Grazie, mio Dio, per tutti gli insegnamenti che ci dai qui!… E grazie perché ci dai questi insegnamenti nonostante le persecuzioni dei farisei che si indignano nel sentirTi parlare a noi in questo modo…
Come sei buono a farci tanto bene, a darci così largamente tutti i mezzi di salvezza di cui abbiamo bisogno, e a darceli a prezzo di tante fatiche, pene, pericoli! Con il Tuo esempio ci insegni il coraggio di dire la verità, anche quando dispiace, anche quando ci attira contraddizioni, inimicizie, persecuzioni, pene, pericoli…
Ci insegni a non attribuire nessun valore alle istituzioni umane quando esse non si accordano con gli insegnamenti divini, ma al contrario a strapparle via senza pietà e a farle sparire per lasciar crescere al loro posto quelle che Tu stesso, o mio Dio, hai piantato e le cui radici sono nel Santo Vangelo, nella Tua legge, nelle leggi della Chiesa…
Strappiamo via senza timore, senza riguardo, con zelo e coraggio, tutte le istituzioni, per quanto antiche siano, per quanto siano autorizzate da un uso prolungato e dall’attaccamento che abbiamo per esse, quando esse contraddicono i Tuoi insegnamenti, o Gesù, quando mostrano, per il loro disaccordo con le Tue parole, i Tuoi esempi, le Tue leggi, i Tuoi consigli, che non sono piantate dalla Tua mano…
Strappiamo via senza esitare tutto il mondano, tutta la vanità, tutto ciò che Tu non hai piantato con le Tue parole o i Tuoi esempi e facciamo ogni sforzo per far crescere, al loro posto, ciò che ha piantato la Tua mano beneamata, o Gesù, ciò che fiorisce dalle Tue parole e dalle Tue azioni…
E poi non dimentichiamo mai che non sono le osservanze, le cerimonie esteriori che hanno importanza, che rendono santi, ma gli atti interiori; gli atti esteriori hanno valore solo perché aiutano a produrre, a conservare gli atti interiori, o perché ne sono i necessari effetti: «Tutta la bellezza della regina è interiore»[1], tutta la bellezza degli atti è nei sentimenti che li fanno compiere, che li accompagnano…
Così attacchiamoci sempre, sempre agli atti interiori; e attacchiamoci a quelli esteriori solo nella misura in cui sono uniti agli atti interiori, sia che ne facilitino la formazione, sia che debbano necessariamente risultarne[2].
[1] Cfr. Sal 44,14.
[2] M/206, su Mc 7,1-23, in C. de Foucauld, Fammi cominciare una nuova vita. Meditazioni sui Vangeli secondo Matteo e Marco, Centro Ambrosiano, Milano 2024, 199-200.. de Foucauld, L’imitation du Bien-Aimé, Méditations sur les Saints Évangiles (2), Nouvelle Cité, Montrouge 1997, 169-170; tr. it., “Stabilirci nell’amore di Dio…”. Meditazioni sul vangelo di Giovanni, ed. A. Fraccaro, Glossa, Milano 2009, 69-71.
Nota su Charles de Foucauld
La vicenda spirituale di Charles de Foucauld (1858-1916) continua anche oggi ad essere motivo di interesse diffuso tra cristiani e non cristiani, poiché si affida a valori umani sempre più cercati, diventati ormai rari nelle nostre comunità civili: il primato di Dio, le relazioni umane, la cura del prossimo, la qualità della vita ordinaria.Il vangelo rimane la parola più autorevole per introdurre il credente ad una vita autentica. Charles de Foucauld ha sostato a lungo sui testi evangelici, per imparare a vivere in modo fedele un’esistenza degna di essere vissuta: una vita a imitazione di Gesù. Le meditazioni sul vangelo di Giovanni, che egli ha realizzato in Terra santa, possono essere considerate come un insieme di lezioni di vita cristiana, una raccolta di indicazioni pedagogiche per imparare, giorno dopo giorno, a seguire il Signore nella propria condizione di vita, in ascolto delle reali esigenze del mondo d’oggi.
- Pubblicità -
Libro disponibile su Amazon.
Immagine iniziale da https://depositphotos.com/it

