Tentati da Satana, sorretti dal Padre!
Parlare pubblicamente di satana, diavolo, demonio, oggi puรฒ significare essere presi per persone poco serie, affabulatori di infima categoria se non addirittura una sorta di romanzieri. Eโ un pericolo serio e seriamente va preso e considerato in barba alla โtentazioneโ teologica di escludere il Maligno dalla vita di fede del cristiano, dalla realtร quotidiana che ogni cristiano vive nelle piccole e grandi prove della vita, coscienti che non tutte le tentazioni sono causa del maligno ma, sicuramente, il maligno รจ sempre causa di tentazione ove egli agisce.
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Che il compito dell’avversario, del maligno, sia quello di tentare e provare a far perdere il dono della vita eterna agli uomini penso debba essere un dato evangelicamente acquisito anche se, a dir del vero, non possiamo mai omettere le reali responsabilitร personali che i cristiani compiono di propria e consapevole volontร nel peccato e nelle scelte contro lโAmore di Dio. Come dire: il compito del maligno รจ tentare – รจ il suo lavoro! – ma la decisione di peccare รจ lasciata sempre alla nostra responsabilitร . Posso essere tentato di appropriarmi di una borsa lasciata incustodita o smarrita, lโopera del maligno รจ farmi vedere questa cosa come buone e desiderabile, magari proprio in un momento in cui ho bisogno, ma la decisione di prendere e appropriarmi della borsa sarร mia, frutto del mio sacco!
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Dare la colpa al solo demonio รจ piuttosto riduttivo e pericoloso, ma per un cristiano lo รจ anche considerare la tentazione ed il peccato come solo frutto della decisione personale, si tratta, quindi, di mantenere sempre un equilibrio ed una coscienza tra quella che รจ una tentazione, e chi probabilmente me la propone, e ciรฒ che liberamente decido dopo aver valutato, nella mia coscienza, il bene da compiere ed il male da evitare.
Ci sarร , in questo, sempre una libertร a cui fare riferimento che stabilirร , di fronte a Dio, il bene compiuto ed il male fatto, ricordando che la mia coscienza farร i conti sempre con questa scelta.
La libertร di decidere รจ talmente importante che, nel caso di possessione diabolica, il demonio puรฒ straziare un figlio di Dio e usarlo per fargli fare o dire nefandezze, ma non puรฒ riuscire a fargli perdere la figliolanza e la vita eterna perchรฉ non possiederร mai la sua libertร , la sua coscienza, la sua anima, la sua capacitร di decidere il bene da fare, per questo il male che il posseduto soffre, liberamente accettato, con pazienza e sopportazione, diventano causa di merito e santitร proprio perchรฉ egli ha potuto usare la sua libertร per pazientare e sopportare e magari offrire le sue sofferenze per il bene di qualcuno, non essendo colpevole di nessuna nefandezza che lo spirito maligno gli ha fatto compiere durante la possessione.
Ma la tentazione non รจ la possessione e, in un certo senso, la libertร per il bene da fare ed il male da evitare รจ ancora piรน importante: la tentazione รจ si una prova ma, nella prospettiva dellโamore salvifico di Dio, la prova รจ anche lโoccasione piรน importante che gli uomini hanno per confermare la propria figliolanza e per aderire alla Salvezza esercitando la propria libertร : ยซNessuno che non abbia fatto esperienza delle tentazioni potrร entrare nel regno dei cieli. Togli infatti le tentazioni e non ci sarร nessuno che si salvaยป, cosรฌ SantโAtanasio ci riporta un detto di SantโAntonio del deserto.
Dire quindi sono tentatoโ, dire โsono liberoโ e dire โvoglio salvarmiโ รจ per il cristiano dire la stessa cosa o, almeno, un buon cristiano deve sempre considerare la โprova della tentazioneโ come lโoccasione per esercitare la libertร dei figli di Dio, di accogliere quella fede vera e salvifica che genera autenticitร e si tiene lontana da quella fede che โtentaโ Dio chiedendogli continuamente le cose sbagliate โ segni, miracoli, apparizioni, prodigi โฆ -, una fede cioรจ che non va da nessuna parte. A chi obietta il contrario posso anche suggerire di riflettere sulle parole del Padre Nostro che chiedono al Padre di non โabbandonarci nella tentazioneโ (come la Chiesa ha recentemente sentito lโesigenza di sottolineare, cambiando, precisandole, le parole della preghiera!), e di non aver paura di affrontare qualsiasi tentazione perchรฉ, se il Padre la permette, รจ solo per il nostro bene, la nostra dignitร , la nostra salvezza: il padre non sa che farsene di automi programmati e freddi, il Padre ci desidera figli liberi che liberamente lo scelgono come Padre, riconoscendolo volontariamente e coscientemente fra migliaia di falsi padri che chiedono agli uomini di diventare loro burattini. Il demonio divisore, non potendo avere veri figli, deve accontentarsi solo di burattini che quando si รจ stufato di manovrare getta nel fuoco!
Quindi, leggere nei Vangeli le tentazioni di Gesรน nel deserto, dovrebbe dare immediatamente la percezione della libertร e la Potenza Divina che abitano il Cristo! Gesรน non รจ spinto nel deserto semplicemente per mostrare come si vince la tentazione, egli ci mostra lโenorme dignitร della libertร cristiana che non รจ vittima dellโavversario tentatore ma protagonista di quella vita che, seppur tentata, รจ destinata ad essere servita dagli angeli, destinata cioรจ alla vita eterna, alla Resurrezione che Cristo, vero prototipo dei figli e degli uomini liberi, ci ha guadagnato salendo liberamente sul trono della croce.
Nelle tentazioni di Gesรน nel deserto siamo invitati a leggere lo statuto dellโuomo libero ed in cammino verso la salvezza, certo, Gesรน ci mostra e apre a noi la strada non esentandoci dalla fatica di seguirla, sempre sottolineando la dignitร e la grandezza della libertร umana che quando si decide per il bene, ogni bene, si incammina sempre anche verso il suo bene piรน grande, la salvezza, la resurrezione, anche se subito non gli รจ evidente, ed รจ proprio su questa evidenza, sul bisogno che abbiamo di renderci conto dellโimportanza della nostra libertร e del dono della salvezza, che il tempo della Quaresima si svolge e viene ad aiutarci: invece di pensare alla Quaresima semplicemente come ad un periodo in cui bisogna โfareโ delle cose, cominciamo a pensarlo come un tempo che ci viene dato in dono per essere qualcuno, per confermare la nostra figliolanza, affermare la nostra libertร al bene. Le strade sono sempre quelle che il nostro โprototipoโ, il Cristo, ci mostra e ci invita a seguire โdietro di Luiโ: lโeterna Legge dellโAmore che salva, la beatifica volontร di amare Dio ed il prossimo che apre le vie al cielo, la volontร di affermare la libertร al bene ed il rifiuto del male in ogni situazione della vita. Non escludiamo anche la possibilitร che la quaresima ci offre di dare unโenorme sofferenza al demonio tentatore, sofferenza giusta che ci รจ sempre concessa, cioรจ dirgli di no e accusandolo delle sue menzogne, delle sue lusinghe, smontando il suo fascino con qualche decisione ed azione forte per il bene, combattere cosรฌ, con la libertร dei figli di Dio, colui il cui unico desiderio รจ dispiacere il Padre togliendogli i figli, dimostrandogli che il Padre non rimarrร mai senza figli anche se per esserlo, noi suoi figli, dobbiamo sempre un poโ lottare!
Parrocchia San Michele Arcangelo
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della Prima Domenica di Quaresima – Anno B
Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 18 Febbraio 2018 anche qui.
- Colore liturgico: Viola
- Gn 9, 8-15; Sal. 24; 1 Pt 3, 18-22; Mc 1, 12-15
Mc 1, 12-15
Dal Vangelo secondo Marco
12E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. 14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesรน andรฒ nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: ยซIl tempo รจ compiuto e il regno di Dio รจ vicino; convertitevi e credete nel Vangeloยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 18 – 24 Febbraio 2018
- Tempo di Quaresimaย I
- Colore Viola
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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