Commento al Vangelo del 18 settembre 2016 – p. Ermes Ronchi

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Coloro che abbiamo servito ci accoglieranno in cielo

Un peccatore che fa lezione ai discepoli, Gesรน che mette sulla cattedra un disonesto. E mentre lo fa, lascia affiorare uno dei suoi rari momenti di scoramento: i figli di questo mondo sono piรน scaltri di voi, figli della luce. Imparate, fosse anche da un peccatore.
L’amministratore disonesto fa una scelta ben chiara: farsi amici i debitori del padrone, aiutarli sperando di essere aiutato da loro.

[ads2]Ed รจ cosรฌ che il malfattore diventa benefattore: regala pane e olio, cioรจ vita. Ha l’abilitร  di cambiare il senso del denaro, di rovesciarne il significato: non piรน mezzo di sfruttamento, ma strumento di comunione. Un mezzo per farci degli amici, anzichรฉ diventare noi amici del denaro.
E il padrone lo loda. Per la sua intelligenza, certo, ma mi pare poca cosa. Chissร , forse pensa a chi riceverร  cinquanta inattesi barili d’olio, venti insperate misure di grano, alla gioia che nascerร , alla vita che tornerร  ad aprire le ali in quelle case.

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E qui il Vangelo regala una perla: fatevi degli amici con la disonesta ricchezza perchรฉ, quando essa verrร  a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
Fatevi degli amici. Gesรน raccomanda, anzi comanda l’amicizia, la eleva a programma di vita, vuole che i suoi siano dei cultori dell’amicizia, il comandamento piรน gioioso e piรน umano.
Fatevi amici con la disonesta ricchezza. Perchรฉ disonesta? Giovanni Crisostomo scrive: potreste voi dimostrare che la ricchezza รจ giusta? No, perchรฉ la sua origine รจ quasi sempre avvelenata da qualche frode. Dio all’inizio non ha fatto uno ricco e uno povero, ma ha dato a tutti la stessa terra.
E aggiunge: amici che vi accolgano nelle dimore eterne.

Sulla soglia dell’eternitร  Gesรน mette i tuoi amici, ed รจ alle loro mani che ha affidato le chiavi del Regno, alle mani di coloro che tu hai aiutato a vivere un po’ meglio, con grano e olio e un briciolo di cuore.
La Porta Santa del tuo cielo sono i tuoi poveri. Nelle braccia di coloro ai quali hai fatto del bene ci sono le braccia stesse di Dio.

Questa piccola parabola, esclusiva del racconto di Luca, cerca di invertire il paradigma economico su cui si basa il nostro mondo, dove โ€œciรฒ che conta, ciรฒ che da sicurezzaโ€ (etimologia del termine aramaico โ€œmammonaโ€) รจ il denaro.
Per Gesรน, amico della vita, invece รจ la cura delle creature la sola misura dell’eternitร .
Nessuno puรฒ servire due padroni. Non potete servire Dio e la ricchezza. Il culto della ricchezza, dare il cuore al denaro, esserne servi anzichรฉ servirsene, produce la malattia del vivere, la disidratazione del cuore, il tradimento del futuro: ami il tuo denaro, lo servi, e allora non c’รจ piรน nessun povero che ti apra le porte del cielo, che apra un mondo nuovo.

p. Ermes Ronchi | Fonte

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XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Lc 16, 1-13
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesรน diceva ai discepoli:
ยซUn uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamรฒ e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perchรฉ non potrai piรน amministrare”.

L’amministratore disse tra sรฉ: “Che cosa farรฒ, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farรฒ perchรฉ, quando sarรฒ stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamรฒ uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodรฒ quell’amministratore disonesto, perchรฉ aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono piรน scaltri dei figli della luce.

Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perchรฉ, quando questa verrร  a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Chi รจ fedele in cose di poco conto, รจ fedele anche in cose importanti; e chi รจ disonesto in cose di poco conto, รจ disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderร  quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darร  la vostra?
Nessun servitore puรฒ servire due padroni, perchรฉ o odierร  l’uno e amerร  l’altro, oppure si affezionerร  all’uno e disprezzerร  l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezzaยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 18 – 24 Settembre 2016
  • Tempo Ordinario XXV, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo C | Anno II, Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

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