Nel Vangelo odierno, Gesรน pone al centro il comandamento dellโamore ai nemici e della misericordia. Il contesto รจ ancora quello del โdiscorso della pianuraโ, dopo la proclamazione delle beatitudini, secondo la versione lucana.
โ(ma) A voi che ascoltate, dicoโ – Gesรน si rivolge in modo molto diretto al suo uditorio, sottolineando lโatteggiamento giusto e necessario di fronte alla sua Parola: lโascolto.
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โAmate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano,ย benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano maleโ – ย Il primo imperativo รจ il principale, gli altri sono piรน esplicativi: i nemici, infatti, sono quelli che odiano, maledicono, trattano male. Eโ da notare che Gesรน parla di una realtร attuale, non ipotetica; tutti facciamo esperienza dellโinimicizia, in qualche modo. Agli atteggiamenti negativi dei nemici, il discepolo deve rispondere con quelli positivi del bene, della benedizione, della preghiera.
โA chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietroโ –
Gesรน sembra rincarare la dose facendo degli esempi che appaiono eccessivi e fuori misura con i quali vuole indicare un atteggiamento di radicale opposizione al male.
โE come volete che gli uomini facciano a voi, cosรฌ anche voi fate a loroโ – Il Signore conclude questa parte con la regola dโoro: la benevolenza che desideriamo ricevere, dobbiamo offrirla agli altri. Egli gira al positivo una regola giร nota in forma negativa ยซnon fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a teยป. Per Gesรน non basta non fare il male, bisogna fare il bene.
โSe amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi รจ dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano.ย E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi รจ dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso.ย E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi รจ dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettantoโ – Con tre esempi al condizionale, Gesรน spinge a riflettere su come le relazioni siano facilmente basate su qualche forma di scambio. E precisa che questo รจ il modo di relazionarsi dei โpeccatoriโ, cioรจ un modo segnato dal peccato, non giusto di fronte a Dio.
La gratitudine nel testo greco รจ la grazia, la โcharisโ, un termine che rimanda a Dio. Quale grazia/ricompensa puรฒ sperare e attendere da Dio il discepolo, se le sue relazioni sono giร impostate sulla ricompensa umana, sul dare e avere?
โAmate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nullaโ – Di fronte alle relazioni da โpeccatoriโ, Gesรน indica lโorientamento opposto (invece) e ribadisce il messaggio essenziale dato allโinizio, quello di un amore che supera ogni limite: amare i nemici.
โe la vostra ricompensa sarร grande e sarete figli dell’Altissimo, perchรฉ egli รจ benevolo verso gli ingrati e i malvagiโ โ Lโadesione a questo amore senza misura, che non cerca ritorni, riceverร una grande ricompensa da Dio, una vera somiglianza con Lui, una reale relazione di figli.
โSiate misericordiosi, come il Padre vostro รจ misericordiosoโ – I figli dellโAltissimo devono essere misericordiosi verso tutti cosรฌ come lo รจ Dio che profonde la sua misericordia al di lร di ogni merito.
โNon giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.ย Date e vi sarร dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarร versata nel grembo, perchรฉ con la misura con la quale misurate, sarร misurato a voi in cambioโ โ Infine il Signore indica i passi della misericordia, le scelte concrete, cosa non fare e cosa fare. Il discorso termina con la promessa di un dono smisurato e traboccante di Dio, nascosto dietro i verbi al passivo.
Le parole belle di Gesรนโฆ cosiโ difficili
Lโascolto di questo Vangelo genera in noi una specie di nostalgia. Sono parole belle, che evocano relazioni armoniche e pacifiche; le relazioni come ยซsarebbe bello che fosseroยป e non sono. La nostalgia affiora perchรฉ siamo creati, nel desiderio e nel progetto di Dio, per essere e vivere cosรฌ come Gesรน ci indica. La Parola entra in vibrazione con il nostro cuore, lรฌ dove รจ stato riversato lโamore di Dio per mezzo dello Spirito Santo (cf Rm 5,5).
Le parole belle di Gesรน ci appaiono facili sulla sua bocca, ma difficilissime per noi. Subito alla nostalgia subentra lo sguardo sulla nostra fragile realtร ed esclamiamo: ยซnon se ne sono capace!ยป. Eโ una affermazione molto onesta, perchรฉ davvero non siamo capaci di amare come il Signore ci chiede. Ma questa nostra onesta constatazione รจ solo il punto di partenza, non di arrivo. La misericordia e il perdono, infatti, sono un cammino da intraprendere e percorrere. Quello che รจ davvero terribile per un cristiano non รจ lโincapacitร , ma lโincredulitร di fronte alla Parola fino al punto di relegarla nellโirrealtร : ยซsono belle parole, ma impossibili!ยป.
Capire quello che il Signore ci chiede
Ascoltare, prima che mettere in pratica, vuol dire capire. Gesรน ci parla dei nemici, cioรจ di coloro che ci fanno del male coscientemente e deliberatamente (violenza, furto, omicidio, calunniaโฆ). Nelle sue parole cโรจ una netta e forte antitesi: amate i vostri nemici, di fronte alla quale la nostra affettivitร istintivamente si ribella e si chiude. Si puรฒ comprendere cosรฌ: ยซamate i vostri nemici cosรฌ come sono, in quanto nemiciยป, cioรจ con la consapevolezza che al momento (o forse per sempre) sono persone ostili verso le quali non possiamo sentire quellโamore di attrazione e corresponsione che proviamo nellโamicizia, nel matrimonio, nella parentela. Con i nemici siamo in una situazione totalmente opposta, problematica e molto spesso dolorosissima. Nei loro confronti รจ richiesto un amore che non si basa sul trasporto affettivo, ma sulla volontร . Il suo contenuto รจ, innanzitutto, quello di non volere il male di chi ci fa del male. Il Signore non ci chiede immediati quanto falsi โperdonismiโ, ma di attestarci su questo punto base: rifiutarci di rispondere al male con il male, volere il bene e la conversione di chi ci รจ nemico. Questo รจ il primo passo per un possibile/sperabile cammino di pacificazione interiore e di riconciliazione.
Capire vuol dire anche dare il giusto nome alle cose. Ci vuole un discernimento per distinguere le situazioni che facciamo rientrare nella categoria dellโinimicizia. Spesso, al di lร di torti oggettivamente gravi, non diamo il giusto peso a quello che ci viene fatto e tutto ci appare grave. Non puรฒ essere cosรฌ! Altrettanto spesso appiccichiamo lโetichetta di nemico a chi non รจ in linea con il nostro pensiero, oppure a chi con la sua presenza disturba e mette in discussione le nostre prassi, le abitudini, il quieto vivere. In sostanza, molto spesso il โdiversoโ diventa โnemicoโ ai nostri occhi. In questi casi non abbiamo reali nemici, ma siamo noi che ci facciamo nemici, e non prossimi.
Misericordiosi come il Padre
Lโamore che Gesรน ci chiede non รจ una nostra costruzione, ma ha la sua origine e la sua possibilitร dโessere nellโamore di Dio per noi. Quanto piรน accogliamo, sperimentiamo e riconosciamo la misericordia, la benignitร , la fiducia che Dio ha verso di noi, tanto piรน possiamo porci nello stesso modo verso gli altri. Gesรน per primo, ha vissuto quello che vuole da noi, cioรจ guardare ad ogni uomo come un fratello. Meditiamo sulla sua pazienza di fronte agli oppositori che volevano la sua morte, sulla sua non violenza di fronte al soldato che lo schiaffeggia, sul suo perdono dalla croce. Gesรน ci ha insegnato con la sua vita a non dare spazio al rancore, alla violenza, alla vendetta. Nel suo vocabolario la parola nemico non esiste. Seguire Gesรน su questa strada non รจ facile, nรฉ indolore; ci vuole il sacrificio e lo sforzo di una volontร che ama e vuole amare.
Quello che ha sostenuto Gesรน e che solo puรฒ sostenere anche noi รจ la stretta relazione con il Padre coltivata nellโascolto e nella preghiera. Allora la Parola di Dio diventa nostra vita, allora lโAmore trinitario in noi si rivela davvero liberante e possiamo osare relazioni nuove, da cristiani, figli dellโAltissimo.
