NELLA NOTTE DELLA FEDE L’ANNUNCIO DEL VANGELO ILLUMINA L’INCARNAZIONE NEI FATTI E NELLE PERSONE CHE VORREMMO RIMANDARE IN SEGRETO PERCHE’ INACCETTABILI

Ma la prima paura รจ quella di noi stessi. Figli nel Figlio, nel seno immacolato di Maria immagine della Chiesa abbiamo ricevuto le sembianze di Gesรน, la stessa natura di Dio. Ma nonostante ciรฒ, ci disprezziamo. Insidiati da target e obbiettivi sempre piรน esigenti non ci sentiamo mai allโaltezza. E i peccati a graffiarci e a gettarci nella depressione. ย
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Disprezzandoci, finiamo con il disprezzare. Si tratta, in fondo, della paura e dello scandalo di unโinfinita distanza, la lacerazione di una ferita sempre aperta tra la sublimitร della nostra vocazione e la nostra infinita inadeguatezza. Lo scandalo e la paura di Giuseppe di fronte a Maria e alla sua gravidanza.
Era accaduto qualcosa di strano, fuori dai calcoli e dalle regole: Dio, infatti, appare dove nessuno se lo aspetta. Senza preavviso, senza chiedere il permesso, al di lร di ogni legge. Addirittura al di lร della suaย stessa Legge. Maria, la โpromessa sposaโ di Giuseppe che ancora non era andata a vivere con lui per compiere le nozze, era rimasta incinta. Da schiantare il cuore. Lo schianto dellโIncarnazione, evento imprevisto sul crinale della Storia.
Eppure era cosรฌ dolce, cosรฌ speciale quella Ragazza. Che cosa poteva essere accaduto, che lampo di follia, che demonio si era scatenato? Giuseppe ora era tremante, impaurito, e cercava modi e parole per ovviare allโimponderabile. Era ancora troppo carnale per guardare al di lร della carne. Impossibile comprendere che la sua vocazione passava per quella prova.
Non poteva capire quello che era capitato a Maria. E Lei, senza dirgli una parola, muta serbava tutto nel suo cuore, nella certezza che lo stesso Dio che aveva parlato a Lei avrebbe parlato anche a Giuseppe.
Ma intanto Maria era scappata dalla cugina e le chiacchiere giravano. Giuseppe le ascoltava e non avrebbe voluto sentirle, erano tizzoni ardenti che gli ribollivano dentro. Che lotta sโera accesa nella sua anima. Non voleva accettare quello che il mondo aveva creduto, lโovvio e indubitabile, un peccato da punire e un disonore da lavare con il sangue.
Giuseppe era โgiustoโ e giustizia voleva lapidazione per una donna come Maria. Ma questo no, era troppo, piuttosto lโavrebbe โrimandata in segretoโ. Non si sarebbe mai piรน sposata, ma almeno le avrebbe salvato la vita. Una soluzione, la migliore possibile a chi ancora non ha ascoltato le parole dellโAngelo e vive nel perimetro della carne.
Come accade a noi, anche oggi, dinanzi alla nostra vita. Cerchiamo ricorsi umani, โgiustiโ per caritร , per chiudere nel fondo di un cassetto gli eventi e le persone che sfuggono alla logica e alla ragione.ย Non uccidiamo nessuno, non divorziamo e non scacciamo la figlia via di casa. Ci limitiamo a โrimandare tutto e tutti nel segretoโ. Niente scandali, ma nel cuore scende il gelo di una relazione ridotta a cadavere. Non ce la facciamo, proprio come Giuseppe, รจ troppo grande il mistero per mente e carne cosรฌ limitate, la nostra vocazione non puรฒ passare per la vita di oggi, cosรฌ misteriosa e dolorosaโฆ
Ma โmentre stava pensando a queste coseโ, Giuseppe piomba nel sonno stanco e incapace di reggere allโurto di quellโevento. Un sonno fecondo come quello di Adamo, ย un grembo benedetto dischiuso ad accogliere la sua paura, per generare in lui la fede che giร aveva dato frutto in Maria.
Il sonno che ci prende tante volte, al culmine dellโangoscia per le sorti delle persone care, la notte che avvolge presente e futuro e ci getta nello sconforto.ย Notte benedetta la notte della paura, come quella che vide la fede di Abramo sulla sommitร del Moria quando si disposeย ad offrire suo figlio Isacco; come quella che ingoiรฒ la superbia di Giacobbe e lo accompagnรฒ a conoscere il Signore dopo aver lottato con Lui sperimentando la propria debolezza; come quella della Pasqua che vide il Popolo passare indenne il mar Rosso e Cristo risorgere vittorioso dalla morte.
La notte di Giuseppe e la nostra, intrise di angoscia e paura, lo spettro del fallimento, i fendenti impietosi del demonio e la voce del messaggero ad annunciare il angelo: โGiuseppe, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perchรฉ quello che รจ generato in lei viene dallo Spirito Santoโ.ย Tua sposa. Agli occhi di Dio la promessa sposa รจ โgiร โ sposa.
Sรฌ, Dio รจ voluto scendere in territorio nemico, senza peccato il Figlio e la Madre si sono fatti peccati al di lร della Legge. Perchรฉ nessuno dubitasse dellโopera di Dio e tutti potessero accogliere un amore che, per donarsi, โnon ha conosciuto uomoโ. Per amore dei peccatori, Dio ha infranto le regole del mondo, la biologia del cosmo, tracciando, dallโeterno e per lโeterno, un cammino di salvezza tra le piaghe dellโumanitร peccatrice.
Dinanzi a Giuseppe come davanti a ciascuno di noi si svela cosรฌ il mistero dellโIncarnazione. E Giuseppe accogliendo lโannuncio che ha illuminato la notte, puรฒ accogliere Maria e Gesรน, Dio che salva. โSi desta dal sonnoโ,ย risuscita (secondo il significato dellโoriginale) dai dubbi e dalle paure, e, libero, puรฒ obbedire alla volontร di Dio.
Anche noi, in questa Novena che ci accompagna al Natale, ascoltiamo lo stesso annuncio: โNon temere di prendere con te la storia e le persone che Dio ti sta donandoโ. In esse vi รจ deposto il seme dello Spirito Santo. Non importa se le apparenze dicano il contrario, e gli occhi della carne sono incapaci di riconoscerlo. Ciรฒ non significa che non vi sia. Quando sibila il vento e si scatena la tempesta nessuno mette in discussione lโesistenza del soleโฆ
Solo la predicazione del Vangelo puรฒ illuminare la notte, destarci e aiutarci ad obbedire, perchรฉ la salvezza giunga in ogni angolo della storia. Come Maria โรจ giร โ sposa agli occhi di Dio cosรฌ ย il nostro matrimonio โรจ giร โ santo, anche se non riusciamo piรน a parlarci; nostra figlia โรจ giร perdonataโ, anche se non ascolta e sta buttando la sua vita; cosรฌ anche se ora non abbiamo lavoro, Dio non smette di guardarci e riconoscerci come suoi figli; basta solo ascoltare la sua voce e non indurire il cuore per โnon temere di prendere con noiโ,ย accettareย la disoccupazione, la precarietร , la malattia, il dolore. In tutto vi รจ deposta la sua Grazia!
Soprattutto, โnon temereโ di prendere su di noi i peccati degli altri: anche sotto le macerie del male e dei peccati, Dio ha deposto il suo seme di amore e di vita. Eโ Gesรน, neonato tra il letame e la povertร , la stalla che รจ la vita di ogni uomo.
Don Antonello Iapicca
Busshozan cho ko 31-1
761-8078 Takamatsu
JAPAN
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Quarta domenica di Avvento
- Colore liturgico: viola
- Is 7, 10-14; Sal.23; Rm 1, 1-7; Mt 1, 18-24
Mt 1, 18-24
Dal Vangelo secondo Matteo
Cosรฌ fu generato Gesรน Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovรฒ incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poichรฉ era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensรฒ di ripudiarla in segreto.
Perรฒ, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: ยซGiuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che รจ generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darร alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesรน: egli infatti salverร il suo popolo dai suoi peccatiยป.
Tutto questo รจ avvenuto perchรฉ si compisse ciรฒ che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: ยซEcco, la vergine concepirร e darร alla luce un figlio: a lui sarร dato il nome di Emmanueleยป, che significa “Dio con noi”.
Quando si destรฒ dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sรฉ la sua sposa.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 18 – 24 Dicembre 2016
- Tempo di Avvento IV, Colore viola
- Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
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