Fratelli, sorelle,
Solennitร di tutti i Santi (1 novembre 2015). Ascoltando la lettura di questa pagina di Vangelo โ le Beatitudini secondo Matteo โ si ha subito lโimpressione di parole buone. Cariche di consolazione e di speranza. Mentre le leggevo sentivo che mi si sprigionava dentro una forza positiva, unโenergia del tutto particolare. Forse perchรฉ si tratta di parole, di espressioni che Gesรน stesso ha pronunciato cosรฌ e che gli evangelisti non hanno voluto rielaborare piรน di tanto. Qualche esegeta dice che Gesรน le avrebbe persino declamante cantando. Come un canto che ha il suo ritornello: beati, beatiโฆ
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Una pagina che fa respirare
E mentre forse viviamo giorni un poโ stanchi e la luce del giorno diminuisce e il tempo diventa piรน freddo e invernale, una pagina come questa ti scalda il cuore e ti fa riprendere fiato. Semplicemente lโascolti e giร ti sembra di respirare a polmoni pieni. Tutto sta nel potere proprio di queste otto parole che Gesรน ci ha regalato. Del resto Lui sa bene che abbiamo bisogno di respirare. Mi รจ capitato talvolta di incontrare, stando in chiesa, gente che, guardandomi in faccia, mi diceva con lo sguardo: โSono qui perchรฉ avevo bisogno profondo di venire. Per raccontarmi un poโ al mio Signore. Perchรฉ ho voglia di respirareโ. Perchรฉ abbiamo bisogno di respirare dentro le nostre case, percorrendo le strade, nel traffico caotico della cittร . Ma anche allโinterno dei nostri gruppi parrocchiali, lร dove lavoriamo, facciamo volontariato, avendo lโopportunitร di incontrare la gente. Respirare significa essere semplicemente umani. Ancora capaci di stabilire con la gente, a partire da quelli di casa, rapporti spontanei, relazioni piรน gratuite e semplici. Non subito segnati dal calcolo e dal bisogno. Uscendo dalla banalitร di certi discorsi. Tra parolone talvolta molto alte o astratte e certi discorsi che potrebbero rasentare il pettegolezzo, si ha bisogno di parole normali. Capaci di farci respirare. Le otto parole di Gesรน, le Sue otto beatitudini hanno questo straordinario potere. Quello di farci entrare nel respiro profondo di Dio che ci prende cosรฌ come siamo, senza disquisire delle nostre precarietร , dei nostri bisogni, dei nostri limiti e delle nostre capacitร .
Comโerano i Suoi occhi?
Comโera lo sguardo di Gesรน, mentre pronunciava o cantava quelle otto parole, quelle beatitudini? Come posava lo sguardo sui Suoi amici? Su chi Lo stava ad ascoltare? Alcuni discepoli sicuramente provenivano da situazioni sociali segnate da pesanti povertร e precarietร umilianti. Cโera chi si portava nel cuore qualche ferita affettiva profonda. Forse il dolore per qualcuno che aveva lasciato o per qualcosa di ingiusto che aveva commesso. Per mitezza di carattere โ qualcuno lโavrebbe chiamata ingenuitร โ un altro sโera scontrato con la fatica a sostenere un clima di buoni rapporti in un piccolo gruppo di pescatori che pure sโerano innamorati di Gesรน. Persino altri avevano cercato di lottare, senza ottenere grandi risultati, a favore della libertร del loro popolo, invocando piรน rispetto e giustizia. Cosรฌ, dunque, li vedeva Gesรน, mentre leggeva nei loro cuori anche altri passaggi delicati della loro esistenza. E perchรฉ non possiamo fare altrettanto, imitando Gesรน? Regalare consolazione, anche solo con lo sguardo, a chi ci sta accanto, introducendolo ad una speranza piรน solida, ad una consolazione piรน vera? Avvolgendo la loro esistenza di un calore sincero, di un affetto sano, facendo loro sentire il profumo delle beatitudini proclamate da Gesรน? Imparare a guardare gli altri cosรฌ come Gesรน guardava i Suoi mentre cantava le Beatitudini. Imparare a custodire in noi la vita di chi ci sta accanto, perchรฉ la sua vita non si spenga, soffocata dallโindifferenza.
Suscitare ancora speranza
Qui ci vuole realismo. Quando Gesรน diceva โbeati i poveriโฆ beati gli afflittiโฆ beati coloro che hanno fame e sete di giustizia… โ, diceva questo guardando negli occhi i Suoi e tutti coloro che sโerano accalcati attorno a Lui per poterLo ascoltare. I poveri e gli afflitti erano anzitutto loro. Loro erano i miti, gli assetati di giustizia, i puri di cuore, i misericordiosi, gli operatori di pace e i perseguitati a causa della giustizia. E a loro Gesรน voleva regalare, senza retorica, una parola buona, carica di affetto e di felicitร . Potete immaginare i loro occhi, i sussulti del loro cuore. E noi, dove fissiamo i nostri occhi ancora? Noi che viviamo dentro un tempo, immersi in una societร che, forse non diversamente da allora, esalta ben altre parole, come lโarroganza della forza, il luccichio della ricchezza, la furbizia delle cordate, lโincenerimento del nemico. Quali parole di speranza lasciamo che emergano dal nostro cuore, guardando la fatica, la povertร , la precarietร , la fame e la sete di giustizia, il desiderio di pace che pure abita lโesistenza di chi ci sta accanto? Qui si gioca la nostra santitร . Nel superare il timore dโessere giudicati dei sognatori, caduti in ragione della fede nella rete dellโutopia, nellโorizzonte di un mondo, di unโisola che non cโรจ! Entriamo nel sogno della santitร secondo il cuore di Dio, della beatitudine, se abbandoniamo il sospetto che questi sono solo discorsi di chiesa. Di un Papa, papa Francesco, del quale non si sa bene cosa pensare. Soprattutto quando ci parla di una chiesa che deve uscire, chiamata ad andare nelle periferie del mondo e del cuore della gente per continuare a scovare segni di beatitudine. Segni di una santitร possibile. Disponibile ancora.
don Walter Magni
[ads2]BEATITUDINI PER IL NOSTRO TEMPO
โChe bello che, in un mondo di feriti ed esclusi, ci sia qualcuno che si china e lenisce. Che bello che, in un mondo di prepotenze e arroganze, ci sia qualcuno che crede nella mitezza dโanimo e di cuore. Che bello che in un mondo di fame e ingiustizie ci sia qualcuno che ancora non ha cancellato la sete di giustizia. Che bello che, in un mondo di durezze e spietatezze, ci sia qualcuno che ha il volto della tenerezza e della compassione. Che bello che, in un mondo di corruzioni e intrighi, ci sia qualcuno integro e retto di cuore. Che bello che in un mondo di guerre e di violenze, ci sia qualcuno testardo costruttore di ponti. Di comprensione, di rispetto e di pace. Che bello che in un mondo di convenienze e opportunismi ci sia qualcuno disposto a pagare di persona per la difesa della veritร e dellโaltro. Ora guardi. Forse anche tu respiri. Di che colore sono i tuoi occhi?โ
(Angelo Casati, Di che colore sono i tuoi occhi).
BEATI quelli che sanno ridere di se stessi: non finiranno mai di divertirsi.
BEATI quelli che sanno distinguere un ciottolo da una montagna: eviteranno tanti fastidi.
BEATI quelli che sanno ascoltare e tacere: impareranno molte cose nuove.
BEATI quelli che sono attenti alle richieste degli altri: saranno dispensatori di gioia.
BEATI sarete voi se saprete guardare con attenzione le cose piccole e serenamente quelle importanti: andrete lontano nella vita.
BEATI voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare uno sgarbo: il vostro cammino sarร sempre pieno di sole.
BEATI voi se saprete interpretare con benevolenza gli atteggiamenti degli altri anche contro le apparenze: sarete giudicati ingenui, ma questo รจ il prezzo dellโamore.
BEATI quelli che pensano prima di agire e che pregano prima di pensare: eviteranno tante stupidaggini.
BEATI soprattutto voi che sapete riconoscere il Signore in tutti coloro che incontrate: avete trovato la vera luce e la vera pace.
โLa prima qualitร che si segnala nella vita dei santi รจ una forma di grande e ilare felicitร , di sereno e totale abbandono, di serena e totale fiducia nel disegno che la vita, scendendo dalle mani di Dio, compone sui sentieri e sulle strade dellโuomoโย (C. M. Martini).
