Commento al Vangelo del 1 ottobre 2017 – Ileana Mortari (Teologa)

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Chi dei due ha compiuto la volontร  del padre?

La pericope odierna fa parte di una trilogia di parabole, dette โ€œdi rotturaโ€, pronunciate da Gesรน dopo il trionfale ingresso in Gerusalemme e nelle quali si ha il confronto-scontro decisivo tra il Nazareno e i capi giudaici.

Le tre parabole fanno immediatamente seguito allโ€™episodio in cui Gesรน, che si trova nel tempio di Gerusalemme ad insegnare, viene avvicinato dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo, che vogliono sapere da lui con quale autoritร  egli esercita il suo ufficio di maestro; e il Figlio di Dio, visto che essi non osano prendere posizione su Giovanni Battista, suo precursore, non dร  loro alcuna risposta e, a sua volta, propone il primo racconto parabolico.

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Ora, la parabola consiste in unโ€™interessante forma di strategia comunicativa, spesso utilizzata da Gesรน, che la mette in atto quando si trova di fronte ad interlocutori troppo condizionati dai loro pregiudizi o troppo sicuri di sรจ per accettare di mettersi in discussione.

Essa si compone di due momenti. Il primo consiste in un racconto fittizio, ma molto verosimile, tratto dallโ€™esperienza quotidiana e condotto secondo una logica stringente che coinvolge lโ€™ascoltatore, portandolo ad esprimere un giudizio equilibrato e oggettivo.

Nella seconda fase il narratore trasferisce il racconto fittizio alla realtร  dellโ€™interlocutore in forza di unโ€™analogia di struttura che il soggetto interessato non puรฒ piรน negare, prendendo atto cosรฌ che il precedente giudizio da lui formulato si applica magari proprio alla sua persona!

Estremamente eloquenti a questo proposito sono nellโ€™Antico Testamento lโ€™episodio di Davide e Natan (2 Samuele 12) e nel vangelo quello di Gesรน e Simone il fariseo narrato da Luca al cap.7 (vv.36-47). Ma anche nel brano di questa liturgia festiva possiamo constatare lโ€™efficacia del metodo parabolico.

Il racconto รจ molto stringato, essenziale: un uomo, proprietario di una vigna, ha due figli, che si comportano in modo opposto; il primo obbedisce a parole, ma poi non fa nulla; il secondo dapprima risponde negativamente al comando del padre di andare a lavorare nella vigna, โ€œma poi, pentitosi, ci andรฒโ€ (v.30). Il Nazareno chiede ai suoi interlocutori chi dei due ha veramente compiuto la volontร  del padre e la risposta, logica e conseguente, รจ che solo il secondo figlio lo ha fatto.

A questo punto Gesรน attua la successiva fase della sua strategia. Si rivolge direttamente a sacerdoti ed anziani facendo chiaramente capire loro che nel raccontino parabolico il padre rappresenta Dio e i due figli le due categorie di uomini nelle quali รจ divisa la societร  secondo il pensiero religioso giudaico: gli โ€œelettiโ€, i โ€œchiamatiโ€, tutti quelli che avevano risposto positivamente al Dio dellโ€™Alleanza, ma senza impegnarsi in una vera conversione del cuore; e gli indifferenti alla Legge, o addirittura i โ€œpeccatoriโ€, che, come il secondo figlio della parabola, erano ufficialmente e formalmente trasgressori della Legge di Dio, ma in realtร  avevano ascoltato e creduto alla predicazione di Giovanni Battista prima e di Gesรน dopo, si erano convertiti e avevano cambiato vita, adempiendo cosรฌ di fatto alla volontร  di Dio espressa nellโ€™insegnamento di Gesรน.

Le parole del Messia sono piuttosto dure, anzi scandalose, tanto che solo Matteo ha conservato lโ€™espressione โ€œi pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dioโ€ (v.31); gli altri evangelisti lโ€™hanno lasciata cadere.

Perchรฉ invece il primo evangelista lโ€™ha mantenuta? Perchรฉ esprime in modo lampante una precisa presa di posizione di Gesรน: egli non elogia certo pubblicani e prostitute in quanto tali, e in quanto pubblici peccatori, ma come persone che, di fronte a Cristo, hanno preso coscienza del loro peccato e hanno avuto la forza e il coraggio di convertirsi, cambiare vita e lasciare la vecchia strada peccaminosa. Eโ€™ questo che Gesรน vuole, che ogni suo seguace prenda coscienza del suo status di peccatore; perchรฉ, come ha affermato chiaramente S.Paolo, โ€œnon cโ€™รจ distinzione: tutti hanno peccatoโ€ (Rom.3,22-23)

Quanto ad anziani e sacerdoti, si sono giร  giudicati da sรฉ, dal momento che Gesรน mostra chiaramente che a loro alludeva il primo figlio della parabola, obbediente solo a parole. โ€œVoi โ€“ conclude Gesรน โ€“ pur avendo visto queste cose, ( = pubblicani e prostitute che hanno creduto a Giovanni Battista) non vi siete nemmeno pentiti per credergliโ€ (v.32); e tanto meno hanno creduto al Nazareno.

Il primo livello della parabola (quello storico del tempo di Gesรน) รจ evidentemente un atto di accusa nei confronti dei capi giudaici che solo a parole, formalmente, hanno aderito alla chiamata di Dio, e soprattutto non hanno riconosciuto la salvezza portata dal Messia.

Quando poi Matteo redige il primo vangelo, siamo giร  oltre la metร  del Iยฐ secolo e lโ€™insegnamento della parabola ha come destinatari quei cristiani che si accontentavano di una dichiarazione puramente verbale e teorica della loro fede; questo รจ un punto su cui Matteo insiste molto: โ€œNon chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerร  nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontร  del Padre mio che รจ nei cieli.โ€ (Mt.7,21).

Inoltre nel 49 d.Cr. il Concilio di Gerusalemme aveva decretato lโ€™ingresso nella comunitร  cristiana dei convertiti provenienti dal paganesimo, senza che dovessero necessariamente passare attraverso il giudaismo; e questo aveva provocato la defezione di molti giudei convertiti, mentre i pagani accoglievano in massa il vangelo e dunque โ€œpassavano avanti ai giudei nel regno di Dioโ€ (cfr. Matteo 21,31).

E oggi, come puรฒ essere letta la parabola? Ovviamente rimane sempre valida la denuncia del formalismo, che tuttavia subdolamente puรฒ tradursi nelle espressioni che capita di udire abbastanza spesso: โ€œMa che male ho fatto? Io sono onesto, lavoro, ho cura della mia famiglia, non rubo, non rapino e non uccidoโ€ฆโ€ Chi parla cosรฌ ha giร  stabilito a priori che cosa รจ importante e che cosa non lo รจ; รจ graniticamente sicuro della sua non colpevolezza; il formalista infatti si sente perfetto, inattaccabile, giusto di fronte a Dio e agli uomini. Non si lascia interrogare e scuotere da nulla e nessuno: nรฉ dalla Parola e dalla voce stessa di Dio (= coscienza), nรฉ dalla Chiesa.

E questa tentazione di autogiustificazione รจ in agguato per tutti, รจ un rischio possibile sia a livello personale che istituzionale. Prendiamone atto allora e chiediamo sempre a Dio di donarci la presa di coscienza del nostro peccato!

Ileana Mortari – Sito Web

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 1 ottobre 2017 anche qui.

XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Mt 21, 28-32
Dal Vangelo secondoย  Matteo

In quel tempo, Gesรน disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: ยซChe ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentรฌ e vi andรฒ. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sรฌ, signore”. Ma non vi andรฒ. Chi dei due ha compiuto la volontร  del padre?ยป. Risposero: ยซIl primoยป.

E Gesรน disse loro: ยซIn veritร  io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti cosรฌ da credergliยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 01 – 07 Ottobre 2017
  • Tempo Ordinario XXVI
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo A
  • Salterio: sett. 2

Fonte: LaSacraBibbia.net

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