ECCO L’AGNELLO DI DIO
Giovanni Battista indica Gesù come “agnello di Dio”. Riconosciamolo anche noi, oggi, presente nell’Eucaristia; portiamolo al mondo con la nostra testimonianza. Oggi inizia la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio).
Dopo il tempo del Natale, che ci ha presentato Gesù nella debolezza dell’infanzia, la Chiesa ci fa comprendere che colui che è venuto per noi è il nostro Redentore. Le parole di Isaia riconoscono al Messia la missione di portare la salvezza fino all’estremità della terra (I Lettura).
Gesù è il Salvatore, “luce delle nazioni” e centro della storia che bisogna accogliere se non si vogliono cogliere gli amari e spiacevoli frutti del disordine, dell’infelicità e del dispiacere. Giovanni Battista lo addita ai suoi discepoli indicandolo come l’agnello di Dio, il vero agnello che con la sua morte realizzerà la redenzione per tutta l’umanità, e invita a seguirlo perché su di lui è sceso lo Spirito Santo (Vangelo) segno dal quale lo ha riconosciuto come mandato da Dio.
E lui che toglie il peccato del mondo, è cioè colui che con la sua libertà si offre in sacrificio perché ogni uomo sia liberato dal peccato: la lontananza da Dio, l’autosufficienza e la cecità spirituale. Chi, con Cristo, vince il peccato trova grazia e pace nel Signore, e diventa santo per chiamata (II Lettura) per portare l’amore, la gioia e la giustizia al mondo e ai fratelli.
don Donato Allegretti – Fonte Edizioni San Paolo
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