglio, unโ€™ingiustizia, qualcosa che ci allontana dal bene. รˆ falso, perchรฉ noi sappiamo che senza sacrificio e fatica non si cresce, non si impara, non si migliora. Inoltre la morte, anche se ci fa paura e non vorremmo che ci fosse, esiste e nulla le sfugge. La morte e il dolore non sono il male in sรฉ, certo fanno soffrire, ma sono delle vie di accesso a nuove opportunitร . Per cui il bene cโ€™รจ sempre, piuttosto manca la capacitร  di vederlo. Rinnegare se stessi significa allora rinunciare alla pretesa di capire tutto e di voler giudicare lโ€™operato di Dio, e mettersi con fiducia nelle mani della Provvidenza, che sa molto meglio di noi che cosa concorra al nostro vero bene. Prendere la propria croce non vuol dire essere contenti di soffrire o cercare di vivere nel peggior modo possibile, ma piuttosto saper accettare serenamente e fiduciosamente le difficoltร  e le fatiche della nostra vita, considerandole come strumenti per crescere. Se Gesรน avesse rifiutato la croce per noi non ci sarebbe salvezza, nรฉ lui, senza morire, sarebbe potuto risorgere. Per cui il Maestro strapazza Pietro perchรฉ capisca che non deve giudicare il disegno del Padre, ma deve piuttosto collaborare con coraggio alla sua realizzazione. Noi crediamo nella resurrezione e nella vita eterna, la nostra esistenza attuale non รจ definitiva, ma รจ lโ€™opportunitร  che abbiamo per arrivare allโ€™eternitร . รˆ dunque inutile attaccarci a questo mondo e alle sue ricchezze, perchรฉ in capo a qualche anno dovremo abbandonare lโ€™uno e le altre. Ecco perchรฉ Gesรน ci invita a preoccuparci soprattutto del suo giudizio finale. Cerchiamo di essere pronti.

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