Commento al Vangelo del 18 Luglio 2021 – don Giovanni Berti (don Gioba)

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Vi รจ mai capitato di commuovervi vedendo un film o assistendo ad unโ€™opera teatrale? Ogni tanto capita anche a me e la cosa, se ci penso, la trovo razionalmente assurda e a posteriori mi fa sorridere. La cosa buffa รจ quando guardando un film una seconda o terza volta, e cโ€™รจ sempre quel punto in cui mi commuovo sento una stretta alla pancia e gli occhi si inumidisconoโ€ฆ anche se conosco giร  la storia e sono pienamente consapevole che sono solo attori che stanno recitando una parte di una storia spesso inventata.

Anche Gesรน si commuoveva, anche lui ogni tanto sentiva quella stretta alla pancia e probabilmente gli scendevano lacrime che non riusciva a trattenere. Non gli succedeva ovviamente davanti ad un film, ma quando incrociava le storie di dolore delle persone reali del suo tempo. Anche con lui potremmo razionalmente pensare che questa improvvisa commozione รจ una cosa assurda, dato che lui era Dio e sapeva bene tutto quello che succede e che soprattutto poteva risolvere con poco ogni situazione anche la piรน drammatica. Eppure il racconto del Vangelo non nasconde questa commozione, che nel termine greco โ€œcommozioneโ€ usato dallโ€™evangelista si fa riferimento proprio la stretta alle viscere tipica della madre quando si preoccupa del proprio figlio. E nel caso di Gesรน non si tratta di una recita ma di umanissima e vera commozione.

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Gesรน come uomo e come maestro del suo tempo la sofferenza non รจ mai indifferente. Il soffrire umano di qualsiasi tipo mette in secondo piano tutto il resto, e questo รจ ben raccontato dallโ€™evangelista che ci narra come i piani di riposo (giusto e doveroso) degli apostoli con Gesรน viene sovvertito dalla folla che cerca il Maestro anche lร  dove si vorrebbe riposare. Gesรน vede in questa folla che lo cerca, con tanti problemi diversi e diverse storie, un elemento comune, cioรจ sono dispersi come un gregge che non ha pastore (e qui lโ€™evangelista fa ricorso ad una immagine molto cara alla Bibbia, quella del pastore che raduna e custodisce il gregge, e che Gesรน stesso applicherร  a se).

La dispersione porta alla solitudine e alla contrapposizione, mentre cโ€™รจ davvero bisogno di ritrovare il senso di condivisione e di comunitร  proprio nei momenti piรน difficili. La cosa che appare strana nel racconto รจ che la prima cosa che fa Gesรน per questa folla carica di problemi di ogni tipo รจ mettersi ad insegnare. Non รจ perรฒ un distributore di consigli superficiali, ma un maestro di unitร , uno che proprio commuovendosi prima e occupandosi di loro subito dopo, insegna lโ€™amore di Dio con i fatti ancor prima che con teorie. Gesรน scendendo dalla sua barca, rompendo lo schema dei suoi piani e mettendosi prima in ascolto di loro e del suo stesso cuore, diventa maestro di umanitร , quella umanitร  vera che ci rende simili a Lui e a Dio stesso. Se ci commuoviamo davanti ad un film con attori che recitano, รจ segno che non abbiamo un cuore di pietra e un cervello di plastica, ma abbiamo la possibilitร  di farci โ€œtoccareโ€ dentro dalle storie delle persone. Dio stesso si commuove attraverso il cuore umano di Gesรน, e solo cosรฌ lโ€™umanitร  non viene dispersa in piccole isole di solitudine senza scampo.

Se ascoltiamo il nostro cuore e ci alleniamo a guardare lโ€™altro e la sua storia con disponibilitร , arriveremo davvero ad assomigliare a Gesรน, non tanto nei poteri soprannaturali delle sue mani, ma in quello che davvero caratterizzava in modo straordinario il Figlio di Dio in terra, il suo cuore.


Fonte: il blog di don Giovanni Berti (“in arte don Gioba”)