Domenica del Corpus Domini
Grazie, mio Dio, per tutto ciรฒ che hai voluto soffrire per noi!โฆ Tutto, tutto, tutto ciรฒ che รจ dolore per il cuore, per il corpo, hai voluto non gustarlo, ma berlo fino alla fine, per il nostro amoreโฆ Per santificarci sia mostrandoci quanto ci ami, sia mostrandoci che รจ con la croce che si dimostra il proprio amore e che ci si dona a Dio.
Fede! Fede! Obbedire a Gesรน nellโoscuritร della fedeโฆ Come camminavano nellโoscuritร della fede, gli apostoli ai quali hai ordinato: ยซVedrete un uomo che porta unโanfora, seguitelo, entrate con lui e preparate da lui la Pasquaยปโฆ
Seguiamo cosรฌ nellโoscuritร , nellโignoranza della fede, gli ordini che Dio ci dร indicandoci il nostro dovere, sia attraverso il nostro direttore, sia attraverso gli avvenimenti e le prescrizioni della sua leggeโฆ Facciamo adย ogni istante ciรฒ che dobbiamo, ad ogni istante la cosa piรน perfetta, nella fede, e non occupiamoci del futuro, lasciamolo nellโoscuritร in cui a Dio piace avvolgerloโฆย Non occupiamoci del futuro piรน di quanto faremmo se dovessimo morire tra unโora; dedichiamoci unicamente a fare, nel momento presente, la cosa piรน perfetta, secondo gli ordini che Dio ci ha dato.ย [1]
ยซQuesto รจ il mio corpoโฆ questo รจ il mio sangueยปโฆ
Mio Dio, come sei buono! Come sei divinamente buono! Che cosa dobbiamo fare, mio Dio, davanti a una tale bontร , a un tale dono? Cโรจ solo da venir meno, da perdersi nellโammirazione, nella meraviglia, nella riconoscenza e nellโamore, da annientarsi allโinfinito davanti a un dono dal quale siamo cosรฌ profondamente lontani per la nostra bassezzaโฆ La tua divinitร e la tua umanitร , il tuo corpo e la tua anima, tutto ciรฒ che sei, tu Gesรน, cosรฌ come sei in cielo, nel nostro corpo! A quanti uomini ripugnerebbe donarsi cosรฌ a noi!โฆ Ma tu, tu doni te stesso a noi cosรฌ, pienamente, completamente, senza limitiโฆ O divino Gesรน! O Cuore di Gesรน, come ci ami! Faโ che ti rendiamo amore per amoreโฆ Faโ che ci perdiamo in teโฆ Faโ che ti amiamo del piรน grande amore nella nostra vita e nella nostra morte. Approfittiamo nella piรน grande misura possibile del dono di Dio che รจ Dio, facendo la comunione piรน spesso che possiamo, stando il piรน possibile ai piedi del S. Sacramentoโฆ non perdendo mai per nostra colpa, per un atto della nostra volontร , dei beni il cui valore รจ infinito, la presenza di Dio in noi nella Santa Comunione, la presenza di Dio davanti a noi nella visita al S. Sacramentoโฆ Possiamo, dobbiamo rinunciare a questi beni quando la volontร di Dio ce lo imponeโฆ Ma da noi stessi, maiโฆ รจ Dio, tutto il resto รจ creatura; รจ lโInfinito, tutto il resto รจ il finito; รจ il Beneamato in confronto al quale tutto il resto รจ niente; รจ Gesรน e tutto il resto non รจ Lui.
Per Gesรน, per compiere la sua volontร , dobbiamo a volte privarci di riceverlo e di rimanere alla sua presenza, ad esempio quando il nostro direttore ce lo vieta, quando i rappresentanti di Dio ci danno degli ordini che ce lo rendono impossibileโฆ quando i doveri che in vista di Dio dobbiamo rendere alle anime o ai corpi del prossimo, o altri doveri ancora, ci mostrano che la volontร di Dio รจ certamente che siamo privati di beni cosรฌ preziosi, ecc. Ma quando Dio non ci mostra con chiarezza che vuole che, in vista di Lui, facciamo a meno del bene dei beni, del possesso o della presenza di Sรฉ stesso, di Gesรน, ah! allora, non priviamocene mai da noi stessi, facciamo come la Santa Vergine, S. Giuseppe, Santa Maddalena, consideriamo tutto il resto, uomini, cose, occupazioni comeย nienteย e gettiamoci ai piedi delย nostro Tutto, per rimanerci con questi santi genitori che hanno cosรฌ ben compresoย la veritร ย delle cose,ย il tuttoย di Dio eย il nienteย della creatura, per il tempo che permetterร il nostroย Beneamato, il nostroย Tutto, il nostroย Dio, il nostroย Gesรน.[2]
[1]ย M/238, suย Mcย 14,10-21, in C. de Foucauld,ย Fammi cominciare una nuova vita. Meditazioni sui Vangeli secondo Matteo e Marco, Centro Ambrosiano, Milano 2024, 244-245.
[2]ย M/239, suย Mcย 14,22-24, in C. de Foucauld,ย Fammi cominciare una nuova vita. Meditazioni sui Vangeli secondo Matteo e Marco, Centro Ambrosiano, Milano 2024, 245-247.
Nota su Charles de Foucauld
La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poichรฉ si affida a valori umani sempre piรน cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunitร civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualitร della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola piรน autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesรน. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.
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