Ci meravigliamo ascoltando il profeta Isaia che parla del Servo del Signore, amato da Dio, da lui prediletto, da lui inviato agli uomini, eppure proprio da essi disprezzato e rifiutato. La sofferenza che egli deve affrontare, il profeta l’attribuisce alla volontà di Dio, che ad ogni costo vuole salvare gli uomini! Tale sofferenza non è perciò inutile, frutto di disobbedienza, anzi! Il Servo si è tanto immedesimato alla volontà del suo Dio, da offrirsi a viverla spontaneamente a favore proprio di coloro che l’hanno rifiutato! Egli avrà quindi la giusta ricompensa: potrà iniziare un popolo nuovo, formato da persone obbedienti, un popolo che continuerà a realizzare la volontà di Dio! Chi forma questo popolo si ritrova purificato, santificato, proprio perché il Servo si è addossato tutte le loro iniquità!
Gesù conosce questa Scrittura e sa che essa descrive la propria missione. Prima velatamente, e poi sempre più chiaramente, ne parla con i discepoli. Con essi non vuole tenere segreti. La rivelazione di questo mistero è tanto importante, perché da esso dipende la salvezza loro e di tutto il mondo. Essi stessi ne saranno testimoni, anzi, dovranno esserne partecipi. Le occasioni per parlarne sono molte, e quella di oggi è particolarmente significativa.
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Due discepoli manifestano apertamente un desiderio che rivela l’inconsistenza delle loro aspettative. Essi seguono Gesù attendendosi, da questa loro «fatica», dei posti di privilegio nel regno che egli instaurerà; questo regno essi lo intendono in maniera del tutto materiale! È una grande delusione per il Signore: egli si accorge che i discepoli non hanno ancora compreso la sua missione. Essi non hanno ancora imparato da lui a farsi servi di tutti e a cercare l’ultimo posto: vogliono infatti primeggiare, e non ricordano che egli aveva detto che volontà di Dio per lui era l’esser rifiutato da parte di coloro che contano, e quindi soffrire e morire.
Quest’ultima dimenticanza è ritenuta da Gesù la causa della loro incomprensione, e subito vi fa riferimento, chiedendo ai due fratelli non solo di ricordare le sue parole, ma anche di manifestare la disponibilità a condividere la sofferenza della sua missione. Essi danno una bella risposta al Signore: ritengono di poter essere uniti a lui anche nella tribolazione.
Questa è la gloria più grande dei discepoli: portare la croce dietro a Gesù! Essi stessi lo diranno nella loro predicazione e nei loro scritti: “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo” (Gal 6,14).
I due discepoli che hanno osato chiedere i posti privilegiati non sono diversi dagli altri dieci. Anche questi hanno ambizioni, desideri, attese che rivelano ignoranza ed egoismo. Gesù li chiama attorno a sé con cura amorosa e spiega con parole semplici e chiare: quanto essi desiderano e sognano rientra nella normalità dei desideri degli uomini di questo mondo, ma il regno di Dio è diverso, si basa su fondamenta diverse, si sviluppa con criteri diversi, porta frutti diversi. Egli li ha scelti come discepoli perché vivano in maniera diversa da tutti, ignorando la fame di ambizione e la sete di potere, tipica degli uomini importanti. I discepoli di Gesù si faranno piccoli, faranno vedere come è la regalità del Padre mettendosi a servire tutti, e prima di tutto i piccoli, i poveri, i sofferenti, coloro che Dio guarda con benevolenza, per manifestare loro concretamente la sua paternità. Tutti gli uomini hanno bisogno di conoscere l’amore tenero e fedele di Dio, perciò per tutti il discepolo del Signore sarà un servitore, portatore dell’amore del Padre. Questo è lo spirito con cui i cristiani vivranno quando si troveranno in posti di responsabilità ecclesiale e civile, anche quando avranno incarichi di rilevanza politica nel mondo. Questo è infatti l’atteggiamento fatto proprio e manifestato da Gesù stesso.
Egli è il nostro sommo Sacerdote, dice la lettera agli Ebrei, è rappresentante di Dio per noi. Essendo uomo, egli ha sperimentato la nostra debolezza, conosce la nostra precarietà e le nostre tentazioni. Possiamo perciò accostarci a lui con piena fiducia, senza soggezione. Da lui viene a noi la misericordia, la forza e la gioia necessarie per poterci offrire a realizzare il disegno di Dio e dar sollievo ai fratelli nelle loro necessità. Con il suo aiuto manifesteremo anche noi quindi la bellezza e la grandezza del Dio che ama gli uomini.
Partecipando alle sofferenze di Gesù avremo la gioia di essere partecipi della sua gloria!
Donaci, o Dio, la sapienza del cuore!
A cura della Casa di Preghiera S.Maria Assunta – Tavodo -Via della Pieve, 3 – 38078 SAN LORENZO DORSINO – TN
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XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B
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- Colore liturgico: Verde
- Is 53,2.3.10-11; Sal. 32; Eb 4, 14-16; Mc 10, 35-45
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.
Mc 10, 35-45
Dal Vangelo secondo Marco
35Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». 37Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». 38Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». 39Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
41Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. 42Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. 43Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, 44e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. 45Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 21 – 27 Ottobre 2018
- Tempo Ordinario XXIX
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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