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Commento al Vangelo dal foglietto “La Domenica” del 1 novembre 2026

NOI SAREMO SIMILI A LUI, LO VEDREMO COSÌ COME EGLI È

Le Beatitudini sono la carta d’identità del cristiano. Scegliamo oggi di vivere una di esse chiedendo a Dio un cuore mite, misericordioso e puro. Oggi è la Giornata della santificazione universale.

Celebriamo oggi una solennità antichissima, cara alla devozione e alla venerazione di tutta la Chiesa.

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Durante il corso dell’anno liturgico, la Chiesa, di volta in volta, fa memoria dei santi, ma in questo giorno vuole celebrare la gloria di tutti i santi, quasi a convogliarli in un’unica grande richiesta di intercessione perché l’umanità intera sia radunata nella vita eterna del regno di Dio.

Non solo, in questa celebrazione la Chiesa riconosce la sua identità più profonda, cioè quella di essere immersa nella Pasqua di Cristo, che per il credente scaturisce dalle acque del Battesimo.

Quel germe di vita, desiderato e accolto come dono dello Spirito Santo, è destinato a crescere e a svilupparsi secondo le indicazioni delle Beatitudini, che anzitutto sono una rappresentazione della vita stessa di Cristo e costituiscono perciò l’identità del cristiano che crede in lui.

Aprendoci a questo tipo di esistenza, possiamo sempre più «lavare le nostre vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (II Lettura) e raggiungere la corona di gloria che Dio Padre desidera donare a ciascuno, perché noi tutti siamo suoi figli.

don Tiberio Cantaboni – Fonte Edizioni San Paolo

Immagine di copertina tratta da scansione del foglietto e riadattata tramite IA.