Commento al Vangelo del 10 giugno 2012 – don Mauro Pozzi

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Il commento al Vangelo della domenica a cura di don Mauro Pozzi parroco della Parrocchia S. Giovanni Battista, Novara.

GESรš SI FA CIBO

Nel vangelo che abbiamo letto domenica scorsa Gesรน ha promesso di essere con noi fino alla fine del mondo. Uno dei modi in cui si rende presente รจ nellโ€™ostia che consacriamo durante la messa. La prima volta che ha spezzato il pane per i suoi discepoli era durante la celebrazione della Pasqua ebraica. Voi sapete che quella festa per gli Ebrei ricorda la notte in cui si consumรฒ lโ€™ultima e la piรน terribile delle piaghe dโ€™Egitto. Il Faraone si ostinava a non lasciar partire il popolo e il Signore lo castigรฒ duramente facendo morire i primogeniti degli uomini e degli animali. Un angelo passรฒ attraverso il paese e risparmiรฒ solo gli Ebrei perchรฉ sulle loro porte cโ€™era un segno fatto col sangue di un agnello che ogni famiglia aveva sacrificato. Prima di lasciare le loro case essi mangiarono quellโ€™agnello arrostito sul fuoco, per cui furono salvati dal suo sangue e nutriti dalla sua carne. Da questo episodio e, rifacendoci anche al profeta Isaia che parla di Lui come dellโ€™Agnello condotto al macello, noi chiamiamo Gesรน lโ€™Agnello di Dio. Lโ€™Egitto rappresenta la schiavitรน del peccato, perchรฉ quando ci si comporta male si รจ infelici e prigionieri. Il Faraone รจ lโ€™immagine del demonio che non vuole lasciarci andare e ci vorrebbe schiavi del male, ma il Signore รจ molto piรน potente e lo costringe alla resa. Non siamo noi che vinciamo, ma รจ Dio che ci dร  la forza di vincere. Il viaggio che gli Ebrei fecero per arrivare alla terra promessa fu lunghissimo e faticoso e rappresenta la vita che non sempre รจ facile. Anche durante il cammino Dio non fece mancare il cibo dando al popolo la manna, un pane che scendeva dal cielo, ma era ancora un alimento materiale, immagine di quello che sarebbe stata lโ€™eucarestia. Un giorno Gesรน parlando nella sinagoga di Cafarnao disse: io sono il pane disceso dal cielo! Capite allora che grande regalo ci fa il Signore? Lui sa che la strada รจ lunga e difficile e dunque vuole sostenerci e darci forza per cui si fa lui stesso cibo per noi. Continuando il suo discorso disse ancora che chi mangia questo pane, cioรจ lโ€™ostia che รจ il suo corpo, avrร  la vita eterna e tutti quelli che ascoltavano esclamarono: Signore dacci sempre questo pane! Questa deve diventare la nostra preghiera, perchรฉ se ci manca la forza durante il cammino della vita rimarremo schiavi in Egitto. Il cibo quando รจ digerito diventa parte del corpo, diventa sangue, carne e ossa. Gesรน si fa mangiare da noi per diventare parte di noi. Ringraziamolo con tutto il cuore e non smettiamo mai di desiderare questo pane del cielo.

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Mc 14, 12-16. 22-26

Il primo giorno degli ร€zzimi, quando si immolava la Pa- squa, i discepoli dissero a Gesรน: ยซDove vuoi che an- diamo a preparare, perchรฉ tu possa mangiare la Pa- squa?ยป. Allora mandรฒ due dei suoi discepoli, dicendo loro: ยซAndate in cittร  e vi verrร  incontro un uomo con una brocca d’acqua; segui- telo. Lร  dove entrerร , dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’รจ la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepo- li?. Egli vi mostrerร  al piano superiore una grande sala arredata e giร  pronta; lรฌ pre- parate la cena per noiยป. I discepoli andarono e, entrati in cittร , trovarono come a- veva detto loro e prepararo- no la Pasqua. Mentre man- giavano, prese il pane e recitรฒ la benedizione, lo spezzรฒ e lo diede loro, di- cendo: ยซPrendete, questo รจ il mio corpoยป. Poi prese un calice e rese grazie, lo die- de loro e ne bevvero tutti. E disse loro: ยซQuesto รจ il mio sangue dell’alleanza, che รจ versato per molti. In veritร  io vi dico che non berrรฒ mai piรน del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrรฒ nuo- vo, nel regno di Dioยป. Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

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