Commento al Vangelo del 2 giugno 2013 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

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GESร™ SI FA CIBO

Un neonato non sa fare niente se non succhiare dal seno di sua madre, perchรฉ il nutrirsi รจ il bisogno assolutamente primario di ogni uomo, ma soddisfare quella necessitร  non รจ tutto. Non di solo pane vive lโ€™uomo, significa che non siamo fatti solo di carne e anche lo spirito vuole il suo nutrimento. รˆ un fatto che il nostro occidente super alimentato, spiritualmente รจ alla fame e i risultati sono sotto i nostri occhi. Il Maestro guarda questo mondo affamato e sfida i suoi discepoli, cioรจ noi: dategli voi stessi da mangiare. Ci dice due cose, da una parte che non possiamo farcela da soli e dโ€™altronde che lui รจ pronto a moltiplicare i nostri poveri sforzi. La miseria di quei pochi pani e pesci diventa ricchezza inesauribile. รˆ interessante anche notare che non รจ lui a distribuirli, ma ancora una volta sono i suoi a farlo. Gesรน ci invita a riflettere sul nostro modo di nutrirci e a diventare suoi collaboratori e strumenti. Questo miracolo, come tutti gli altri narrati nel Vangelo, รจ un segno di una realtร  piรน profonda. Gesรน nutre tutta questa gente per mostrare che lui รจ il pane e il nutrimento di cui il mondo ha bisogno. Il cibo che noi mangiamo ogni giorno viene assimilato dallโ€™organismo e diventa parte del corpo, carne, sangue e ossa. Il Maestro si lascia mangiare da noi per diventare parte di noi. Il suo sacrificio sulla croce, non รจ solo qualcosa che appartiene al passato, ma si rinnova ad ogni messa e ci accompagna per tutta la vita, proprio come la necessitร  di mangiare. Gesรน ci insegna a chiedere ogni giorno il nostro pane, cioรจ a desiderare non solo il cibo, ma anche il sostegno dello spirito, cioรจ lui stesso. Mangiare del suo corpo รจ dunque una necessitร  fondamentale della vita cristiana. Questo va capito. รˆ chiaro che non ci si deve accostare alla comunione con leggerezza, ma non รจ strettamente necessario essersi confessati un attimo prima, a meno che non si siano commessi peccati gravi. Lโ€™eucaristia non รจ un premio, ma un sostegno. Del cibo ne hanno bisogno gli affamati, non quelli che sono giร  sazi. Per cui noi dobbiamo fare la comunione con grande umiltร , riconoscendo tutti i nostri limiti, ma capendo che proprio per questa nostra debolezza abbiamo bisogno di nutrimento. Gesรน ha dato la sua vita per noi, ha versato il suo sangue, ci invita alla sua tavola, vuole essere parte di noi: come possiamo respingere o sottovalutare questa grandissima opportunitร ? Oggi introduciamo Clelia e Samuele in questo mistero. Sentiamo la responsabilitร  di dar loro il buon esempio e di aiutarli a capire sempre di piรน la ricchezza del dono che Gesรน ci fa.

Lc 9, 11-17
Dal Vangelo secondoย Luca

In quel tempo, Gesรน prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: ยซCongeda la folla perchรฉ vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona desertaยป.
Gesรน disse loro: ยซVoi stessi date loro da mangiareยป. Ma essi risposero: ยซNon abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa genteยป. C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: ยซFateli sedere a gruppi di cinquanta circaยป. Fecero cosรฌ e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzรฒ gli occhi al cielo, recitรฒ su di essi la benedizione, li spezzรฒ e li dava ai discepoli perchรฉ li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietร  e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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