Commento al Vangelo del 18 settembre – a cura di Ileana Mortari

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โ€œNon potete servire a Dio e a mammonaโ€

Lโ€™uso dei beni รจ uno dei temi piรน frequenti nel terzo vangelo, scritto nellโ€™80 circa d. Cr. per una comunitร  in cui, a fronte di un crescente benessere economico, si poneva sempre piรน fortemente lโ€™interrogativo circa i rapporti tra il cristiano e la ricchezza. Luca dedica allโ€™argomento lโ€™intero capitolo 16, costituito da due parabole e da alcuni detti, qui radunati perchรฉ incentrati appunto su tale tema.

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[ads2]La prima parabola (detta dellโ€™amministratore astuto) suscita notevoli perplessitร  perchรฉ sembra proporre a modello di vita un uomo disonesto e truffaldino. In realtร , poichรฉ si tratta di una parabola, il testo non va considerato alla stregua degli insegnamenti espliciti di Gesรน, ma come il racconto di unโ€™esperienza tratta dalla vita comune, e dunque ben nota allโ€™uditorio, in cui a un certo punto emerge un motivo dominante e decisivo: รจ la cosiddetta โ€œpuntaโ€ della parabola, lโ€™elemento su cui lโ€™ascoltatore รจ chiamato ad esprimere un giudizio e a confrontare la propria vita. Nel testo in esame รจ il v. 8: โ€œIl padrone lodรฒ quellโ€™amministratore disonesto, perchรฉ aveva agito con scaltrezzaโ€.

Nellโ€™originale greco il termine โ€œfronimosโ€ non ha unโ€™accezione negativa, come puรฒ sembrare dalla traduzione; lo ritroviamo infatti in altri passi evangelici con un significato nettamente positivo: ragionevole, giudizioso, prudente, saggio (cfr. Luca 12,42: lโ€™amministratore fedele e saggio; Matteo 7,24: lโ€™uomo saggio che costruisce la sua casa sulla roccia e Matteo 25, 3: le vergini sagge che presero con sรฉ anche dellโ€™olio di riserva) e dallโ€™insieme del contesto scritturistico, anche veterotestamentario, risulta che saggio รจ chi non rifiuta obbedienza al progetto di Dio.

Ora, al di lร  della vicenda concreta (di cui tra lโ€™altro ignoriamo troppi particolari per darne una valutazione adeguata), quello che sta a cuore a Gesรน รจ mostrare come, in una situazione assolutamente disperata, che si รจ abbattuta sullโ€™amministratore senza alcuna possibilitร  di scampo, il protagonista dellโ€™episodio abbia saputo comportarsi con prontezza, lucida determinazione e ingegnandosi al massimo in vista dellโ€™obiettivo, al punto da meritare lโ€™elogio del padrone stesso.

Fuor di metafora, la sconsolata considerazione che โ€œi figli di questo mondo sono piรน scaltri (cioรจ โ€œpiรน saggiโ€) dei figli della luceโ€ (v.8) vuole essere un richiamo a vivere la propria fede non in maniera superficiale, amorfa, banale, attestata su un basso profilo, ma impegnando al massimo le nostre energie e risorse, come fanno generalmente quanti – al tempo di Gesรน e in ogni epoca storica – sono pronti a sacrificare tutto pur di raggiungere al massimo grado ricchezza, successo, potere.

Nel seguito del brano vediamo poi come Luca abbia applicato tale insegnamento del Signore a quel tema che gli stava tanto a cuore, visto che costituiva un pressante interrogativo nella sua comunitร : lโ€™uso dei beni terreni.

Anzitutto questi ultimi vengono definiti โ€œdisonesta ricchezzaโ€, โ€œmamonร  tes adikรฌasโ€ nellโ€™originale greco, cioรจ โ€œricchezza frutto di ingiustiziaโ€. Perchรฉ?

Dalle pagine della Scrittura emerge che, se la ricchezza puรฒ anche essere un bene, in quanto segno della benevolenza di Dio (cosรฌ viene detto in molte pagine dellโ€™Antico Testamento), molto piรน spesso essa รจ un male, perchรฉ alimenta lโ€™aviditร , lโ€™egoismo e lโ€™insensibilitร  e provoca gravi ingiustizie, come si vede bene anche dalla prima lettura, tratta dal profeta Amos; la ricchezza รจ un male perchรฉ illusoria e fallace: promette la felicitร , ma โ€œnon giova nel giorno della sventuraโ€ (Sirac.5, 8); la ricchezza รจ un male soprattutto perchรฉ lโ€™attaccamento ad essa si insinua e prende piede nel cuore dellโ€™uomo al punto da divenirne padrone, un idolo che si sostituisce al vero Signore.

Tutto questo รจ contenuto nel termine che scandisce la seconda parte della pericope lucana: โ€œmammonaโ€, una parola aramaica che indica stabilitร  economica, potenza, proprietร , sicurezza, ciรฒ in cui lโ€™uomo ripone tutta la sua fiducia. Eโ€™ molto significativo che la radice di questo termine, โ€œโ€™amanโ€ (= credere, fidarsi, essere fedele), sia la stessa da cui deriva la parola โ€œfedeโ€, che sta alla base del โ€œcredoโ€ di Israele: โ€œSe non crederete, non avrete stabilitร โ€ dice Isaia (cap.7, 9).

Per questo, nellโ€™applicazione della parabola, Luca ci offre delle indicazioni molto chiare. Ci invita per prima cosa ad esaminarci nel profondo, per vedere qual รจ lโ€™assoluto della nostra esistenza: โ€œNessun servo puรฒ servire a due padroni: o odierร  lโ€™uno e amerร  lโ€™altro oppure si affezionerร  allโ€™uno e disprezzerร  lโ€™altro. Non potete servire a Dio e a mammonaโ€ (v.13).

Di conseguenza, nella gestione dei beni cโ€™รจ un solo modo per evitare che essi divengano nostri โ€œpadroniโ€: โ€œProcuratevi amici con la disonesta ricchezzaโ€ฆ..โ€ (v.9), cioรจ: condividete con chi ha meno di voi; รจ il richiamo, ricorrente nellโ€™Antico e nel Nuovo Testamento, al dovere dellโ€™elemosina, che tra lโ€™altro nella Bibbia e nella tradizione ebraica non significa dare qualche spicciolo, ma ristabilire la giustizia infranta, cioรจ – potremmo dire con un linguaggio di dominio comune – usare la ricchezza per una โ€œnuova solidarietร โ€. Anzi, come dice Don Ciotti, ogni cristiano รจ chiamato ad essere un volontario permanente che condivide con i fratelli i beni materiali e spirituali ricevuti in dono dal suo unico Signore.

Ileana Mortari – Sito Web

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XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

[ads2]Lc 16, 1-13
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesรน diceva ai discepoli:
ยซUn uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamรฒ e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perchรฉ non potrai piรน amministrare”.

L’amministratore disse tra sรฉ: “Che cosa farรฒ, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farรฒ perchรฉ, quando sarรฒ stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamรฒ uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodรฒ quell’amministratore disonesto, perchรฉ aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce.

Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร  a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Chi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importanti; e chi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderร  quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darร  la vostra?
Nessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร  l’uno e amerร  l’altro, oppure si affezionerร  all’uno e disprezzerร  l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 18 – 24 Settembre 2016
  • Tempo Ordinario XXV, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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