La parola che oggi il Signore ci dona รจ avvertimento doloroso, a anche addolorato, di come la prepotente violenza e lโimplacabile rigore della โmondanitร โ veramente non conosca limiti e si imponga senza scrupoli anche negli ambiti piรน profondi e delicati delle relazioni umane.
Qui รจ il caso del rapporto profondo di amicizia che lega due uomini appartenenti a popoli, sapienze e culture tra loro avversi, rapporto che โla ragione di statoโ รจ agevolmente capace di aggredire e capovolgere. Basta il gioco disposto e attuato da una sola persona, questo insopportabile Alcimo, per attentare e distruggere unโamicizia che si presentava importante e preziosa non solo per i due personaggi che lโavevano stabilita tra loro, ma anche peri due popoli, le due avverse tra loro culture, cui appartenevano.
Ed entrambi devono cedere! Non cโรจ una โragioneโ che possa affermarsi e prevalere. Anche i sentimenti e i legami profondi in un attimo si capovolgono. Le ragioni di stato e la sete del potere implacabilmente prevalgono. Peraltro, il Giudeo ha dalla sua parte un โAlleatoโ di assoluta potenza: Dio stesso, che ai vers.35-36 รจ invocato nella preghiera di Giuda Maccabeo, lasciando a noi un interrogativo esposto allโangoscia: lโamicizia profonda di prima, era o no sincera? Era buona o sbagliata?
Lโincidente che spezza questa alleanza riporta a veritร la sostanza del rapporto tra queste due persone, o รจ lโennesimo implacabile dramma dellโ โinimiciziaโ che segna e accompagna lโesistenza umana?
Dio ti benedica. E tu benedicimi. Tuo. Giovanni.
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A cura di don Giovanni Nicolini

