Trasfigurazioneโฆ
Come sei buono, mio Dio, a fortificare le anime con delle dolcezze, dei favori, nella misura in cui esse ne hanno bisogno per sopportare le croci futureโฆ S. Pietro, il fondamento della Chiesa, S. Giacomo, il primo apostolo martire, S. Giovanni, lโultimo superstite dei dodici, colui che dovrร combattere piรน a lungo, salgono con Te al Tabor, dove doni loro sia questa prova perentoria della Tua divinitร sia questo godimento indicibile della contemplazione della Tua bellezza radiosaโฆ
Fortifichi la loro fede e il loro cuore in previsione delle lotte futureโฆ Come potrร venir meno la loro fede, dopo averTi visto nel fulgore della Tua Maestร divina? Come il loro cuore potrร ormai amare qualcosa di diverso da Te, dopo averTi visto nella Tua bellezza celeste?โฆ Come sei buono, mio Dio, a dare sempre alle nostre povere anime, cosรฌ deboli, forza, luce, amore nella misura che serve loro per compiere i lavori che Tu destini loro.
Piรน ci รจ dato, piรน ci sarร chiesto; chi ha ricevuto cinque talenti dovrร renderne altri cinqueโฆ Chi ha visto Gesรน trasfigurato, dovrร amarLo, obbedirGli, imitarLo perfettamente ogni giorno della sua vita e dare se Dio lo vuole tutto il suo sangue per Lui come fecero i tre apostoliโฆ
Se riceviamo grazie, ringraziamo, ma allo stesso tempo tremiamo, tremiamo allโidea di essere infedeli vedendo i nostri debiti aumentare e il nostro avere cosรฌ misero, tremiamo allโidea di non pagare ciรฒ che dobbiamo; ringraziamo, ma anche chiediamo, chiediamo di essere fedeli, che ogni grazia, ogni favore faccia salire queste due preghiere dai nostri cuori: Rendimi riconoscente, rendimi fedeleโฆ Soprattutto che le grazie non ci rendano orgogliosi!โฆ
Sarebbe la follia delle follie! Innanzitutto, esse non vengono per niente da noi e sono un puro dono; poichรฉ rendono la nostra fedeltร piรน difficile, i nostri doveri piรน grandi, il nostro compito piรน pesante, il nostro ideale piรน alto dinanzi a questi doveri che cresconoโฆ: lontano dallโinorgoglirci, dobbiamo sentire piรน profondamente la nostra debolezza, la nostra impotenza, la nostra incapacitร , il nostro nienteโฆ
Dobbiamo vedere meglio, davanti a questo ideale piรน bello, quanto siamo lontani da esso; piรน il nostro modello รจ alto, piรน dobbiamo sentire la nostra bassezza; piรน Dio ci chiede, piรน dobbiamo sentire quanto poco Gli diamoโฆ
Lontano dallโinorgoglirci, le grazie, i favori, i privilegi, piรน sono grandi, singolari, preziosi piรน devonoย umiliarci, eย umiliandoci, gettarci nelle braccia di Dio con la preghiera, sentendo piรน che mai quanto รจ impossibile da noi stessi rispondere a tali obbligazioni e quanto abbiamo rifugio solo in Dio: Porti a termine Lui stesso in noi la Sua opera, Lui che lโha iniziata!โฆ
Cosรฌ come ogni grazia ci mette davanti agli occhi in caratteri di fuoco queste parole: ยซSarร chiesto di piรน a colui che ha ricevuto di piรนยป.
Nota su Charles de Foucauld
La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poichรฉ si affida a valori umani sempre piรน cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunitร civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualitร della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola piรน autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesรน. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.
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Immagine iniziale (Algeria, Hoggar, Assekrem) by jacqueline macou from Pixabay

