Quali dubbi?
A fine maggio ricorrerร il 27esimo anniversario della mia ordinazione presbiterale. Avendo quasi 53 anni, ho superato abbondantemente la metร della mia vita come prete rispetto a prima. Ricordo che quando mancava poco tempo alla presentazione della domanda per ricevere il sacramento dellโordine, dopo 7 anni di formazione, sono stato assalito da un momento di forte dubbio. Non era un dubbio di fede in Dio o sul fatto che quella fosse la mia vocazione, ma il dubbio era su me stesso, se ce lโavrei fatta davvero a vivere tutto quello che mi stava davanti. Dubitavo fortemente di essere capace di non deludere le aspettative dei miei formatori, del vescovo, della chiesa e delle parrocchie a cui sarei stato inviato. Piรน si avvicinava la data dellโordinazione piรน vedevo i miei limiti diventare piรน grandi e insuperabili. E devo dire che il dubbio di farcela umanamente non mi ha mai abbandonato, ma ho solo imparato ad amarlo, cosรฌ come Dio lo ama e lo conosce bene.
Quando lโevangelista Matteo parla dei dubbi dei discepoli davanti a Gesรน risorto non sta parlando dei loro dubbi di fede, ma di quelli umani. Hanno seguito Gesรน, sono stati alla sua scuola di vita e di fede, hanno visto in che modo รจ morto e ora รจ li vivente davanti a loro. Lo adorano, come racconta lโevangelista, e in questo dimostrano che ci credono in lui, ma โessi perรฒ dubitaronoโ.
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Mi piace che proprio alla fine di tutto il racconto del Vangelo non viene nascosta questa debolezza tutta umana dei discepoli che anche alla fine, con Gesรน davanti e tutto quel che devono ora fare, ancora fanno i conti con le loro fatiche e freni. La primissima Chiesa che ci ha consegnato questo racconto non ha vergogna di mostrarci la debolezza umana dei primi testimoni, cosรฌ come non ha mai nascosto le loro debolezze anche lungo il cammino di discepolato con Gesรน, raccontando i loro piccoli e grandi tradimenti. Lโevangelista ci ha raccontato per esempio di quando Pietro viene invitato da Gesรน a camminare con lui sul mare in tempesta. il mare nella simbologia biblica rappresenta il caos, il male, tutto quello che allontana da Dio e dalla vita, e Matteo ci racconta come proprio preso dalla paura e dal dubbio su se stesso inizia ad affondare. Sarร la mano di Gesรน a tirarlo su riconoscendo il suo dubbio. Eppure Pietro sarร sempre a fianco di Gesรน e Gesรน al suo fianco.
Siamo qui alle ultimissime battute del Vangelo di Matteo che ha come proseguo noi, la nostra vita, il Vangelo dentro la nostra storia. Quello che Gesรน dice a quel gruppo limitato lo dice a noi. Sono in undici e anche in questo numero cโรจ un messaggio. Il numero perfetto del nuovo popolo di Dio dovrebbe essere dodici, e infatti cosรฌ li aveva chiamati. Ma il tradimento e lโabbandono di Giuda ha reso il gruppo imperfetto, cosรฌ come sempre imperfetta รจ la Chiesa, la comunitร dei discepoli di oggi di cui noi facciamo parte con le nostre imperfezioni.
Ma Gesรน quello che dice non lo dice ad angeli, ma ad esseri umani. Loro dubitano su sรฉ stessi, dubitano se ce la faranno a superare le difficoltร , le persecuzioni, i loro limiti e peccati, ma invece Gesรน non dubita affatto della sua scelta.
Gesรน ha ogni potere sulla storia, Gesรน risorto anche se รจ finito sulla croce come un malfattore fallito, รจ il Re dellโamore. Quello che chiede ai discepoli e a noi รจ di immergere il mondo in Dio. Lโinvito a battezzare รจ proprio questo, non รจ tanto un ripetere gesti liturgici, ma far si che il mondo si senta immerso in Dio. E sempre ai discepoli dร anche il compito di insegnare con le parole e lโesempio concreto di vita quello che lui ha insegnato con le parole e lโesempio.
ร davvero un compito grande, sicuramente ben oltre i limiti dei singoli uomini e donne cristiani, un compito che supera la Chiesa che nel corso della storia ha davvero mostrato tutti i suoi limiti che mettono in dubbio chiunque sulla sua coerenza. Ma รจ stato Gesรน che ha scelto gli uomini e non gli angeli. Gesรน ha scelto per portarlo nel mondo ognuno di noi.
Non ha avuto dubbi!
In questi 27 anni i dubbi non mi hanno abbandonato e sicuramente i miei limiti me li porto dietro ancora. Ma รจ stata la sicurezza di Gesรน che mi ha rassicurato non la mia bravura. Mi ha rassicurato quella promessa che mi porto dentro e che รจ lโultima cosa che Gesรน risorto dice ai suoi fragili amici: โEd ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondoโ.
Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)
